lunedì 21 settembre 2026

Tirata di somme

 


Ricapitoliamo per onorare la verità:

C'è un leader di opposizione, vituperato oltremodo da poteri forti - pennivendoli - balordi in cravatta, che ha ascoltato la base, sembra strano ma è così, e ha preso spunto dalle decisioni democratiche, parola oramai desueta, per annunciare i punti saldi del programma del Movimento 5 Stelle.

Giuseppe Conte, da tanti ridicolizzato solo perché vorrebbe scalfire ed abbattere l'attuale sistema consociativo composto da fregnacce per mantenere al potere i soliti noti, che portò all'Italia in dote 209 miliardi di PNRR, bene questo signore ha presentato i futuri punti del programma:

  • Stop alle armi all'Ucraina. Con le armi non si costruisce la pace. 
  • Il primato del diritto internazionale (A Taja' scansate!)
  • No al riarmo 
  • Stracciare gli accordi con Israele 
  • Annullamento di tutte le leggi bavaglio fatte dal Governo Meloni 
  • Tasse sugli extraprofitti 
  • Pene certe per corruzione 
  • Lotta ai conflitti di interesse (ancora oggi gli eredi del Puttaniere conservano il 30% di una banca e possiedono un partito politico ove pullulano condannati) 
Ora al di là di tutto è sacrosanto credere che con questi punti chiari molti che non votavano mai, soprattutto giovani, torneranno a votare, e stiamo parlando di un 15% - 20% 

Dall'altra parte molti schiferanno queste proposte e nella fattispecie 

  • Gran parte degli analfabeti funzionali (30% in Italia) affascinati dal forte di turno, quel generale in pensione che per disprezzo non nomino neppure. 
  • I lavoratori di Berretta e Leonardo 
  • Tutti coloro a cui piace tanto la pacchia attuale, fatta di evasione e di amici degli amici 
  • Tutti coloro che si abbeverano al nero perdi sempre, in ogni ambito della cosiddetta cultura - ciao core! - e in particolare: giornalisti peripatetici, starlette sul dirupo dell'anonimato, ciarlatani alla caccia del gettone di presenza in programmi mostruosi annebbianti la ragione. 
Il nostro Paese è da troppi anni preda dei cosiddetti poteri forti, in grado di affossare il sistema sanitario nazionale a scapito degli interessi di Ucci-Ucci grande assenteista parlamentare e proprietario di carta igienica definita da pochi "giornali", e la sofferenza si tocca con mano, checché ne dica la ciociara attualmente impegnata ad inseguire quell'ex generale in pensione che nuovamente non nomino, per disprezzo. 

E grazie al...

 



Non capisco le ragioni!

 


domenica 20 settembre 2026

Precisazione celeste

 



Cattiveria

 



L'Amaca

 

I colori della cronaca


DI MICHELE SERRA


Se vivessimo nel famoso "paese normale", nessuno si chiederebbe dove è

nato il ragazzino che ha accoltellato la prof a Roma, e di che colore è la

sua pelle. E nessuno si chiederebbe dove è nato il ragazzino che l'ha

soccorsa, e di che colore è la sua pelle. Staremmo discutendo di ragazzini

e basta; della loro fragilità e della loro esposizione alla violenza, che i

social trasmettono come i ratti e le pulci la peste; e della loro capacità di

empatia, per aiutare una vittima e neutralizzare un aggressore.

Invece ci tocca la classificazione etnica dei protagonisti, è il bianco

indigeno che ha offeso, è il nero importato che ha difeso; e in aggiunta ci

tocca la mesta analisi delle idee della prof, che ama Almirante e di

conseguenza "difende la razza", è a favore della remigrazione che è un

poco come essere a favore del ritorno del dentifricio nel tubetto, ma si sa

che tra l'ideologia e l'intelligenza non sempre c'è un nesso. Cosa che non

la rende meno vittima, quella prof, e meno degna di soccorso e di

solidarietà: ma oramai il quadro è avvelenato, niente è più leggibile per

come la realtà lo ha scritto, anni e anni di schifoso razzismo e di

disperato, affannato antirazzismo hanno trasfigurato le parole e gli

sguardi.

A parti invertite (il nero che assale, il bianco che difende) la storia

sarebbe diventata una bandiera per l'oscena propaganda razzista, che ha

piantato le tende, da anni, nelle prime pagine dei giornali di destra. La

sola risposta intelligente e civile sarebbe ignorare totalmente quel

criterio di giudizio. Non invertirlo: proprio ignorarlo. Non approfittare

del fatto che è stato il bianco a violare e il nero a proteggere. Mi chiedo se

ci siano ancora margini per farlo, e temo di no. La lettura cromatica degli

episodi di cronaca è di per se stessa una vittoria del razzismo.


Tragico a sapersi

 

La misura più grande e le dannate della 44


di Paola Zanca 

Eravamo convinte – povere illuse – che i didietro delle Kardashian e la loro booty routine, le curvy in passerella, i grandi marchi che mettevano al bando la taglia 38 avessero in qualche modo archiviato, perfino con eccessiva rivalsa, l’infimo culto della magrezza con cui sono cresciute le generazioni degli anni Novanta. O meglio: l’idea di corpo conforme è rimasta la stessa – ci mancherebbe avessero tutti la stessa dignità! – ma pensavamo non fosse più eticamente accettabile, neanche dal punto di vista commerciale, alcuna strizzata d’occhio a modelli estetici dallo standard filiforme.

Invece scopriamo che la taglia massima nei marchi di moda per ragazze è ufficialmente il corrispettivo di una 44, per quanto in versione “junior”. Significa, per chi non avesse dimestichezza con le misure, che una corporatura media, “robusta” si sarebbe detto una volta, è il massimo tollerato da questi marchi che spopolano tra le ragazzine. Tradotto ancora, vuol dire che una adolescente di quel peso, se dovesse cercare sugli scaffali del negozio un paio di jeans più grandi si sentirebbe rispondere dalla commessa: “Questa è la misura più grande che esiste”. Oltre la tenda di quel camerino, l’abominio, la fine del mondo, il fuori-mercato. E tu, teenager che hai osato superare i cinquanta chili.

La domanda è: perché lo fanno? Lo chiediamo a Suite Benedict, a Subdued, ai manager dell’abbigliamento adolescenziale. È difficile pensare che sia una questione di soldi: quelli che fanno fatica a infilarsi nei vostri jeans sono corpi assolutamente usuali, di quelli che incrociamo regolarmente ogni giorno per strada. Non è una nicchia di mercato, quella che hanno lasciato fuori. Non è l’obesità infantile che avanza, non è il segmento che presunti brand illuminati hanno accuratamente sezionato nei reparti “taglie forti”. Qui il messaggio è: il nostro stile è solo per chi se lo può permettere. Però almeno fatevi due conti, non vi conviene lasciarne fuori così tante: mettetevi una mano sul portafogli, che alla coscienza ci pensano le ragazze.