Se si chiede a Gemini, il chatbot di Intelligenza Artificiale di Google, dove è sepolto Mozart, esso risponde correttamente che Wolfgang Amadeus Mozart è sepolto a Vienna nel Cimitero di St. Marx e che tuttavia l’esatta posizione dei suoi resti è sconosciuta perché nel 1791 la legge voluta dall’imperatore Giuseppe II imponeva che i cittadini non aristocratici venissero sepolti in tombe comuni senza lapidi. La questione potrebbe chiudersi qui, e infatti Gemini non la approfondisce con ulteriori dati logistici o biografici; sennonché, come per ogni quesito, Gemini prima di congedarsi rilancia: “Se stai organizzando un viaggio a Vienna, posso aiutarti a trovare come raggiungere il cimitero con mezzi pubblici o consigliarti altri luoghi storici legati a Mozart. Desideri maggiori dettagli?”. Quanta premura. Gemini vuole aiutarti, o forse si tratta dell’emersione di quell’architettura digitale, tipica anche dei social, per cui un’applicazione cerca di tenerti avvinto a sé rinforzando la tua risposta fisiologica: il rilascio di dopamina legato al conseguimento di un successo. È il motivo per cui i procuratori di 29 Stati americani accusano Meta, che mercoledì scorso ha patteggiato una multa di 18 miliardi di dollari, di aver progettato Facebook e Instagram in modo da creare dipendenza negli adolescenti e di raccogliere illegalmente dati di bambini sotto i 13 anni.
Altro esempio. Dopo la morte a Palermo di una bambina di 4 anni per difterite si è registrato un picco di ricerche online sull’efficacia del vaccino e sulle modalità di trasmissione del virus (+5000% di query nell’ultima settimana secondo Google Trends). Chiedo all’IA come si trasmette: Gemini risponde, poi mi chiede che sintomi ho e mi consiglia di contattare un medico. Forse l’algoritmo attiva un filtro di sicurezza in casi in cui una persona potrebbe aver bisogno di aiuto, come nei sospetti suicidi; ma l’alertnon viene, per quanto se ne sa, mandato a nessuna autorità di pubblica sicurezza, quindi si tratta verosimilmente di una messinscena di Google al fine di tutelarsi sul piano legale.
Si tratta tecnicamente di dati sensibili. Ogni tuo dato sanitario potrebbe essere conservato e usato successivamente e forse non solo da te. Il chatbot permette all’utente di scegliere tra due opzioni: se mantenere memoria delle chat precedenti per recuperare informazioni importanti (ad esempio il piano terapeutico per una patologia e le relative controindicazioni), o se eliminarla ogni volta che una conversazione viene chiusa, così che a ogni accesso tu sia per essa un essere umano nuovo di zecca (si realizza The eternal sunshine of the spotless mind, “l’eterna aurora della mente incontaminata” del verso di Alexander Pope e del film omonimo). Ma lo fa davvero?
Il Nobel per la Fisica 2024 Geoffrey Hinton, il padre dell’IA, nel 2023 si è licenziato da Google perché voleva essere libero di mettere in guardia dal rischio che l’IA diventi più intelligente, cioè più potente, di quella naturale. Intanto si sono già registrate nell’IA alcune abilità cosiddette “emergenti”, reazioni imprevedibili e per ora inspiegabili a input dati. Recentemente, sia OpenAI che Claude sono uscite dai perimetri di un test e hanno hackerato altre aziende collegandosi a Internet autonomamente.
A Gemini non importa niente di come stai e dove devi andare, ma agli Stati sì. Alle multinazionali fa comodo succhiare e possedere un’incessante e sterminata mole di dati degli utenti del pianeta, in una società dove il controllo è il crisma a suggello del Capitale. Possedere dati è una formidabile arma di ricatto nei confronti dei governi che volessero aumentare la tassazione per le big tech; in caso di una guerra ibrida tra nazioni, le società di IA possono vendere informazioni allo Stato che paga meglio, e in tempi di crisi a ogni Stato sta a cuore il controllo sui suoi cittadini al fine di conoscerne le paure, i bisogni, le opinioni politiche.
Sul valore e sul prezzo dei dati si fonda la carriera di Peter Thiel: fondatore di PayPal, ex socio di Elon Musk, nel 2003 Thiel ha creato Palantir, piattaforma di integrazione dati e analisi predittiva. Thiel, patrimonio stimato di 32 miliardi di dollari (Musk è a 860 miliardi), è il “profeta della tecnodestra” che ha investito in Trump prima della prima presidenza nel 2016. È a favore della produzione di armi governate dall’IA, di cui predica l’azione messianica in conferenze globali in cui discetta dell’“Anticristo”, che per lui è chiunque ponga un freno alla crescita incontrollata del progresso tecnologico in nome dell’etica o dell’uguaglianza; Anticristo è anche lo Stato sociale, la piaga che ammorba i Paesi europei limitando la sfrenata volontà del mercato (è un neoliberista italiano, diciamo un Calenda o un Renzi, ma senza filtri).
Palantir Gotham è la branca dedicata alla Difesa e alla sicurezza nazionale: unisce dati provenienti da fonti diverse (tabulati telefonici, transazioni bancarie, immagini satellitari) in un luogo sicuro per trovare collegamenti nascosti: usata nell’Antiterrorismo, può notare che una persona, per esempio, ha noleggiato un furgone, che un’altra ha comprato materiale esplosivo e che entrambe alloggiano nello stesso hotel, segnalando il pericolo agli analisti prima che l’attentato avvenga. Tra i clienti di Palantir figurano agenzie di sicurezza, Forze armate, Servizi segreti, Stati: Israele, Ucraina, Lituania, Spagna, tre stati federali tedeschi e naturalmente Stati Uniti, dove il suo software è usato dall’ICE, la milizia di Trump che spara ai manifestanti pro-immigrati, a loro volta tracciati e deportati grazie alle sue tecnologie. Dario Amodei, fondatore di Anthropic, ha sollevato dubbi etici sull’uso dell’IA nelle armi autonome dopo che Claude era stato usato per il raid in Venezuela del 3 gennaio che ha portato all’arresto del presidente Maduro e all’uccisione di centinaia di civili, e per condurre l’attacco all’Iran; perciò il Segretario alla Guerra Hegseth ha definito Anthropic un “rischio per la supply chain”, la catena di approvvigionamento della Difesa, e l’ha inserita nella lista nera che vieta ai contraenti militari di fare affari con lei.
Il 6 luglio, in una stazione di carburante a Zaporizhzhia, in Ucraina, tre vittime civili sono state uccise da un drone russo pilotato dall’IA, che ha non solo individuato i bersagli, ma “scelto” di colpirli. Per atroce ironia della sorte, il drone era guidato da un chip della Nvidia, colosso americano dell’IA.
Le aziende di IA si faranno concorrenza creando algoritmi sempre più potenti e autonomi. Secondo Hunting, i bot potrebbero imparare a scriversi i codici da soli, a meno che non gli si mettano dei limiti, cosa che non sta avvenendo per un concorso di colpa tra Capitale e governi. I colossi dell’IA avevano promesso che avrebbero dirottato fondi sulla ricerca, ma i governi, che hanno bisogno dei servizi dell’IA per condurre le loro guerre, non hanno intenzione di mettere i bastoni tra le ruote ai padroni del Capitale digitale, di cui sono servi. Forse è già come rimettere il dentifricio nel tubetto, e l’entropia, si sa, non fa che aumentare nell’universo.