martedì 4 agosto 2026

Rx scanziano

 

Figuracce e oscenità: il governo Meloni punta a parlar d’altro 


di Andrea Scanzi 

Alla disperata nonché costante ricerca di armi di distrazione di massa atte a sviare l’attenzione dai continui fallimenti, il governo Meloni è un instancabile – nonché patetico – juke-box che sciorina fumo negli occhi, figuracce e oscenità.

Io ve lo buco ’sto Schengen. Con vivo sprezzo del pericolo, Giorgia Meloni ha sospeso il Trattato di Schengen con la Spagna. Evidentemente è convinta che Ceuta confini con Ventimiglia, oppure che i migranti possano volare. Questa decisione, oltre a dimostrare che la Meloni e i suoi andavano a comprare il chinotto quando a scuola insegnavano Geografia, ha ottenuto pure il mirabile risultato di sfasciare i rapporti con la Spagna, che nel frattempo ha fatto più rimpatri in un giorno che questo governo di brodi in 4 anni.

Tajani über alles. Sempre in prima fila quando c’è da sbagliare tutto, il poro Tajani ha voluto nuovamente dimostrare la sua totale inadeguatezza politica. Intervistato a margine della Versiliana, alla domanda (perculeggiante) se avessero trovato anche solo un migrante proveniente da Ceuta ai controlli, ha risposto balbettando “ancora no”, aggiungendo poi che è comunque importante controllare. E tutto questo sempre con l’espressione di chi ha appena fatto una puzzetta in ascensore e subito dopo si sono aperte le porte, con quattro persone che entrano e scoprono il pestilenziale arcano.
Frigna Delmastro. Fino al fattaccio con gli intonsi Caroccia, Delmastro amava fare il bullo, il figo (??) e il macho (???). Poi ha abbassato la cresta. Nei giorni scorsi gli è stata attribuita la seguente frase: “Non sono indagato e ho lasciato. Questo non basta ancora?”. Detto che Delmastro non ha mai “lasciato”, ma è stato sbattuto fuori a calci dopo avere straperso il referendum sulla giustizia: no, “non basta ancora”. Non sei indagato e dici di non avere nulla da nascondere. Perfetto: mostra un po’ di coraggio, smetti di frignare e mostraci le chat!

Donzelli bulletto. “Chi trova un amico trova un tritolo”: così parlò Donzelli. Le matte risate. Peraltro anche solo a guardarlo in faccia, verrebbe da pensare che il tritolo lo usa casomai Donzelli al mattino, quando prova (senza esito) a pettinarsi. Donzelli, nella vita, ha un’unica missione: far rimpiangere financo Gasparri.
Le chat non te le do. Negando l’accesso alle chat per salvare l’esimio collega, Fratelli d’Italia e la maggioranza impediscono ai pm di approdare alla verità. Un fatto di per sé gravissimo, reso ancor più vomitevole se attuato da una destra che si dice legalitaria ed erede di Borsellino.

Armi à gogo. Si attende con impazienza la relazione di Giorgetti in merito (cito il Fatto di ieri) alla richiesta di “deviare temporaneamente dai requisiti di bilancio” fissati a livello europeo per accedere a un prestito dell’Unione da 14 miliardi di euro e finanziare gli appalti, in parte già avviati, per il revamping delle forze armate”. Ovvero: più armi, meno welfare e sanità pubblica. Daje!

Melonellum. Non arriverà prima di settembre l’accordo per la nuova legge elettorale. Una certezza però già c’è: farà persino più vomitare di Porcellum, Italicum e Rosatellum.

Conte boia. Oggi era prevista l’audizione di Conte in commissione Covid, poi rinviata. Già pronti i popcorn per quando accadrà. Di sicuro, se durante il Covid non ci fosse stato Conte ma questa mandria caciarona di incompetenti, no-vax e violenti, in Italia sarebbe stata un’ecatombe.

Matrice. Due giorni fa, era il 2 agosto, 46º anniversario della strage di Bologna. La Meloni ha parlato genericamente di “terrorismo feroce” e La Russa ha scritto “matrice fascista” tra virgolette, come se fosse una battuta, esortando a cercare nuove verità nonostante svariate sentenze definitive che accertano la matrice nera degli stragisti. Se non facessero un po’ schifo, farebbero quasi pena.

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