Ogni anno, dal 1980, ci ritroviamo a ricordare una delle più nere vergogne di questo affannato paese: per mano fascista morirono 85 persone, bambini compresi, i feriti furono oltre duecento. Licio Gelli, quel bastardo che speriamo arda nelle fiamme perpetue, finanziò l’ecatombe, Luigi Ciavardini, Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Gilberto Cavallini e Paolo Bellini gli esecutori materiale. Di sicuro, perché questo è un paese, a volte, di merda la Mambro e Fioravanti oggi sono liberi, hanno messo su famiglia e il destino non li ha ancora colpiti. Il governo oggi invierà a Bologna un sottosegretario in rappresentanza, perché la Premier non ha il coraggio di pronunciare, di ricordare la matrice fascista dell’attentato, cosa questa tipica dei topi di fogna e del loro squittire alla luna, e poi perché impegnata a definire confini inesistenti con la Spagna, a uso elettorale.

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