Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 10 gennaio 2020
Disastroso sondaggio
giovedì 9 gennaio 2020
Soavi parole
Prendetevi cinque minuti
È un bambino ad essere morto. Provate a immaginarvi voi stessi a dieci, dodici anni chi eravate, come eravate. Provate ad avere a tiro di sguardo un bambino di questa età ma fatelo ora in questo istante, fissatelo. Provate a pronunciare nella vostra testa che ha una dozzina d'anni e provate a descriverlo cittadino o clandestino a seconda dei documenti che presumibilmente possiede. Ora provate a misurare il disgusto che sentite per questa metrica di descrizione che avete appena usato.
Mentre scrivo ancora non si conosce il nome ne l'età precisa di questo bambino ivoriano, é facile però immaginarselo nascosto mentre scorge nella radura che circonda l'aeroporto Félix-Houphouët-Boigny di Abidijan in Costa d'Avorio, l'aereo parcheggiato in mezzo al nulla come spesso accade nelle piste africane cosi distanti dall'agglomerato di cemento presidiato. È semplice immaginarlo che corre nell'istante in cui ha intuito di non esser visto, ed é stato cosi veloce e cosi attento nel trovare il momento adatto che quando si é arrampicato sulle enormi gomme dell'aereo e poi con al sola forza delle braccia si é aggrappato al telaio rannicchiandosi nel vano del carrello.
Ha sperato cosi di aver trovato il posto giusto per arrivare in Europa, farcela ad avere la sua possibilità di vita. Difficile capire se aveva avvertito qualcuno, se ne aveva parlato con sua madre, se era solo in quella radura o se altri non hanno avuto la sua temerarietà, la sua velocità di corsa e di slancio. Quello che sappiamo di certo é che gli alloggiamenti dei carrelli di atterraggio non sono né riscaldati né pressurizzati. Le temperature scendono a oltre -50°C tra i 9.000 e i 10.000 metri, l'altitudine alla quale volano gli aerei di linea.
Sapete cosa succede quando si é a 4mila metri? È come respirare in una busta di patatine, a 5mila inizi a non riuscire bene a muoverti, a 8 mila come dicono gli alpinisti é come correre su un tapis roulant al massimo e "respirare solo tramite una cannuccia". Poi arriva un ictus e il cuore si spacca. Oltre i 42 gradi sotto zero il corpo non riesce più a termoregolarsi così cerca di scaricare tutto il suo calore, arrivano febbre, sudorazione poi convulsioni, svenimento. Queste descrizioni non sono una fenomenologia dell'orrore ma solo un tentativo di dare prova di quello che un bambino ha provato pagando il suo sogno di volare via in Europa.
Se provassi a descriverne il terrore che deve averlo attanagliato al buio, al gelo estremo mentre spariva l'ossigeno, mentre le orecchie gli sanguinavano per la pressione verrei descritto come un buonista, un molle, un finto tenero speculatore che vuole far politica sul dolore di un bambino. In questo cinismo non annegava l'anima di questo bambino. Il sogno di volare, di volare non visti e di arrivare in Europa riempie il cuore di un adolescente più di qualsiasi analisi delle possibilità reali di realizzazione e dei pericoli.
Volare via, trovare uno spazio di vita nuovo già immaginarsi dopo poche ore di volo di chiamare a casa dicendo che ce l'hai fatta, queste sono fantasie che riescono ad obliare ogni istinto di prudenza, a dissolvere persino la paura. Così era accaduto anche a Yahuine Koita e Fode Tounkara: avevano 14 e 15 anni quando si nascosero il 29 Luglio del 1999 in un carrello di un aereo partito da Conakry in Guinea e diretto a Bruxelles. Morirono assiderati, ma il mondo si accorse di questi due bambini perché portavano una lettera scritta a mano all'Europa
"...Signori membri e responsabili dell'Europa, è alla vostra solidarietà e alla vostra gentilezza che noi gridiamo aiuto in Africa. Aiutateci, soffriamo enormemente in Africa, aiutateci, abbiamo dei problemi e i bambini non hanno diritti...in Guinea, abbiamo molte scuole ma una grande mancanza di istruzione e d'insegnamento, salvo nelle scuole private dove si può avere una buona istruzione e un buon insegnamento, ma ci vogliono molti soldi, e i nostri genitori sono poveri, in media ci danno da mangiare. E poi non abbiamo scuole di sport come il calcio, il basket, il tennis, eccetera. Dunque in questo caso noi africani, e soprattutto noi bambini e giovani africani, vi chiediamo di fare una grande organizzazione utile per l'Africa perché progredisca..."
