sabato 7 marzo 2026

La storia

 

La storia nasce dall’incontro tra la fallibilità della memoria e l’insufficienza dei documenti.

Leggendo "Il senso della fine" di Jiulian Barnes mi sono imbattuto in questa frase, pronunciata dal compagno di scuola Adrian Finn. 

La memoria umana è imperfetta, tende a modificare, limare i ricordi, interpretandoli in manira diversa col passare del tempo. La biografia di ciascuno tende a narrare fatti adulterati, anche lontani dalla verità. 

La storia manca di documentazione per ovvie ragioni. 

Barnes quindi è incentrato sulla differenza fra narrazione storica personale e realtà dei fatti. La nostra memoria tende, caratterialmente, a presentarci un biografia diversa dalla reale.

Avrà ragione? 

Attaccati al...

 


Mumble mumble

 



L'Amaca

 


L’ayatollah Hegseth
di Michele Serra

Tra le imputazioni che il ministro della Guerra Hegseth muove al movimento degli scout americani, a parte la solita tiritera paranoica contro “le insidiose ideologie radicali woke”, ce n’è una che fa per metà sbellicare, per metà inorridire, così come capita sempre di fronte all’ottusità dei fanatici. L’accusa è di promuovere “religioni pagane incentrate sulla Terra”.

È abbastanza immaginabile la genesi di questo anatema: qualche genitore teocon (cristiano intollerante si capisce meglio), ascoltando i racconti della figlia o del figlio reduce dal campo scout, si sarà molto seccato scoprendo che il culto della natura, da sempre molto radicato nello scoutismo, non è adeguatamente inquadrato nella dovuta cornice biblica. E chissà mai che qualche accompagnatore, ispirato dalle “insidiose ideologie radicali”, abbia raccontato ai ragazzi che per i nativi americani natura e religione erano la stessa cosa (senza scomodare il “deus sive natura” di quel comunista di Spinoza); o che la spiritualità, nel mondo, ha molte forme, e si scrutano le stelle, a latitudini diverse, con la stessa devota meraviglia, e senza alcun bisogno che un prete o un ayatollah ci spieghi perché il cielo notturno è commovente.

Tanto basta per scatenare sospetti e proteste che, in quel bell’ambientino che è il Maga, prosperano come le mosche sul letame (ops, ho fatto un esempio che tradisce la mia devozione a Madre Terra). Così che, per bocca del ministro della Guerra – ruolo che sta al creato quanto un bazooka sta alle farfalle – gli scout vengono ammoniti a non bamboleggiare con queste stupidaggini new-age. Non dite a Hegseth che, a indagare meglio, magari si scopre perfino qualche scout ateo. Potrebbe decidere di farli arrestare tutti per attività antiamericane. Guardate che siamo a un passo.

Allloccalia

 

A sovranismo limitato


di Marco Travaglio 

Ora che perfino Crosetto dichiara che Usa e Israele sono “fuori dalle regole del diritto internazionale” come la Russia in Ucraina, i casi sono due: o inviamo armi agli iraniani aggrediti e sanzioniamo gli aggressori Usa e Israele, o smettiamo di inviare armi a Kiev e di sanzionare Mosca. Invece armiamo gli aggrediti ucraini, ma anche gli aggressori israeliani e i loro complici sauditi, qatarini, emiratini e kuwaitiani. Non solo: dal 2022 abbiamo rinunciato gradualmente al gas russo e l’Ue ha appena varato una legge per portarlo a zero nel 2027 perché Mosca viola il diritto internazionale. Quindi, ora che lo violano anche gli Usa, delle due l’una: o ricominciamo ad acquistarlo dalla Russia, o smettiamo di acquistarlo dagli Usa. Naturalmente non faremo nessuna delle due cose, perché siamo governati da scemi di guerra che credono alle balle che raccontano. Tipo che la nostra energia non può dipendere da un’autocrazia: infatti, siccome il gas e il petrolio vengono quasi tutti da Paesi autocratici, li compriamo da Egitto, Algeria, Libia, Angola, Azerbaijan, Arabia Saudita, Emirati, Iraq, Qatar e Congo. E Pichetto Fratin assicura che ora “ci aiuteranno Mozambico, Libia, Algeria e Azerbaijan”: cioè chiediamo a quattro autocrati di aiutarci contro uno, quello che fa il prezzo migliore. Vuoi mettere Putin il Terribile al confronto di quel bocciuolo di rosa del tiranno islamico filoturco azero, Ilham Aliyev, al potere dal 2003 quando successe al padre, responsabile dello sterminio e della pulizia etnica degli armeni cristiani in Nagorno Karabakh, ricevuto, visitato e riverito da Mattarella più volte, l’ultima in ottobre a Baku. Avercene, di amici così.

Ora questi “sovranisti” a sovranità limitata e i loro valletti “riformisti” sono impegnatissimi ad attaccare il Comitato paralimpico che ha riammesso gli atleti russi e bielorussi con le loro bandiere: volevano continuare a far pagare ai paraplegici le colpe dei loro governi, ma solo a loro (la regola non vale per Israele né per gli Usa, responsabili del maggior numero di morti ammazzati dai tempi di Nagasaki). E quel genio di Giuli critica Buttafuoco perché invita anche artisti russi e iraniani alla Biennale: invece americani e israeliani sono sempre i benvenuti. Intanto Zelensky minaccia di morte il premier ungherese Orbán (“Daremo il suo indirizzo alle nostre forze armate perché lo chiamino loro e gli parlino nella loro lingua”), ma nessuno invoca l’articolo 5 della Nato e l’articolo 42 dell’Ue per difendere l’alleato (Budapest, non Kiev che non è alleata di nessuno). Del resto, da quando il regime ucraino ci fece saltare i gasdotti NordStream, non facciamo che punirlo finanziandolo e imbottendolo di armi. Per dargli un’altra chance.

venerdì 6 marzo 2026

Indispensabile

 

Apparentemente una frase 

“Marshall era un cauto somaro non dotato dell'inventiva indispensabile alla vera ignoranza.”

tratta da un affascinante libro "Il senso di una fine" di Julian Barnes, apre in realtà un mondo, quello nostro di oggi, che pervade, infastidendoli, cuori saggi. Quanti somari infatti fingono di sapere possedendo il bagaglio di una grande immaginazione che gli permette di fingersi saccenti, acculturati, esperti in settori in cui in realtà sono autentici somari?

Basta guardarsi attorno sia nel panorama mondiale che in quello nostrano, a cominciare dal Biondone Guerrafondaio e la sua pletora fino ad arrivare agli italici ministri e alla diplomata alberghiero Premier: hanno tutti l'inventiva indispensabile alla vera ignoranza! 


  

Pensiero comune