venerdì 7 agosto 2026

La miglior risposta alle fregnacce!

 


LA MELONI, CON GUCCINI, NON C’ENTRA NULLA

di Andrea Scanzi

Leggo che la presidente del consiglio ha scritto quanto segue:
“Francesco Guccini ha interpretato inquietudini e ideali di generazioni di italiani. E io ho amato profondamente la sua musica e le sue canzoni. Conosco a memoria molto dei suoi testi. Splendidi, poetici, lirici. “Cirano” e “Cristoforo Colombo” sono tra le composizioni più belle e profonde della musica italiana, e io gli sono grata per il contributo che ha dato alla mia formazione ideale».
“Continuerò a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni. Lo farò nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia letto le sue dichiarazioni livorose verso di me. Perché non mi appartiene e non mi apparterrà mai l’ideologia: sono una persona libera e la libertà di leggere e ascoltare tutto – al di là delle differenze – sarà sempre la mia bussola».
Vorrei dire a questa caricatura di presidente del consiglio (con rispetto parlando) quanto segue:
- le dichiarazioni “livorose” su di te, Francesco le ha rilasciate a me. E tu lo sai bene, Giorgia. Non erano neanche “livorose”: semplicemente ribadivano l’ovvio, ovvero che dei suoi testi non ci hai capito una mazza, e che quando avesti pure l’ardire di invitarlo ad Atreju, ti rise dietro.
- I testi di Francesco non sono stati e men che meno sono o mai saranno la tua “bussola”. Lui cantava l’uguaglianza e la tolleranza, tu pratichi l’opposto. O non sai ascoltare, o sei intellettualmente disonesta come nessuna.
- sei l’unica al mondo che dice di adorare Guccini e poi al contempo definisce le perle “musicali” di Marcello De Angelis (bleah) seminali, illuminanti e decisive. Ecco: dire di ispirarsi tanto a Guccini quanto a De Angelis è come dire (estremizzando) di essere devoti tanto di Gandhi quanto di Goebbels (ribadisco di estremizzare). Fai pace con te stessa e smetti di sparare ‘ste sciocchezze insostenibili, Meloni. Non offendere ulteriormente il buon senso.
- la tua “bussola” non è Guccini: è salvare Delmastro, è cavalcare biecamente la cronaca nera, è trasformare Pucci in martire, è citare a sproposito Borsellino, è titillare la pancia più politicamente vomitevole del paese. Sempre e comunque. L’esatto opposto di Guccini.
- Francesco non era “livoroso” nei tuoi confronti. Non essere eufemistica. Francesco ti disistimava dal profondo del cuore. Ti riteneva persino un’irrisolta, che aveva subito traumi profondi in gioventù che l’avevano poi portata a crescere così rabbiosa, tipo il giudice di De André. Ti reputava il peggio del peggio della politica e rideva del fatto che tu non avessi capito NULLA della sua arte. Ti detestava, e ti sfotteva pure con un un piacere garbato ma evidente. Aveva per te la stessa stima che posso avere io per Donzelli o Fugatti (sempre con rispetto parlando). Anzi meno. Parecchio meno. Di te, dei tuoi amici Orban, Abascal e Trump, dei tuoi giornalisti portaborse, dei tuoi parlamentari smandruppati. Vi schifava. Gli facevi politicamente orrore. E neanche puoi immaginare cosa e quante ne dicesse, seppur garbatamente (era fatto così), su di te.
Quindi, cara la mia gattoparda destrorsa Meloni, fai una bella cosa: Francesco lascialo stare. Non c’entri niente, non ci hai capito niente. Vola bassa, che è la sola cosa che puoi fare. Tu, al massimo, puoi capire un monologo minore del tuo amichetto Fiorello. Stai nel tuo, e lascia i giganti dove devono stare. Ovvero lontanissimi da te e dalla tua politica stolta, bieca, retrograda e quasi sempre oscena.

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