Quelli che la gogna
Dopo un’estate passata a vivisezionare sillaba per sillaba le chat e le intercettazioni di Ranucci, Lavitola&C., è bene sapere che tutto ciò che abbiamo letto era vietato pubblicarlo, dunque saperlo. Lo dice la legge Bavaglio Nordio-Costa approvata dalle destre (quindi da Iv e Azione) nel 2024: neppure una frase “integrale o per estratto” di ordinanze cautelari, solo riassuntini e parafrasi. Il Fatto annunciò che l’avrebbe violata per continuare a informare in modo preciso e completo. Ma tutti gli altri media la lodarono, avendo la museruola nel sangue. Corriere: “Nordio rincara: fermerò le porcherie sulle intercettazioni”, “Il vizio consolidato di pescare a strascico dalle ‘carte’ della Procura lacerti di verbale o di intercettazione contro l’indagato per spararli in prima pagina… non va confuso con gli obblighi che l’informazione ha verso i cittadini” (Buccini). Rep: “Nordio denunzia giustamente l’inutile invadenza delle intercettazioni” (Merlo). Serra al Foglio: “Le intercettazioni sono uno strumento di violenza mediatica… Siamo pronti a gridare alla censura e al bavaglio, meno pronti a prendere le misure dei nostri limiti”. Stampa: “Non torna che si ricominci con la storia del bavaglio per il divieto di pubblicare le intercettazioni sinché non le avrà valutate il gip, depennando quelle irrilevanti. È davvero questo, di copisti, il nostro mestiere?” (Feltri jr.). Messaggero: “Intercettazioni e pm, la rivoluzione di Nordio”, “Le intercettazioni sono strumento di delegittimazione politica”. Riformista: “Le procure insorgono. Segno che la strada è giusta”. Unità: “È finita la Repubblica delle spie: torna il diritto”, “Chi è morto d’intercettazioni”. Giornale: “Tutti gli orrori delle intercettazioni. Abusi da fermare”, “Come la Stasi”, “Legge anti-gogna”, “Addio intercettazioni per distruggere. Ministri e politici, lunga lista di vite e carriere rovinate dalla pubblicazione di chat e messaggi”. Libero: “Norme anti-gogna”, “Fanfaluche con la toga: ‘La legge è un bavaglio’”, “Intercettiamo i magistrati e poi si ride (Sallusti). Foglio: “Viva il bavaglio, antidoto alla spazzatura”, “La gestione mediatico-giudiziaria delle intercettazioni” (Ferrara).
Ora per Ranucci, che fra l’altro è la vittima di un bomba, si fa un’eccezione: i nemici delle “carte” pubblicano le 200 pagine testuali di ordinanza cautelare per Lavitola con tutto ciò che Valterino e Sigfrido si sono detti (ma anche non detti). Il Tempo, non contento, s’indigna pure perché “non risulta sia mai stato sequestrato né captato il telefono di Ranucci” (che è stato intercettato eccome). E i giornali “anti gogna” si scoprono “anti bavaglio”: sembrano il Fatto, ma soltanto per il non indagato Ranucci. Poi, al primo politico indagato, riattaccheranno il ciuccio dove vorrà il padrone.
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