venerdì 3 luglio 2026

Ah beh…

 


Domandina

 


Natangelo



 

L'Amaca

 


Il lavoro che faceva Achille

di Michele Serra


Achille Occhetto (novant'anni giusti) che, su Repubblica di ieri, scrive dei massimi sistemi, lo fa attingendo a una riserva di energia remota. Oggi dimenticata, talmente dimenticata che, a leggerlo, di primo acchito viene da dire: ma a quale titolo questo signore di età insigne, e da lunghi anni fuori dai giochi politici, osa parlare del futuro dell'umanità?

Osa perché occuparsi del futuro dell'umanità è stato, né più né meno, il suo mestiere. Era il segretario del Pci, e quello facevano i dirigenti dei grandi partiti di massa. È lecito, e quasi scontato, criticare gli esiti. Non l'intenzione: era quell'intenzione, non altro, a fare della politica un luogo rispettato e molto frequentato. C'erano anche allora l'arraffo, il carrierismo, la mediocrità sgomitante del piccolo cabotaggio quotidiano. Ma era ben viva l'idea che il core business, come si dice oggi, di quelle strane fabbriche che erano i partiti, fosse orientare la direzione del mondo.

Occhetto dice: oggi solo il Papa parla del mondo, dell'umanità e del suo destino: perché noi no? Perché la politica no? Perché la sinistra no? La domanda è ben posta. Non credo sia corretto, e nemmeno giovi alla comprensione delle cose, ritenere che chi fa politica oggi abbia un calibro, culturale e umano, inferiore alle generazioni precedenti. È vero, piuttosto, che economia e tecnologia hanno disarcionato la politica. Vanno per conto loro. Fanno quello che vogliono loro, la ristretta cerchia dei pluto-tecnocrati (tecno-plutocrati?) che dispone del mondo a suo piacimento. Sarà un'impresa titanica risalire in sella. Forse ci vuole un pazzo, o un santo, un nuovo Cristo, meglio ancora un acrobata che trovi la maniera.

Mi ricordo!

 

Gli ucraini putiniani 


di Marco Travaglio 


Breve promemoria sull’attentato ai gasdotti russo- europei Nord Stream, fatti saltare il 26 settembre 2022 da un commando ucraino per ordine di Kiev e ritenuto dalla magistratura tedesca un “crimine di guerra”.

– 27.9.22. Mychajlo Podoljak, consigliere di Zelensky: “Attacco terroristico pianificato da Mosca per destabilizzare l’economia Ue … La migliore risposta e investimento in sicurezza è fornirci carri armati, soprattutto tedeschi”.

– 28.9.22. Jacopo Iacoboni (Stampa) su X: “Esplosione dei gasdotti. 1) Putin ha un movente. 2) Ha le capacità tecniche… 3) È il momento adatto per farlo dal suo pdv. Gli altri non hanno movente, nessuno avrebbe il minimo interesse a farlo”. Andrea Margelletti (Messaggero): “È altamente probabile che siano stati i mezzi speciali della Marina russa e del Gru, il potente servizio militare russo”.

– 29.9.22. Vittorio Emanuele Parsi (Omnibus, La7): “Il numero dei possibili sospetti si riduce moltissimo: principalmente alla Russia. La Russia avrebbe interesse a esercitare pressione sul gas senza mostrare di volerlo fare… Se mettiamo insieme gli interessi, chi ha la capacità e chi ha uno stile d’azione disinvolto, i sospetti vanno lì”. Paolo Mastrolilli (Repubblica): “Nord Stream, Putin sotto accusa. ‘È stato lui, l’inchiesta lo proverà’. Usa e Ue puntano il dito contro di lui… Pochi dubitano che l’attacco sia stato lanciato da Mosca per lasciare l’Europa al freddo, senza però pagare le penali che avrebbe dovuto sborsare violando i contratti… Non serve altro per capire il colpevole… Gli Usa però non si lasciano intimidire… e aiuteranno gli alleati europei”.

– 30.9.22. Dario Fabbri (Omnibus, La7): “Molto probabilmente sono stati i russi”. Tonia Mastrobuoni(Repubblica): “In Occidente il sospetto che siano stati i russi si sta rafforzando. I servizi hanno rivelato alla Cnn che due navi della Marina russa sarebbero state avvistate vicino alle aree delle falle”.

– 1.10.22. Nathalie Tocci (Stampa): “Lo Zar dichiara un’altra guerra”, “La Russia si agita nel mare magnum del ‘non convenzionale’, sotto la soglia del nucleare. Il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream… può essere letto in questa chiave… Se la guerra convenzionale in Ucraina va male per Putin, se quella nucleare comporta troppi rischi, è saggio prepararsi alla guerra ibrida contro l’Europa in cui ogni infrastruttura critica è potenzialmente a rischio”. Boris Pistorius, ministro della Difesa tedesco: “L’attacco potrebbe essere stato un’operazione russa sotto falsa bandiera per addossare la colpa a gruppi filo-ucraini”.

– 10.3.23. Volodymyr Zelensky: “Gli ucraini sicuramente non l’hanno fatto”.

Viva l’Ucraina che sta difendendo tutta l’Europa e, ça va sans dire, viva la libera informazione.