Più Canadair per tutti
di Michele Serra
Si legge con un certo sbalordimento che la Francia e la Spagna, tra i paesi europei più esposti alla piaga degli incendi, hanno pochi Canadair, gli aerei più efficaci nello spegnimento dei fuochi boschivi. Sono rispettivamente 12 e 14, tra l'altro vecchiotti e alcuni in riparazione. Fossero stati il doppio, meglio ancora il triplo, i danni da fuoco (enormi in Francia negli ultimi giorni) sarebbero stati sensibilmente ridotti.
Un Canadair costa cinquanta milioni, meno della metà di un caccia militare di ultima generazione. Si sa che questo genere di equazioni è abbastanza arbitrario, ma viene da dire che, a proposito di «difesa europea», siamo piuttosto sguarniti proprio sul fronte più caldo, che è quello degli incendi. La guerra contro la catastrofe climatica e le sue offese vede il vecchio continente in prima linea: ecco che due nuovi Canadair (e mezzo) al prezzo di un caccia diventano una proposta all'ordine del giorno.
Un grande salto di qualità politico sarebbe sostituire alla parola «difesa» la parola «sicurezza» — i due concetti non sono così lontani. Tra corpi militari e protezione civile esiste una oggettiva promiscuità. Spesso, per domare gli incendi o per soccorrere la popolazione nel caso di catastrofi molto gravi, si mobilita anche l'esercito. Alla voce «spese per la difesa» si inseriscano dunque anche i Canadair, e altri macchinari e investimenti utili, appunto, alla difesa del territorio, della vita dei suoi abitanti, delle attività produttive. Con un processo uguale e contrario a quello di Trump, che ha ribattezzato «ministro della guerra» il suo ministro della difesa, perché l'Europa non ribattezza «ministro della sicurezza» ogni suo ministro della difesa? Come per miracolo, si occuperebbe di Canadair almeno tanto quanto di carri armati e di cannoni.