domenica 10 maggio 2026

Ni e forse

 

Il Fronte del Ni 


di Marco Travaglio 

Ieri abbiamo aperto il giornale sullo sconquasso che le guerre e il riarmo, misti all’austerità, stanno seminando in tutta Europa. I principali governi si reggono ormai con lo sputo, mentre le opposizioni più radicali fanno il pieno di voti. Una lettura superficiale spiega il travaso di consensi con una voglia di destra estrema (“populista”, “sovranista” e ovviamente “putiniana”). Ma una lettura più attenta segnala che l’unica voglia emergente dalle urne è quella di pace, diritto internazionale, più risorse al welfare, alla sanità, alla scuola, al lavoro: a tutto fuorché al riarmo. Che nessuno riesce a tollerare perché l’Europa non ha nemici in procinto di attaccarla (a parte quelli che, di volta in volta, ci impongono i presunti amici yankee, per fortuna sempre più distanti). E il riarmo dei singoli Stati, specie di quelli storicamente più russofobi come Germania, Polonia, Baltici e ovviamente Ucraina, è visto come un ostacolo alla cooperazione con Mosca e come un fattore destabilizzante della pace e della sicurezza, oltreché come un folle sperpero. Se questo sentimento lo intercettano i destri (Farage, Le Pen, Afd), gli elettori premiano i destri. Se lo intercettano i progressisti (Mélenchon in Francia, 5Stelle e Avs in Italia), premiano i progressisti.

Il caso dell’Italia, unico Paese fondatore dell’Ue governato dalle destre, è interessante perché a pagare il prezzo delle guerre, del riarmo e dell’austerità sono proprio le destre, che hanno reciso le proprie radici per imbarcarsi nella commissione Von der Leyen con tutti i vecchi partiti al tramonto (Ppe, Pse e Libdem), firmando il Patto di Stabilità, il Rearm Eu, il 5% di Pil alla Nato (mentre la Spagna di Sánchez non va oltre il 2%), 20 pacchetti di sanzioni a Mosca e zero a Israele. Infatti chi ne soffre, a destra, si butta su Vannacci. Se il fronte progressista fatica ad approfittarne e cresce meno di quanto dovrebbe, non è perché gli manchi una Salis o l’ennesimo partito di centro, ma per il motivo opposto: perché il Pd, primo partito d’opposizione, è una zavorra per la coalizione che dovrebbe battere le destre. Ha una segretaria, la Schlein, con una storia pacifista e anti-austerità che lo tiene sopra il 20%. Ma poi, quando vota in Italia e in Europa sulle questioni decisive, va sempre nella direzione opposta (la stessa delle destre): armi a Kiev, spese militari, Patto di Stabilità. E, oltre a essere poco appetibile, rende poco credibili anche i potenziali alleati. Infatti M5S e Avs si sentono ripetere: siete radicali al punto giusto, ma quando vi metterete col Pd dovrete annacquarvi, quindi non ci fidiamo. Il referendum insegna che, per portare alle urne i giovani e un po’ di astenuti, servono scelte nette. Gli italiani chiedono dei Sì e dei No, senza se e senza ma. Non dei Ni e dei “ma anche”.

sabato 9 maggio 2026

Il mix ignobile

 


Domani il sindaco della Spezia consegnerà al giornalista, quanto mi costa definirlo così, David Parenzo, il Premio Exodus. 

Parenzo è molto abile, scaltrissimo, a mescolare tragedie immani come l'Olocausto, con la storia attuale dello stato di Israele dove molti, me compreso, assistono al genocidio del popolo Palestinese. Parenzo usa il paravento di ciò che avvenne durante la Seconda Guerra Mondiale per accusare molti di antisemitismo. 

Di seguito alcune passi dell'intervista: 

 "La vicenda della nave ’Exodus’ è la più nota, ma tutte quelle imbarcazioni che hanno permesso agli ebrei di raggiungere Israele rappresentano una storia eccezionale, dove il gesto di un’intera comunità è stato determinante per salvare migliaia di persone. Ha un valore ancora più grande oggi, mentre si discute del diritto di Israele a difendersi. E preciso che, per la guerra in atto, non sono insensibile alla morte di civili e bambini."

«Il pregiudizio. La geopolitica non può essere raccontata seguendo solo i propri schemi. I cattivi non sono gli israeliani. Gli accordi del primo Trump sono stati un elemento di stabilizzazione del Medio Oriente, mentre l’elemento che destabilizza è l’Iran."

"È complicato, i testimoni quasi non ci sono più. I viaggi della memoria e i luoghi dello sterminio sono fondamentali per spiegare che le guerre non sono tutte uguali. Assistere, però, alla nazificazione di Israele usando termini come ‘genocidio’ è l’affronto più vergognoso."

Un Uomo

 


Ho avuto la fortuna di ascoltare il podcast One More Time con il Presidente Giuseppe Conte che si è dimostrato essere, non avevo bisogno di riscontri, un Uomo. 

Ha raccontato tutto di sé, della sua vita, delle sue fatiche, dell'incredibile coincidenza politica che l'ha portato a divenire, dal nulla, Presidente del Consiglio; di come visse la pandemia, le scelte terribili che affrontò al tempo della decisione di chiudere il paese intero e, soprattutto, del calvario capitato al figlio Niccolò che, causa Covid, rimase a letto per due anni. 

E mi è tornato alla memoria le squallide azioni, le fesserie passate per verità, di tutti i coglioni che in quel terribile periodo lo deridevano credendo di avere la verità in tasca, che rifiutavano gli inviti alla vaccinazione, che mediante web ed idiozia innata parlavano come dotti infettivologi. 

Il Presidente portò il figlio a Palazzo Chigi e lo curò amorevolmente tra una riunione e l'altra, nel silenzio, senza clamore, senza pubblicizzare l'eroismo derivante da quella situazione. 

Dovette combattere contro tutto e tutti, contro pseudo scienziati della malora, contro fascismi inneggianti libertà nauseanti. 

Combatté i poteri forti, i pennivendoli peripatetici, il sistema indegno che sbavava per il merdoso "è l'ora dei sacrifici per tutti!" di draghiana memoria. 

Durante l'intervista si è molto emozionato per Niccolò, senza celar nulla, presentando la sua essenza ferma e decisa di uomo per bene; narra che le lettere che ricevette dopo aver garantito il salario minimo per tutti lo fanno commuovere anche oggi, quelle di mamme che finalmente poterono dare la carne ai figli, di uomini aggrediti dalla povertà che si poterono comprare occhiali nuovi. 

Oggi tutto questo non c'è più, essendo tornato in auge l'aiuto ai soliti noti, alle corporazioni, alle banche, ai potentati padroni di carta straccia passata per giornali quotidiani. 

Oggi la situazione è drammatica per molti caduti nuovamente nel baratro dell'anonimato. 

Stimo molto Giuseppe Conte, ritenendolo un Hombre Integro, degno di ritornare a guidare il paese contro tutto quanto, da tempo immemore, inaridisce democrazia e dignità sociale. 

Per questo sosterrò incontrovertibilmente il suo Movimento! Vamos Giuseppe!    

Grazie del 9 maggio!

 


Davvero!

 



Basta vi prego!

 



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