mercoledì 12 agosto 2026

A proposito di...

 

I sepolcri imbiancati


di Marco Travaglio 

Dopo l’arresto di Lavitola per l’attentato a Ranucci siamo più o meno al punto di un mese fa, quando il faccendiere berlusconiano pregiudicato (tre sinonimi) fu indagato a piede libero: al netto di una grave patologia psichiatrica, che peraltro lo salverebbe dal processo, non c’è un movente razionale che spieghi ciò che ha fatto. Ma il fatto di cronaca diventa la cartina al tornasole della cosiddetta destra e dei suoi cosiddetti giornali. Fanno i “garantisti fino a sentenza definitiva” (e pure dopo la condanna in Cassazione) per gli amici loro, mentre qui hanno già deciso chi è il colpevole: Ranucci, cioè la vittima. Il quale, siccome non è accusato né sospettato di nulla, deve spiegare la bomba sotto casa sua, di cui il gip afferma che non sapeva nulla. Spiritosi come sono, scrivono che il Fatto è “garantista” con Ranucci e “giustizialista” con gli altri: ma il garantismo riguarda le garanzie per indagati e imputati, e Ranucci non lo è. Se venisse fuori che sapeva del progetto criminale di Lavitola, meriterebbe una bella condanna per concorso o favoreggiamento.

Ma purtroppo non risulta. E lo sanno anche lorsignori, infatti da un mese sparano centinaia di articoli per spostare il tiro dagli unici fatti assodati – l’attentato a Ranucci e la sua sciagurata amicizia con Lavitola – insinuando che il faccendiere pilotasse i servizi di Report. Il loro scopo non è capire il movente della bomba, ma potenziarne l’effetto. Siccome Ranucci è rimasto sventuratamente illeso (nel 2025 il Foglio si rammaricò che fosse pure scampato a uno tsunami), che almeno l’ordigno serva a farlo fuori dalla Rai e a silenziare Report per sempre. Il guaio è che la Rai non può cacciare un conduttore perché ha subìto un attentato, quindi le fogne dattilografe s’ingegnano per fornirle dei pretesti con bufale sesquipedali contro un’intera redazione di giornalisti bravi e coraggiosi. In pratica, fanno ciò che accusano Report di aver fatto ma i magistrati escludono: che il programma andasse a rimorchio di Lavitola per raccontare notizie false. Purtroppo qui le uniche notizie false sono quelle inventate ogni giorno dai 9/10 della stampa, quella sì a rimorchio: dei padroni e del governo. Gente che da 35 anni, senza fare un plissé, prende ordini da fior di galantuomini: Silvio e Paolo B., Verdini, palazzinari, frodatori fiscali, ras delle cliniche e altri editori purissimi. Ma anche da Lavitola: il dossier Montecarlo per silurare Fini era suo per conto di B., e uscì sui giornali di destra proprio quando il leader di An ruppe con B. sulla giustizia. Ora, con comodo, questi maestri di giornalismo, inclusi gli habitué del suo ristorante e dei suoi sondaggi, ci spiegheranno quando esattamente Lavitola ha smesso di essere una fonte purissima per diventare una merdaccia.

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