domenica 3 maggio 2026

Tanti auguri!

 


Che cara signora anch’ella, che per festeggiare il genetliaco dell’amato maritino, da tanti, me compreso, ricordato nelle preghiere per una fine degna del bastardo qual è, ha pensato bene di donargli una torta con un bel cappio da destinarsi ai colli palestinesi. Che bel focolare domestico. E come speriamo, noi tutti, che il futuro vi restituisca tutto quanto avete sparso in questi anni, tradotto qualcosa che al confronto le dieci piaghe d’Egitto risultino una tisana tiglio, melissa e passiflora…

Igor

 



Paravento

 



Già a mastruzzare!

 

Il porcaio e l’antidoto 


di Marco Travaglio 

L’altra sera a Otto e mezzo si parlava del pareggio alle prossime elezioni, che imporrebbe un’alternativa secca al centrosinistra: o appoggiare una legge ipermaggioritaria tipo Melonellum, con un mega-premio alla coalizione che arriva prima; o subire il “porcaio”, cioè l’ammucchiata centrista in cantiere nei retrobottega del potere con la rivergination di B. e famiglia allargata (Minetti inclusa), la normalizzazione del conflitto d’interessi ereditario, l’esaltazione di Marina e Pier Silvio come baluardi anti-sovranismo e alfieri dei diritti civili, la promozione di FI a parte “buona” della destra, il pompaggio di Silvia Salis come salvatrice del centrosinistra contro i pericolosi sovversivi Conte, Schlein, Bonelli eFratoianni, le venti interviste settimanali a Renzi e Calenda a reti ed edicole unificate. Tertium non datur: o il nuovo Porcellum o il nuovo Porcaio. Pare che la storia non insegni mai niente, se non a ripetere sempre gli stessi errori. 1) Le leggi elettorali fatte per ottenere un certo risultato regolarmente sortiscono quello opposto. 2) I sondaggi, specie a un anno dalle elezioni, lasciano il tempo che trovano e comunque quelli attuali dicono che il centrosinistra (anche senza Calenda, che fa perdere più voti di quelli che porta) batterebbe il centrodestra (anche con Vannacci, che nessun sa quanti voti porterà). 3) Il referendum ha appena dimostrato che per trascinare alle urne astensionisti cronici e giovani al primo voto bisogna parlare chiaro, papale papale, dando loro un buon motivo per andare al seggio. Il solo fatto di mettersi a discutere oggi di un fantomatico pareggio futuro e di trafficare con giochi di palazzo per evitarlo è già un formidabile desertificatore di urne.

Per portare gli italiani a votare bisogna farli sentire protagonisti con un messaggio chiaro e onesto: ogni voto vale uno, indipendentemente da dov’è indirizzato, quindi siamo per una legge proporzionale (con lo sbarramento al 3% per costringere i partitini simili a unirsi); l’alleanza sarà solo tra forze omogenee in base a un contratto che metta in fila i punti di convergenza, quindi chi in passato ha dato prova di tradimenti, divisioni, personalismi e scissioni contro il centrosinistra (tipo Renzi o Calenda, tanto per non far nomi) non ci sarà, per evitare che ci riprovi; vi chiediamo di darci la maggioranza dei voti – e dunque dei seggi – per un governo stabile e compatto, ma se non l’avremo ridaremo la parola agli italiani e non ci presteremo a pastrocchi tecnico-istituzionali con pezzi di destra (tipo FI, che è il peggio, non il meglio del fronte avversario) che così, senza di noi, non vedranno mai la luce, neppure se Mattarella ce lo chiederà in ginocchio in nome di questa o quell’“emergenza” del momento. Chissà, magari potrebbe perfino funzionare.

venerdì 1 maggio 2026

Perché?

 



Mi domando che senso abbia modificare un testo sacro come quello di Bella Ciao e che cosa abbia spinto questa fantomatica Delia a sostituire Partigiano con Essere umano! Sarebbe come cantare “Resta con noi Dottore la sera!”

Dixit

 



Kotiomkin