Ti chiami Ciccone, sei in gara nel campionato europeo, combatti in fuga con il più forte dei terrestri, Evenepoel, che è secondo solo all’Extraterrestre attualmente infortunato, ai duecento scatti e prendi circa 15 mt di vantaggio e perdi il titolo per un millimetro, un millimetro, forse meno…
Prolasso alle gònadi
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
domenica 4 ottobre 2026
Lungimiranza
Fiero di questa politica turistica lungimirante e al servizio dei nativi. Per arrivare a 500 mila suggerirei dei soppalchi alle Cinque Terre per raddoppiare gli arrivi con pranzi dalle ore 8 del mattino e la trasformazione delle farmacie in centro in ristoranti “mangia e fuggi”!
Sideralmente
Per capire la distanza siderale che oggi abbiamo dal nostro Patrono - auguri a tutti le Francesca e i Francesco - basta riferirsi a come il Poverello intendeva la perfetta letizia:
“Quando noi saremo a Santa Maria degli Angeli, così bagnati per la piova e agghiacciati per lo freddo, e infangati di loto, e afflitti di fame, e picchieremo la porta dello luogo; e ’l portinaio verrà adirato, e dirà: Chi siete voi? e noi diremo: Noi siamo due de’ vostri Frati, e colui dirà: Voi non dite vero: anzi siete due ribaldi, che andate ingannando il mondo, e rubando le limosine de’ poveri; andate via; e non ci aprirà, e faracci istare di fuori alla neve e all’acqua col freddo e colla fame, insino alla notte, allora se noi tanta ingiuria, e tanta crudeltate, e tanti commiati sosterremo pazientemente senza turbarcene, e senza mormorare di lui; e penseremo umilmente e caritativamente, che quello portinaio veramente ci conosca, e che Iddio il fa parlare contra a noi: o Frate Leone, iscrivi, che qui è perfetta letizia.”
Null’altro da aggiungere.
L'Amaca
Come moderare
i moderati?
DI MICHELE SERRA
È la parola stessa, centrosinistra, a lasciare intendere che un centro
sarebbe necessario: almeno semanticamente. Pare che serva per attirare
e organizzare gli elettori moderati, che a giudicare dal numero di italiani
che parlano a bassa voce, non riversano improperi e giudizi sommari sui
social, e non parlano dell'avversario politico come di un cretino e un
farabutto, devono essere piuttosto pochi. Però utilissimi. Con funzioni
emulsionanti rispetto agli umori furenti e al tentativo di impiccagione
reciproca. Avercene, di moderati.
Capita però che il centro, che ai tempi della Dc fu un blog immane e
onnipotente e oggi è un presidio minuto, ultraminoritario (nella destra al
governo quasi interstiziale, il Lupi, la Craxi, chi altro?), sia diventato
anche un luogo conteso e rissoso. Seguirne le sorti è cosa per raffinati
politologi. Pare che alla Leopolda si sia esibita con successo la coppia
Renzi-De Luca, in scena con i nomi d'arte «il Kraken e lo Sceriffo», noti
agli addetti e ai cronisti politici ma ignoti al novantacinque per cento
degli italiani. Io avevo capito Krapfen e pensavo alla ciambella, invece è
un mostro marino.
Questo nuovo gagliardo tandem di maschi alfa si aggiunge, ma non si
somma, a Alessandro Onorato, che ha tutto il nostro rispetto ma non
risulta essere un trascinatore di folle, a Ernesto Maria Ruffini (idem), a
Calenda che è indisponibile a tutto, ai centristi del Pd che sotto Schlein
paiono dei clandestini relegati sottocoperta. Federare i moderati pare
altrettanto difficile che federare i fanatici. Siamo un Paese strano. Forse
anche sfortunato.
Il Campo Largo
Elly e il Krapfen
Nel manicomio della stampa padronale galoppano libere e belle quattro ideone, una più strepitosa dell’altra.
1) Siccome la Schlein non vuole Conte candidato premier perché metterebbe in fuga una piccola parte degli elettori Pd e Conte non vuole la Schlein perché metterebbe in fuga una gran parte degli elettori M5S, non bisogna far decidere gli elettori alle primarie, ma accordarsi aumma aumma su un nome terzo tipo la Salis, che metterebbe in fuga tutti gli elettori M5S e Avs e una piccola parte degli elettori Pd, o tipo Gualtieri, Manfredi, Gabrielli e Ruffini, che hanno l’appeal di un cassamortaro e metterebbero in fuga quasi tutti gli elettori Pd, M5S e Avs.
2) Siccome Pd, M5S e Avs dovranno presentare un programma comune, devono avere tutti lo stesso programma: quello del Pd, che non esiste e quindi mette d’accordo tutti. Se viceversa su riarmo, armi all’Ucraina, Gaza, inceneritori e Tav hanno posizioni diverse, quella del Pd è giusta (tanto non si capisce) e quelle degli altri sono sbagliate (perché si capiscono): ergo, se gli altri difendono le proprie, “attaccano il Pd” e “fanno il gioco della destra”, mentre se il Pd difende le sue (ove mai le capisse)è “testardamente unitario”.
3) Fa eccezione Renzi, che può avere posizioni opposte su tutto da M5S, Avs e Pd (ove mai il Pd ne avesse una), ma deve entrare nell’alleanza di diritto. E perché? Perché sì. Conte “insulta” e “attacca” il Pd anche se non l’ha mai attaccato né insultato: invece Renzi, che si fa chiamare Kraken perché ormai si sta sulle palle da solo (ma va bene anche Krapfen, visto il girovita), insulta e attacca Conte, Avs, Onorato e chiama nel Bar di Guerre stellari detto Leopolda l’insultatore De Luca, promosso a Sceriffo, per rincarare la dose, ma i suoi non sono insulti e attacchi agli alleati. E perché? Perché no.
4) Tutti estasiati per il discorso della Schlein alla Direzione Pd, in cui non ha detto se e quando si faranno le primarie né dov’è il programma Pd, né cosa pensa oggi delle armi a Kiev e del riarmo Ue/Nato (il 18.3.’22 dichiarava a Rep: “La pace in Ucraina non si fa con le armi. Sosteniamo l’accoglienza, sbagliato aumentare le spese militari”). Però ha dichiarato che “il Pd ha il doppio dei voti di Conte” e “uno non vale uno”. Ne avesse azzeccata una: Ipsos dà il Pd al 19,5 e il M5S al 14,5, quindi Conte non avrebbe metà dei voti della Schlein, bensì circa i 3/4. Ma soprattutto: se la Schlein sostiene che comanda chi ha più voti, cioè lei, non dovrebbe sostenere che “uno non vale uno”, bensì che “uno vale uno”. Se per tutti ogni voto vale uno, il suo discorso regge; se per qualcuno ogni voto vale due, crolla tutto. È la logica pura, oltreché il principio di eguaglianza. Che, spiace dirlo, non è un’idea bizzarra di Grillo e Casaleggio: è l’articolo 3 della Costituzione.



