Lazio, altri fondi alla sanità privata: gongola la clinica degli Angelucci
La Giunta di Francesco Rocca torna ad allargare i cordoni della borsa per la sanità privata del Lazio. Tra i beneficiari dell’ennesima pioggia di milioni c’è ancora una volta il gruppo San Raffaele, fondato dal deputato leghista Antonio Angelucci.
Un’unica delibera e due capitoli di spesa in un sistema pubblico in affanno: è questo il cuore della proposta n. 27492 firmata dalla Giunta regionale del Lazio, un pacchetto complessivo da quasi 26 milioni di euro che interviene sui tetti di spesa e sui criteri d’accreditamento dei grandi gruppi della sanità accreditata. Una delibera con cui la Giunta prende atto del decreto ministeriale per l’aggiornamento delle tariffe massime nazionali relative alla remunerazione delle prestazioni ad alta specializzazione, quali la riabilitazione ospedaliera post-acuzie, la neuroriabilitazione, le unità spinali e la lungodegenza medica.
Un’operazione finanziaria che agisce su una doppia leva: da una parte recepisce le nuove tariffe stanziando 13,4 milioni di euro, dall’altra, incrementa di ben 12,4 milioni di euro il tetto della specialistica ambulatoriale, destinando risorse straordinarie all’acquisto di prestazioni di diagnostica ad alta tecnologia come la Pet/Tc. Ma il nodo centrale risiede nei criteri di ripartizione dei fondi per la Pet.
Il testo specifica infatti che le nuove risorse andranno a beneficio anche delle strutture che hanno ottenuto di recente il nuovo accreditamento istituzionale. Un identikit che sembra portare dritto all’Irccs San Raffaele di Cassino della galassia sanitaria riconducibile ad Antonio Angelucci, deputato della Lega, la cui famiglia attraverso il figlio Giampaolo fa capo alle società editrici dei quotidiani quotidiani Libero, Il Tempo e il Giornale. “Questa ha tutta l’aria di essere una delibera cucita su misura per il gruppo Angelucci”, attacca il consigliere regionale di Azione Alessio D’Amato, già assessore regionale alla Sanità. “Con il pretesto del recepimento tariffario, si stanziano 12,4 milioni sulla specialistica ambulatoriale per coprire le prestazioni Pet/Tc, mettendo nero su bianco l’inclusione delle strutture di nuovo accreditamento, che, allo stato attuale, ne comprende una sola: quella del gruppo Angelucci. La Giunta firma l’ennesima norma ad hoc per garantire nuovi extra-budget ai soliti noti”. Proprio lì, il mese scorso — come raccontato dal Fatto — si è tenuto il taglio del nastro della nuova apparecchiatura Pet alla presenza delle massime autorità, tra cui Rocca e il ministro della Salute Orazio Schillaci. Quest’ultimo, quando era rettore dell’Università di Tor Vergata, ha firmato pubblicazioni scientifiche in affiliazione proprio con i ricercatori del network San Raffaele di Roma, oggi valutato dal suo stesso ministero. Mentre Rocca, prima di essere eletto alla guida della Regione, sedeva nel cda della Fondazione San Raffaele e guidava Confapi Sanità nel cui consiglio c’era anche Giampaolo Angelucci, figlio del deputato leghista.
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