L'attenzione e la commozione dilagò sui media, ma nessuna politica cambiò da allora. Continuarono i tentativi di volare nascondendosi nel vano carrelli. Nel 2013 il corpo di un ragazzo sedicenne era stato trovato assiderato nel vano carrello di un aereo proveniente dal Camerun. Nel luglio del 2019 mentre un tranquillo londinese se ne stava in giardino nel quartiere di Clapham proprio dove gli aerei fanno manovra per atterrare a Heatrow ha come avuto la sensazione di un improvvisa esplosione.
Non era una bomba caduta dal cielo ma un cadavere. Su un volo Nairobi Londra della Kenyan Airways un ragazzo si era nascosto precipitando all'apertura del carrello. Negli ultimi dieci anni in Uk era già accaduto altre due volte. Il 60% della popolazione africana è sotto i 25 anni e il 40% ha meno di 15 anni. È il continente più giovane del pianeta. L'Occidente ormai senza giovani, non riesce più a comprendere le dinamiche che portano i giovani africani ad andare via a qualsiasi costo.
Spesso la vergogna più grande in Africa non è non riuscire a raggiungere un salario, a mantenere la propria famiglia, a sposarsi, ma oggi la vergogna più
grande é non provare a scappare. La cancrena generata dalla politica populista risiede tutta nell'aver costretto uno dei temi più complessi del nostro tempo, l'Africa e le politiche migratorie, ad una gabbia interpretativa banalissima e ideologica. Il dibattito politico ridotto a slogan talmente meschini da aver impedito a tutti, anche a coloro che provano a smontarli, ad allontanarsi dall'approfondimento su ciò che realmente sta accadendo in Africa e su ciò che porta un intera generazione ad avere un unico obiettivo: scappare per non tornare.
Eppure non doveva andare così, le cose non sono sempre andate così. L'Africa dal 2012 é piena di tentativi politici di mutare il tragico destino a cui sembrava condannata, impedire di essere terra di saccheggio ed impedire che la classe politica corrotta scarichi ogni responsabilità solo sull'Occidente come alibi sempre utile.
Quando il movimento Y'en a Marre (Non se ne può più) senegalese aveva fatto cadere il presidente Wade oppure il Balai Citoyen del Burkina Faso che costrinse alle dimissioni Blaise Compaoré, quando Lucha in Congo, ed En Aucunin Madagascar, e anche Jeune et Fort in Camerun, e ancora Wake Up in Madagascar e Sindimujia (non sono schiavo) del Burundi, parlavano di lotta alla corruzione, di democrazia e partecipazione civile, di mettere fine ai presidenti a vita, di boicottare le politica contro le migrazioni europee, di mettere al centro la donna, di combattere le monoculture, di difendere l'ambiente.
Insomma quando questa Africa civile ha iniziato ad organizzarsi, l'Europa l'ha temuta. Spaventata dal non poter più controllare, sclerotizzata dai vecchi accordi per tutelare l'estrazione mineraria, le piantagioni, ricattata dalle imprese che non si fidavano dei nuovi movimenti e preferivano quelli che erano politici "figli di puttana" ma "i nostri figli di puttana".
Ecco l'Europa e gli Usa (in diverso modo) hanno abbandonato l'Africa lasciandola a Cina (e in diversa misura) Russia ma soprattutto lasciandola alla disperazione, se vuoi diritti e una vita dignitosa scappa. Questo bambino che deve nascondersi in un carrello aereo per raggiungere l'Europa mentre il caffè e il cacao della Costa D'Avorio viaggiano senza trovare nessun muro, nessun confine, persino spesso nessuna ispezione é il simbolo terribile dell'ignoranza del dibattito politico.
L'aeroporto da cui é partito l'aereo é dedicato al primo presidente della Costa d'Avorio che costruì alla fine degli anni 80 la chiesa più alta della terra spendendo in un Paese dove mancavano ancora scuole, impianti idrici, modernizzazione degli ospedali, circa 300 milioni di dollari, ecco questo é un altro simbolo del passato africano che ne determina il presente.
