Prolasso alle gònadi
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
mercoledì 5 agosto 2026
Campo...
Campo Santo, Campo di gioco, Campo Largo.
Insomma non si capisce una mazza! A primavera 27 si voterà per il governo di questo oramai stracotto paese, e ancora non c'è una linea politica dell'opposizione attuale per cercare di contrastare la destra maldestra di oggi.
E il problema risiede nel PD.
Occorre chiarezza, pane al pane, certezze di programma, chiara e sintetica presa di posizione riguardo alle armi. I giovani sono storditi per i soliti battibecchi oramai celebri e storici della sinistra, che s'incaponisce sulle supercazzole!
Chiarezza:
No alle armi e al riarmamento che stolti e sepolcri imbiancati cercano di sdoganare come difesa contro in Nemico: che nemico, ditecelo! La Russia? Pensate che la Russia ci potrebbe attaccare? Per quale motivo? Ha le capacità per farlo senza temere una risposta?
Certo se continuiamo a frollargli il belino - scusate il francesismo - con Nato, armi agli ucraini, prima o poi qualcosa potrebbe accadere. Ma se sviluppassimo la mediazione, la politica per cercare pace e confini stabili e certezze che non continueremo a stringerla d'assedio con adesioni a patti internazionali, perché dovrebbe attaccarci?
No al riarmamento quindi.
A seguire: risorse da destinare a scuola - sanità - infrastrutture (eccetto quel caxxo di ponte)
Lotta all'evasione, dura, seria con spettro di galera per i morosi.
Apertura a mercati ora serrati da ordini americani.
Fermezza contro il pazzo biondo.
Scusate, mentre state ancora discutendo: ci vuole tanto a chiarirsi in merito a questi punti?
E soprattutto: ma chissenefrega se Calenda, l'Egomane di Rignano, la Picierno e compari gridano alla luna annunciando di andarsene! Ma chissenefrega di questa cianfrusaglia insulsa!
Fate chiarezza, levatevi dalle palle i pesi morti. E vedrete che vinceremo!
Ah un'ultima cosa! Se dovesse vincere in nero perdi sempre, sappiate che il prossimo Presidente della Repubblica potrebbe essere un fascista! Io emigrerei, ma credo che il rischio vada subito affrontato, no?
Robecchi
Il concorso. Il Pentagono chiede idee per la Difesa: suggerimenti?
Confesso: non ho nessuna idea, ma proprio zero, di a che punto sia la guerra tra gli Stati Uniti e l’Iran, e questa è l’unica cosa che ho in comune con Donald Trump. Al trecentosettantacinquesimo ultimatum della Casa Bianca non si sa proprio cosa pensare. Le ultime notizie sono che domenica dovevano annientarli (mattina), poi l’accordo storico era a un passo (pomeriggio), poi stava per arrivare il colpo mortale e definitivo (dopo cena), poi lo Stretto di Hormuz è aperto (lunedì all’alba), poi è chiuso, poi “li decapitiamo”, poi, “le trattative vanno benissimo”, eccetera eccetera, fino a esaurimento scorte di minacce e dichiarazioni, che però non si esauriscono mai.
Questo è seccante, perché distoglie il presidente degli Stati Uniti d’America dalle sue vere priorità: la sala da ballo alla Casa Bianca e l’Arco di Trionfo in suo onore, insieme ad altri dettagli minori, come costruire alberghi di lusso sul genocidio di Gaza mentre Tajani fa l’osservatore, o regalare la coppa del mondo di calcio a qualche parente.
Per ora, assistiamo ammirati alla mail che gira tra analisti, esperti e alti gradi dell’esercito Usa, una mail spedita dal Pentagono che dice letteralmente: “Stiamo cercando nuovi modi creativi e non convenzionali per fare pressione e punire l’Iran”. In pratica, quello che si chiama un concorso di idee per risolvere un problema, che di solito (parlo delle aziende, ma anche di qualunque gruppo organizzato) è come metterci un cartello enorme con scritto: “Non ci capiamo niente: qualche idea?”.
La mail è recente, quindi non so dire se siano già arrivate al Pentagono delle risposte più o meno creative. Forse qualche cowboy texano proporrà di montare un grande barbecue alla periferia di Teheran e di cucinare enormi bistecche di ayatollah, o magari qualcuno più astuto suggerirà di avvelenare i turbanti dei pasdaran. Una buona soluzione creativa sarebbe far adottare agli iraniani la dieta salutista suggerita dal ministro della sanità americana, mister Kennedy: carni rosse, grassi saturi, bourbon a colazione e bacon iniettato direttamente nelle arterie: tempo due mesi e il problema di cento milioni di iraniani si risolverebbe da solo.
In effetti c’è qualcosa di affascinante in questo collettivizzare le idee per la guerra, proprio mentre la guerra è sempre più privatizzata: nel dubbio chiedere alle maestranze. E sarebbe bello che fioccassero al Pentagono migliaia di risposte univoche, tipo: “Ideona! Smetterla di rompere i coglioni, ritirarsi e chiedere scusa”. Dopotutto stiamo parlando della più grande democrazia del mondo, no? Quella che ha più gente in galera in rapporto alla popolazione (più di Cina e Russia messe insieme) e dove milizie mascherate operano rastrellamenti di immigrati per le strade, a volte ammazzandoli di botte mentre qualcuno filma.
Per ora, va detto, siamo allo stallo messicano tra chi ha inventato il cappellino rosso con scritto Maga e chi ha inventato gli scacchi: metterla sulla sottigliezza diplomatica e sulle raffinatezze strategiche potrebbe essere rischioso. Non rimangono che i muscoli, intesi come missili, nella speranza un po’ peregrina che bombardare ponti e ospedali induca un popolo a ribellarsi e ad acclamare come eroe della libertà chi gli ha assassinato le figlie di nove anni in una scuola. Il problema è che i missili scarseggiano, le scorte si assottigliano: un po’ li hanno già tirati, un po’ li hanno regalati per difendere e sostenere il genocidio in Palestina. Insomma, poverini, non sanno come uscirne. Qualche idea?




