Chiesa. Leone XIV e Santa Cabrini, la patrona dei migranti: quando gli italiani venivano linciati
Undici italiani. Tra loro ambulanti e operai, un imprenditore e un politico locale. Si chiamavano: Antonio Abbagnato, James Caruso, Antonio Marchesi, Pietro Monastero, Emanuele Polizzi, Frank Romero, Antonio Scafidi, Charles Traina, Rocco Geraci e Loreto Comitis. Furono uccisi, due impiccati e nove a fucilate, nel più grande linciaggio di massa degli Stati Uniti. Era il 14 marzo del 1891, nel carcere di New Orleans, in Louisiana.
Gli undici uomini furono linciati per razzismo. Gli italiani erano considerati dagli americani i peggiori di tutti. Peggio dei neri, peggio dei polacchi, per fare degli esempi. Per loro veniva invocata l’espulsione e il moto xenofobo aveva il sostegno di tanti giornali. Una situazione identica a quella di oggi da noi, a parti ribaltate. Basta scorrere i titoli dei quotidiani di destra, soprattutto dopo un fatto di sangue causato da un immigrato, meglio se nero. Anche nel marzo del 1891, a New Orleans, a scatenare il linciaggio fu un omicidio. Quello del capo della polizia, sospettato di essere legato a una delle due famiglie mafiose in guerra tra di loro. Gli arrestati accusati del delitto furono undici. Ma il processo si concluse con delle assoluzioni.
Gli italiani rimasero in prigione e l’allora sindaco di New Orleans fomentò una rivolta razzista. In migliaia si misero in corteo e raggiunsero il carcere. I cadaveri furono esposti. Alcune donne intinsero il proprio fazzoletto nel sangue degli uccisi per avere un macabro souvenir del linciaggio. Le scuse della città di New Orleans sono arrivate solo nel 2019. Scrisse madre Francesca Cabrini: “Per me, servire il mio Paese significa farlo amare ai bambini affidati alle nostre cure. Significa educarli a non vergognarsi di essere italiani; significa favorire lo sviluppo di giovani che dimostreranno al loro Paese di adozione che l’immigrazione italiana non è un elemento di pericolo”.
Madre Cabrini è santa dal 1946. È patrona dei migranti. Sabato, dopo la visita a Pavia dal suo sant’Agostino, Leone XIV è andato a Sant’Angelo Lodigiano, oggi in provincia di Lodi. Il paese di Santa Cabrini. Nel suo discorso, papa Prevost ha esordito così: “Sono qui per rendere omaggio a madre Cabrini, patrona dei migranti, prima santa degli Stati Uniti d’America, nata qui, a Sant’Angelo Lodigiano, nel 1850, e morta a Chicago, la mia città natale, nel 1917”. Una domanda retorica, poi: “Cosa c’è di più attuale di un carisma missionario che si pone al servizio dei migranti?”.
Come ha raccontato la storica Lucetta Scaraffia nella sua biografia di madre Cabrini, Tra terra e cielo(Marsilio, 2017, con prefazione di papa Francesco), la futura santa era nipote di Agostino Depretis, il presidente del Consiglio della Sinistra storica post-unitaria. Oltre a una profonda fede, aveva spirito d’avventura e doti manageriali. Fondò l’ordine missionario del Sacro Cuore di Gesù e arrivò negli Stati Uniti nel 1889, con un gruppetto di consorelle. La loro missione fu assistere i migranti italiani, i più poveri di tutti e vittime di una persistente campagna d’odio. Ma non ditelo a Vannacci.