Dopo tutte le parole su questa tragedia non vi é che una cosa da fare, fermarsi e ingoiare tutte le lacrime possibili per sopportare lo schifo che siamo diventati manipolando le parole, tradendo ogni significato, compiacendoci del nostro sarcasmo con un semplice 'é stato sempre così'.
Forse conviene solo tacere difronte a questo bambino morto di freddo per l'unica possibilità di felicità che gli era stata data: scappare di nascosto.
Sano chiarimento
mercoledì 8 gennaio 2020
Gira giostra, gira!
Mentre il rinnovo della patente per soli 5 anni mi ricorda di trovarmi in quello che dovrebbe essere uno degli ultimi giri di boa, assisto sgomento al solito e immarcescibile giro di giostra, tra saldi, saldissimi, tra befane più o meno con la scopa, tra racconti epici di feste ingrate, di benaugurati ma oramai insipidi sproni ad un felice nuovo anno, che a guardar bene è solo l'ennesimo giro di giostra del nostro povero pianeta attorno al suo astro.
Non cambia nulla su questa giostra: venti di guerra che sono la parcella salatissima verso chi veramente gestisce questa palla colorata dispersa nel buio universale; gente che continua a morire non avendo nulla da mangiare, adagiandosi verso edulcorate fedi trascinanti verso chissà quale mondo migliore, e non è un'accusa ma la convinzione che se uno abbraccia un sentiero di fede si dovrebbe spaccare prima di tutto le ossa quaggiù, modificando e migliorando la vita sua e di quelli che ha intorno e non posare armi e bagagli sperando in un futuro regale come se questa vita fosse stata etichettata da chissà chi come errore di percorso, in sbaglio da ripagare nella notte eterna, e questo lo abbiamo permesso, lo abbiamo sdoganato grazie a politiche d'ingerenza, di furto costante di risorse in quelle terre che credevamo, e crediamo, essere popolate da diversamente inabili culturali, gente che davanti ad un ninnolo parrebbero pronte a lasciarsi predare in modalità sconcia, deleteria, inumana.
Venti di guerra per permettere a pochi di fagocitare altre risorse, pensate ad esempio che il pazzo biondo ha stimato in un'ottantina di miliardi la spesa già sostenuta nella campagna irachena, un investimento che dovrà rientrare tramite petrolio e quant'altro, alla faccia di tutti coloro che ancora sperano in un mondo migliore, impossibile da realizzarsi attanagliati come siamo da burocrazia, diplomazia e altre granaglie senza alcun spessore che elargiscono grandi somme a inani senza alcuna beltà.
Siamo sulla giostra, da sempre, sappiamo solo girare attorno al nulla, infarciti di specchietti per le allodole, convinti di contare ancora qualcosa. Se prestate attenzione sentirete pure le risa dei giostrai.
Riflessione
La Ruttologia, la filosofia principe di questi tempi, il compendio dell’assuefazione generante l’acquisizione di varie nefandezze, eclatanti forme violente di sopraffazione ia normalità, sta generando nuovi mostri di pensiero camuffati in manovre salvaguardanti il bene comune e la crescita comunitaria. Ruttologicamente infatti abbiamo sdoganato il concetto che il capo più forte al mondo venga eletto dalle potentissime lobby armigere a stelle e strisce ed il mix letale di questi tempi è l’aggiunta dell’evidente sconquasso mentale di cui soffre l’attuale presidente americano, un riccastro senza alcuna qualità che si permette di agire come un cowboy della peggior specie per cercare di rimanere altri quattro anni sul trono più potente del pianeta. A nulla servono i tenui fumenti di ragione emanati nel globo, oramai ragli inascoltati. Nella Ruttologia tutto è placidamente invertito: ciò che viene presentato come saggio, ragionato, preservante, tende al belligerante e viceversa. Opprimere popoli, sfruttandone risorse, eliminare reali obbiettivi pericolosi, rendendoli martiri, porta necessariamente ad un conflitto, consumante costosissime armi, risorse, vite umane oramai senza più alcun valore, vedasi il termine “perdite collaterali.”
Assistiamo inermi, inani, allo scempio illiberale stordente qualsiasi valore positivo ancora attivo con menefreghismo, senza ostacolare i pochi auto eletti che s’impadroniscono della nostra essenza di respiranti terrestri con gli stessi diritti naturali, misfatto ed obbrobrio concettuale oramai non più rilevabile agli occhi glaciali degli adepti ruttologici.