Putajani
Tajani, uno dei politici più svegli che abbiamo, debuttò a Mosca nel 2009 da commissario europeo ai Trasporti, in pellegrinaggio da Putin col cappello in mano per parlare di affari. Le guerre in Cecenia e in Georgia c’erano già state e Anna Politkovskaya era già stata assassinata. Lo rivide nel 2013 alla fiera di Hannover da vicepresidente Ue: c’era già stata pure la guerra in Siria, ma lui parlò di investimenti in Russia e agevolazioni ai turisti russi. Nel 2014, dopo la cacciata del presidente ucraino Yanukovich a furor di piazza, il nuovo regime filo-Nato scatenò la guerra civile contro i russofoni, Putin annesse la Crimea e aiutò i secessionisti del Donbass. Ma Tajani chiese di “tenere in considerazione le istanze di buona parte dell’Ucraina, che è russofona… Putin ha sbagliato, ma non dobbiamo commettere l’errore di chiudere la porta al dialogo con la Russia, visto il fabbisogno energetico delle nostre imprese”. A inizio 2022 Biden&Nato annunciavano la sicura invasione russa dell’Ucraina per propiziarla e Macron e Scholz si dannavano per scongiurarla: Tajani invocò “soluzioni diplomatiche per evitare lo scontro” e lodò Draghi perché “ha chiamato Putin”. A marzo, dopo l’invasione, propose Merkel e B. come mediatori e assicurò che B. “sta lavorando per la pace con tutti i suoi contatti internazionali: è già stato capace di mettere a un tavolo Putin e Bush, avvicinando la Russia alla Nato e all’Occidente, ma poi non s’è fatto più niente”. E cazziò Biden per aver dato del criminale a Putin: “Io avrei usato un altro linguaggio. Se sia criminale dovrà dirlo il tribunale dell’Aja, ma ora dobbiamo raggiungere la pace”.
Quindi sì alle armi a Kiev, ma “non per colpire il territorio russo”. E bravo Zelensky, pronto a rinunciare alla Crimea e subito zittito da Stoltenberg: “Un messaggio di apertura, speriamo ne arrivino altri”. E poi “Putin ha commesso moltissimi errori, ma anche l’Occidente isolando la Russia e spingendola nelle braccia della Cina”. Insomma “serve un incontro tra Putin e Zelensky e urge abbassare i toni, anziché puntare a un isolamento forte di Putin”. Poi divenne ministro degli Esteri e suggerì a Zelensky di “puntare sul cessate il fuoco quando c’è la sicurezza che Mosca non vuole continuare l’invasione”. Intanto B. ripeteva che “Putin voleva solo sostituire il governo Zelensky con persone perbene”. Ma ora Tajani ha rimosso tutto. E, tomo tomo cacchio cacchio, dà del putiniano a Conte che chiede molto meno di lui e di B.. Intanto FI chiede alla Schlein: “Elly, da che parte sta? Con Putin e Conte? O col popolo ucraino?”. Ieri Tajani ha compiuto gli anni, meritandosi la risposta di Alberto Sordi allo spettatore in prima fila che gli fa il pernacchione: “Ormai hai 73 anni, è tempo che tu sappia di chi sei figlio”.
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