Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
lunedì 20 febbraio 2023
domenica 19 febbraio 2023
Parte seconda
L’auto-Calvario
di Marco Travaglio
25.5.2021. Al Ruby-ter romano la difesa assicura che B. “è assolutamente impedito a comparire” per la salute “altamente compromessa con un generale peggioramento del quadro clinico”. Dopo Siena, anche Roma capitola: stralcia la corruzione giudiziaria di B. e Apicella, rinviata a nuovo processo dal 2 novembre, e procede contro il cantante per falsa testimonianza.
26.5. B. ora soffre di “long Covid”: dopo 4 udienze a vuoto, anche il Ruby-ter milanese slitta all’8 settembre.
Giugno. Il long Covid si accorcia e B. torna in gran forma per la campagna delle Comunali: raffica di interventi telefonici per i candidati di FI.
Luglio. Si trasferisce con la Fascina a Villa Certosa, dove riceve in un mese: Galliani per la finale degli Europei di calcio, il portiere Donnarumma, la Meloni, La Russa (“Silvio si è messo a guidare la macchinetta elettrica come un pazzo per portarci in giro nel parco, prendendo le curve come un pilota di Formula 1”), Ibrahimovic, Salvini, Casini e Malagò.
26.8. La ripresa dei processi si avvicina e B. si risente male al cuore: ricoverato due volte in dieci giorni al San Raffaele.
8.9. Al processo di Milano, fermo da tre mesi e mezzo, i legali depositano una corposa documentazione medica che lo descrive come una larva umana con gravissimi problemi fisico-psichico-sanitari e bisognosa di lungo “riposo assoluto” per fibrillazioni atriali e altro. I pm stavolta si oppongono: “Abbiamo visto l’imputato scorrazzare in kart in Sardegna con altri leader. Le sue patologie sono compatibili con la vecchiaia. Se non avesse un pool di avvocati e medici di alto livello, sarebbe a processo”. Il Tribunale dispone una perizia medico-legale per stabilire le sue reali condizioni psico-fisiche e intanto rinvia il processo.
16.9. B. scrive al Tribunale: “La perizia psichiatrica è lesiva della mia storia e onorabilità”, “dimostra un pregiudizio nei miei confronti e ben mi fa comprendere quale sarà l’esito di questo ingiusto processo… Si proceda in mia assenza”. Niente più perizia né impedimenti.
6.10. Parla Barbara Guerra: “Cene eleganti? Mi viene da ridere, non scherziamo. Silvio ci ha rovinato la vita”. E Alessandra Sorcinelli: “Dirò ai giudici la verità sulle feste ad Arcore”.
20.10. La Guerra rivela ai giudici: “Il giorno dopo la mia presenza in aula, Silvio mi ha telefonato per invitarmi ad Arcore e ho rifiutato: i suoi toni non erano molto amichevoli”. E la Sorcinelli: “Ha chiamato anche me, ma non ho risposto. Io sono piccola rispetto a un uomo così potente: ho un po’ di paura”. B. fa sapere che potrebbe farsi interrogare “tenendo conto della salute”. Intanto si candida a presidente della Repubblica.
21.10. Dopo 20 mesi di rinvii per 8 legittimi impedimenti, i giudici del Ruby-ter senese entrano in camera di consiglio. I legali di B. tentano di bloccarli chiedendo di sentire altri testi e annunciando la ricusazione dell’intero collegio. Ma il Tribunale respinge la richiesta e – sorpresa! – assolve dalla corruzione giudiziaria B. e il pianista Mariani (condannato dall’altro collegio per falsa testimonianza): i 289 mila dollari versati da B. erano frutto di “un consolidato rapporto di natura professionale” con “venature di sostegno ‘amicale’… L’esistenza di tale mendace testimonianza non è univocamente indicativa dell’esistenza di un accordo corruttivo”. B. pagava il falso teste Mariani perché suonava bene (e non cantava).
3.11. Il Tribunale di Milano, contraddicendo altri 14 giudici, accoglie l’istanza presentata nel 2019 dai legali di B. e dichiara inutilizzabili le dichiarazioni rese nei Ruby 1 e 2 da 18 Olgettine sentite come testimoni e non come indagate. Così evaporano le false testimonianze ed è in pericolo la corruzione giudiziaria.
