Iraola ha detto no? Xavi pure? Probabilmente perché i due idioti, l’americano e lo svedese, gli han fatto capire che investimenti ce ne saranno pochi, visto che a loro frega meno di un tallero vincere, essendo maneggioni finanziari. E poi affidarsi ad un tedesco, quel Rangnick che olezza di snobismo alemanno urticante la passione? E poi Glasner e altri ghiaccioli simili. Sono urticanti e ignavi rispetto alla maglia questa cianfrusaglia di beoti. Un tempo se si fosse liberato il posto di allenatore del Milan ci sarebbe stata la coda per occuparlo, vista la passione e la storia del club. Oggi in mano a questi babbei è una cantilena di “no grazie!” Sogniamo uomini non macchiette: Paolino Maldini su tutti, allenatori come questo eroe che ieri a Monza ha sfiorato la A, con cuore, passione, dignità. Levatevi di torno e dateci un Aquilani, balordi!
Prolasso alle gònadi
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
sabato 30 maggio 2026
Somiglianze
Sai chi mi ricorda questa signora che stasera inaugurerà il Tala Beach il nuovo stabilimento balneare extra lusso in Versilia?
Mi ricorda quella parlamentare accusata di falso in bilancio, truffa aggravata all’Inps e bancarotta fraudolenta. Che somiglianza!
L'Amaca
Avete notizie del campo largo?
di Michele Serra
I sondaggi politici che misurano, quasi giorno dopo giorno, il divario tra centrodestra e campo largo, hanno qualcosa di surreale. Uno dei duellanti, il campo largo, molto semplicemente non esiste. È una supposizione alla quale non ha fatto seguito niente di chiaro e di significativo, se non qualche generoso tentativo di alleanza locale.
Come è composto il campo largo? Ha un programma, un percorso, è stata fissata una data nella quale, salvo altri impegni impellenti, i leader possono incontrarsi e cominciare a scambiarsi un po' di idee sul da farsi? Al di là di lodevoli quanto fantomatiche intenzioni di «ascoltare cosa dicono i giovani attivisti e il mondo associativo» (è mai esistito un partito di sinistra, nella storia, che abbia annunciato di non avere la benché minima intenzione di ascoltare cosa dicono i giovani e il mondo associativo?), qualcuno sta lavorando concretamente a quel programma, sta prendendo appunti, sta leggendo documenti, sta scambiando opinioni con i pari grado degli altri partiti? Se questo sta accadendo, sarebbe bene comunicarlo agli elettori potenziali: che per il momento non hanno notizie, e magari gradirebbero sapere come diavolo si presenteranno al voto politico, le opposizioni. Si sa solo, per adesso, che intendono partecipare.
Si fa notare che il centrodestra non ha alcun programma comune e che i suoi componenti sono divisi su molte cose, per esempio la politica estera. Ma sono molto differenti i due corpi elettorali, quello di centrosinistra più critico, più esigente. Meno facile da accontentare. A destra basta un «no all'immigrazione» che a sinistra deve diventare, necessariamente, «come governare l'immigrazione e lavorare per l'integrazione». È più difficile. Dunque ci vuole più tempo per capire il da farsi: e il tempo stringe.
Milano da bere
Milano, operai-schiavi dall'India per costruire il consolato Usa
di Rosario Di Raimondo
Il cantiere del nuovo consolato degli Stati Uniti in piazzale Accursio, a Milano, dove lavoravano gli operai indiani.
Turni massacranti, minacce e paghe da 2 euro l'ora per centinaia di lavoratori. Commissariato il colosso americano Caddell.
Un meccanismo «criminale» in più fasi. La prima: l'operaio indiano s'indebita e paga cinquemila euro — un «pizzo», secondo chi indaga — per arrivare a Milano e poter lavorare. La seconda: cominciano i turni massacranti in cantiere, dalle dieci alle dodici ore al giorno, per due euro l'ora, tra insulti, botte e il divieto di ammalarsi. La terza: dallo stipendio che non supera i 1.500 euro, i caporali detraggono 500 euro per l'alloggio in hotel e 300 per la pausa pranzo. Nelle tasche degli schiavi rimangono pochi spiccioli: una parte da mandare alle famiglie a casa e qualcosa che basta appena a sfamarsi.
Una condizione di «para schiavitù», la definiscono i pm di Milano Paolo Storari e Mauro Clerici, che con i carabinieri del lavoro commissariano il colosso americano Caddell e la sua articolazione italiana, impegnata a Milano in un progetto da 200 milioni di dollari: la costruzione del nuovo consolato Usa. Dove ieri, alla notifica dell'atto che dispone l'amministrazione giudiziaria, ci sono anche momenti di tensione con i responsabili dell'area, considerata territorio statunitense. Sono indagati la Caddell per la responsabilità amministrativa degli enti e un responsabile dell'impresa per caporalato, il turco Ulas Demir.
Centinaia i muratori e manovali che la Caddell recluta in India attraverso una società che fa da intermediaria, la Dynamic House. Dalla promessa di contratti dignitosi si passa ben presto alla scoperta di un ricatto: o fai come diciamo noi o ti rispediamo a casa. Una trentina gli operai che scelgono di raccontare il loro inferno quotidiano, i turni dalle sei del mattino alle sei di sera, tutti i giorni tranne la domenica. Uno di loro dice: «Guadagnavo 1.400-1.500 euro al mese, ma da quelli pagavo 510 euro per l'albergo e 350 euro per mangiare». Soldi detratti dai capi senza possibilità di protestare. Significa che in tasca restano 640 euro. Di questi, spesso, più della metà viene spedita a casa. C'è chi rimane a Milano anche con 150 euro in tasca. Sulla base dei contratti, si scoprono «retribuzioni orarie estremamente ridotte, comprese tra 1,31 euro e 1,91 euro». E poi le umiliazioni, le violenze, persino l'impossibilità di ammalarsi.
Un testimone racconta: «Gli insulti erano quotidiani e anche la minaccia che se non accettavo quelle condizioni mi avrebbero rimandato in India». Ci sono stati anche gesti di violenza fisica. «Una volta Aji (capoturno, ndr), dopo che mi ero lamentato per i soldi, mi ha rinchiuso nell'ufficio». Un altro schiavo racconta: «L'episodio che ricordo è di un operaio indiano che era caduto dalle scale mentre portava con sé del materiale. Si era fatto molto male ma non era stata chiamata l'ambulanza. Dopo due giorni è stato rimandato in India. In molti si facevano male ma si cercava sempre di risolvere il problema con medicazioni veloci».


