domenica 2 agosto 2026

Aristofane oggi

 

Paflagona e i salsicciai 


di Marco Travaglio 

Nel suo strepitoso libro Ma come parli?! (Paperfirst), Daniela Ranieri usa I cavalieri di Aristofane per descrivere la corsa al peggio che s’è innescata fra Meloni, Salvini, Tajani e Vannacci. “Due servi rivelano al padrone, il signor Demo (il popolo, ndr), che un terzo servo, Paflagone, lo inganna raccontandogli frottole e incutendogli paure infondate per soggiogarlo; un oracolo peraltro ha annunciato che Paflagone verrà sostituito da uno peggiore di lui: il salsicciaio. Paflagone e il salsicciaio si scontrano nell’assemblea del popolo a colpi di urla, insulti, smargiassate, ricette culinarie, mentre il coro dei cavalieri sostiene il salsicciaio contro Paflagone, appoggiato dal popolino (è una specie di talk show). Vincerà il salsicciaio invocando, come fossero divinità, “Imposture, Imbrogli, Astuzie, Stupidità, Furfanterie e Piazza” perché gli diano “coraggio, lingua pronta e voce sfacciata”, e Paflagone piagnucolerà di essere stato battuto con le sue stesse armi: volgarità e mancanza di ritegno”.

E Aristofane non aveva visto i nostri eroi nella loro ultima truffa: la sospensione degli accordi di Schengen per chiudere le frontiere marittime e aeree con la Spagna per i 50 mila marocchini giunti a nuoto a Ceuta, enclave spagnola in Marocco. Come se non fossero stati rispediti indietro in 48 ore, prima che uno solo riuscisse ad attraversare il Mediterraneo e ad approdare nella Spagna continentale (Madrid applica un doppio filtro: uno alla frontiera col Marocco e uno – il controllo Schengen – alla partenza verso la penisola, per evitare che anche un solo irregolare entri in area Schengen). È come se potessero arrivare da Ceuta a nuoto o in aereo. La mafia scafista e forse qualche autorità di Rabat li hanno illusi che chi arriva a Ceuta ha diritto di essere regolarizzato in Spagna grazie a una nuova sentenza della Corte Suprema. Ma è una balla: la regolarizzazione può averla solo chi risiede in Spagna per almeno 5 mesi e da prima dell’1.1.2026. Quindi nessun pericolo di nuovi irregolari in Spagna, tanto meno in Italia o nel resto d’Europa. E nessun bisogno di sospendere Schengen, fra l’altro per finta: i “nuovi” controlli annunciati dai Melones alle frontiere con la Spagna riguardano solo i cittadini extra-Ue (e come si riconoscono?), cioè sono gli stessi di prima. E se bastasse un aumento di sbarchi in un Paese Ue per sigillargli le frontiere, l’Europa avrebbe dovuto farlo decine di volte con l’Italia del governo Meloni, che ha collezionato record mai visti di clandestini (+55% rispetto alla Spagna) e di mancati rimpatri (-29,6%) e agita lo spauracchio iberico per nascondere i nostri sbarchi, quelli sì incontrastati. Ma nessuno s’è mai sognato di farlo né di pensarlo, sennò sai gli strilli di Giorgia Paflagona e dei salsicciai.

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