12.11. La Polanco, che aveva promesso di vuotare il sacco, annuncia che tacerà: perché confessare una falsa testimonianza ormai svanita?
1.12. Anche la Guerra e la Sorcinelli si cuciono la bocca: nessuna dichiarazione spontanea sulle orge e i soldi di B..
14.1.2022. Salvini e Meloni candidano B. alla Presidenza della Repubblica perché è “la figura adatta a ricoprire l’Alta Carica con l’autorevolezza e l’esperienza che il Paese merita”. Poi purtroppo viene rieletto il meno autorevole Mattarella.
21.3. B. e Fascina si sposano per finta a Villa Gernetto.
17.11. Il Tribunale di Roma dichiara prescritta la falsa testimonianza di Apicella e assolve sia lui sia B. dalla corruzione giudiziaria. Motivo: il cantante ha reso “mendace testimonianza” parlando di “‘cene normalissime’, prive di qualsivoglia connotazione sessuale”, ma i soldi che gli ha dato B. (500 mila euro, più due prestiti fruttiferi da 40 e 100 mila, più una casa da 280 mila, più uno stipendio mensile da 3.100 fino al 2016), “pur destando più che un sospetto sull’esistenza di un tacito e implicito ‘patto’ tra gli imputati”, non bastano a dimostrare “un accordo corruttivo”, visto il “rapporto personale di lunga data… connotato da plurimi ‘favoritismi’ da Berlusconi… alla stregua di un inossidabile patto di solidarietà”.
15.2.2023. Il Tribunale di Milano assolve B. e i 28 coimputati del Ruby-ter perché i falsi testimoni prezzolati non erano stati sentiti come coimputati col diritto di tacere e mentire. Tutti i suoi cari, in famiglia, in Parlamento e sui media, esultano per “la fine del lungo calvario giudiziario”. Non fa un po’ di pena anche a voi?
L'Amaca
Il poster di Paolo Giordano
DI MICHELE SERRA
Ho appeso il poster di Paolo Giordano nella mia cameretta, per avere messo così bene in chiaro che il valore professionale non può e non deve sottostare alla mediocrità politica. Nei tanti interventi successivi al suo “gran rifiuto” alla direzione del Salone del Libro, nessuno ha potuto mettere in dubbio che il suo profilo di scrittore e di intellettuale è, appunto, un profilo professionale, non dovuto ad alcuna appartenenza o appoggio. Dovuto al suo lavoro di scrittore: e questo è tutto.
L’idea di un “bilanciamento” alla sua nomina era dunque insensata e al tempo stesso arbitraria: si può “bilanciare” una nomina politica con una nomina politica di segno opposto. Non si può bilanciare un curriculum squisitamente professionale con una nomina politica. Mettergli al fianco qualcuno “di destra” (mi scuso per l’approssimazione quasi volgare, ma è più o meno quello che rischiava di accadere) non voleva dire pareggiare, dunque fare uno a uno. Voleva dire fare uno a zero. Politica uno, cultura zero.
L’episodio rientra nella lagna annosa di una destra gravemente a corto di ceto intellettuale – con ovvie e notevoli eccezioni: ma poche – e dunque devotissima alla teoria che una vera e propria cupola “di sinistra” spadroneggi nelle arti e nei mestieri intellettuali. Al punto che è toccato perfino al deejay Amadeus, tipico figlio degli anni Ottanta, direi apolitico per Dna, figurare come testa di ponte della sinistra all’Ariston.
E negli scorsi anni toccò a Baglioni, per dire quanto indiscriminato e pericoloso sia il complesso di inferiorità della destra italiana.
