mercoledì 12 agosto 2026

Le Calende

 

Scoperte. Svelato il mistero delle linee di Nazca: erano un’intervista a Calenda


di Alessandro Robecchi 

L’umanità si è interrogata per anni, per secoli, per millenni, su alcuni affascinanti misteri senza spiegazione, ma finalmente gli studiosi del Fatto Quotidiano, in collaborazione con le più prestigiose università del mondo sono in grado di interpretare eventi e fenomeni arcani. Ecco un piccolo parziale elenco.

Le linee di Nazca. Realizzate dalla civiltà Nazca tra il 500 a. C. e il 500 d. C, le enormi linee visibili solo dal cielo nel sud del Perù non sono disegni di animali o opere votive in omaggio agli dei, ma una lunga intervista a Carlo Calenda. Gli scienziati hanno ricostruito domande e risposte condensate in quegli enormi simboli. Una linea lunga sei chilometri chiede: “Chi vincerà”? E un ghirigoro che copre la superficie di 1.340 ettari sarebbe la risposta: “Non vincerà nessuno, ci sarà un pareggio e deciderò tutto io”. La civiltà Nazca si estinse poco dopo.

Le pitture rupestri di Sulawesi. Datate almeno 60.000 anni fa, sono forse la prima opera d’arte dell’uomo. Recenti scoperte hanno stabilito che si trattava in realtà di strumenti per informare il popolo sulle questioni politiche dell’epoca, e rappresentano la prima intervista a Carlo Calenda scritta sulle pareti di una grotta. Famosa la schiera di guerrieri, ben cinque, che campeggia all’inizio della grotta, che sarebbero tutti gli elettori di Calenda, ma gli scienziati ancora si dividono sulla famosa rappresentazione della mano umana rivolta al cielo che nella lingua dell’antica Indonesia significherebbe “Sama Sama Terima Maaf”, traducibile con “Ma vai a cagare!”

La piramide Maya di Palenque. Meno nota di altri siti archeologici della civiltà Maya, la grande città sepolta di Palenque era dedicata a una divinità controversa: Carlocalendiaxical, un’aquila (per l’astuzia, si suppone) con il volto di uno stagista alla Ferrari raccomandato da Montezemolo (parente di Montezuma). Inviso al 97 per cento della popolazione e adorato dal restante tre per cento, a Carlocalendiaxical si chiedevano previsioni e vaticinii, tra cui il più famoso, scolpito nel ventre del tempio: “Ma sì, arriveranno gli spagnoli, ma niente paura, ci sarà un pareggio e governerò io, con Gentiloni e Pina Picierno”.

Gutemberg e il primo libro. Secondo gli storici, il primo libro stampato con caratteri mobili da Johannes Gutemberg, nel 1450, fu la Bibbia, ma questa certezza è messa in dubbio dal ritrovamento di un poderoso volume stampato con la stessa innovativa tecnica due anni prima: un’intervista a Carlo Calenda, dal titolo “Nec dextrorsum nec sinistrorsum”. Il libro non ebbe successo, anche se le gazzette dell’epoca ne pubblicarono ampi stralci e diede origine a uno spettacolo teatrale comico-grottesco, rappresentato proprio a Magonza nel 1451, con tre spettatori paganti.

La stampa italiana. Ancora più misteriosa delle linee di Nazca e più terribilmente affascinante dei riti Maya, è l’attuale quotidiana pubblicazione su organi di stampa italiani di un genere letterario catalogabile tra l’horror e la commedia all’italiana: l’intervista a Carlo Calenda. Con varie sfumature, toni, inflessioni dialettali stile sora Lella, argomentazioni improvvisate, tatuaggi, e richieste di investimenti in armi, la tesi è sempre quella: destra e sinistra pareggeranno e tutti in ginocchio si recheranno da lui a chiedergli di governare il Paese, insieme a Gentiloni e Pina Picierno.

Il Calendaxil. È un farmaco (necessaria la ricetta) consigliato per la cura della mitomania e la stabilizzazione del paziente durante le interviste televisive.

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