Paolo Giordano si è tirato fuori da questo penoso gioco. Un uomo libero, ma soprattutto un uomo che ha altro da fare nella vita.
sabato 18 febbraio 2023
Un ottimo Daniele
Quella volta in cui Minoli mi chiamò per condurre il “Grande Fratello”(vero)
di Daniele Luttazzi
Il crivello che distingue nell’italianità l’anti-italiano dall’arci-italiano, le due categorie di senso in cui ascrivevano se stessi Giorgio Bocca e Giuliano Ferrara (è anti-italiano tutto ciò che protesta contro il passato che non passa; è arci-italiano tutto ciò che è berlusconiano) è entusiasmante perché, applicato agli ambiti più diversi (politica, storia, cultura), rivela quali siano i rapporti di forza in questo Paese di filibustieri. All’estero non lo capiscono: fa tenerezza chi, come Oleg Nikolenko, portavoce del ministero degli Esteri ucraino, per additare al pubblico ludibrio il Berlusconi pro-Putin ha evocato la scenetta di Silvio che nel 2010 bacia la mano a Gheddafi. Ricordare certi trascorsi immondi è un’arma retorica che all’estero annichila l’avversario, ma da noi, dove spadroneggiano gli arci-italiani, fa sempre cilecca: l’arci-italiano Agnelli ci salvò la Fiat, con Gheddafi. Quindi? (Non a caso, ai 20 anni dalla morte dell’Avvocato, in pochi hanno ricordato con Gigi Moncalvo l’Agnelli “primatista e protagonista indiscusso della più grande evasione fiscale che si sia mai registrata in Italia”). Applicate il crivello ai conduttori tv e vi accorgerete subito che qualcosa non va: a parte Iacona e Ranucci, anti-italiani, sono tutti arci-italiani, da Fiorello a Giletti, da Porro a Bernardini, da Fabiofazio a Enrico Mentana in Fagnani. Ricordo quando, a Raiperunanotte, dopo l’intervento di Monicelli (anti-italiano) che auspicava una rivoluzione, Floris (arci-italiano) tentò di smorzare dicendo che Monicelli intendeva rivoluzione in senso metaforico: fu subissato di fischi dal pubblico, in vena di jacquerie. I giornali, poi, peggio che andar di notte: a leggere Repubblica di Molinari sembra di avere fra le mani il Tempo (e a Scalfari, arci-italiano, andava benissimo così). Adesso i Cdr Gedi sono in sciopero perché l’Ad Scanavino ha messo in vendita le testate del gruppo, Repubblica e Stampa comprese. Quale ingratitudine, dopo tutto il loro darsi come cocottes; ma è la lezione di Marchionne, che salvò gli Elkann dal fallimento tagliando salari, diritti e posti di lavoro, perché “se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo”. (L’unico imprenditore anti-italiano fu Olivetti, ci mise una pezza l’arci-italiano De Benedetti: andate a Ivrea a chiedere cosa ne pensano).
L’arci-italiano Baudo mi offrì di presentare Sanremo con lui e la Hunziker: dissi di no. Gli arci-italiani Marzullo e Vespa mi invitarono nei loro programmi: dissi di no. L’arci-italiano Minoli mi propose di condurre la prima edizione del Grande fratello: dissi di no. Se sei un anti-italiano, dalla tv arci-italiana stai alla larga (fare il comico da Vespa è come mangiare il proprio vomito, e c’è chi accetta con appetito). Nel 2004 mi chiamò Ferrara: la conversazione telefonica durò 30 secondi. GF: “Ti andrebbe di fare una piccola rubrica sul Foglio? Potrai scrivere quello che vuoi. Per il compenso ci mettiamo d’accordo”. “No, grazie. Non voglio che il mio nome compaia sul Foglio”. GF: “Ah, quindi il problema è politico”. “Sì”. GF: “Quindi è insormontabile”. “Già”. GF: “Va bene. Buona fortuna”. Se vai a Sanremo, diventi Sanremo; e chi dice di voler cambiare le cose dall’interno è già complice. Il Chiambretti corrosivo del programma Il portalettere, creato dall’anti-italiano Tatti Sanguineti, morì facendo il guitto nel Sanremo di Mike Bongiorno. Un tempo sfruculiava Dell’Utri sulla mafia: è finito a Mediaset (memorabile la prima puntata di Chiambretti Night: l’aprì con un pistolotto-coda di paglia dove spiegava che la sua coscienza l’aveva messa in cassaforte). Chiedete a un arci-italiano da che parte sta. Vi risponderà: “Dalla mia”. I più spudorati ti tirano contro come a un bersaglio da fiera. Su tutto ciò, spargere un lieto sorriso, e sentire il nostro profondo canto dentro.
Iscriviti a:
Post (Atom)

