sabato 22 luglio 2023

Energia Popolare???

 


Nella più totale blasfemia si è riunita "Energia Popolare" la corrente di Bonaccini... Energia Popolare... l'han chiamata così questo coacervo di idiosincrasie a quella "vaga, vaghissima, idea di socialismo" che Elly sta tentando di proteggere, di far germogliare, probabilmente inutilmente. E si son sentite delle fregnacce inaudite da quelle parti, tipo la sola presenza di Fassino... Fassino... e dell'armaiolo impenitente e vassallo del dell'ex adulterato segretario Attila - Bimbominkia capace al tempo di distruggere ideali e conquiste frutto di fatiche decennali, come neppure un Trochetti sarebbe stato capace di fare; come Alessia Morani lodante il pensatore di ghetti Minniti, a suo dire "l’unico ad avere avuto una strategia politica sui migranti» (mecojoni); come la stratega maxima delle supercazzole, la senatrice Valeria Valente: «La radicalità non può essere massimalismo»(ri-mecojoni!); come l'ex sindaco di Lodi Simone Uggetti, che fu a suo tempo arrestato per poi finire assolto, che raggiunge il top della stoltezza ideologica, prima sparando a mo' di figlioletta del Mausoleante sui giudici «Anche i magistrati sbagliano e bisogna avere il coraggio di dirlo! No alla subalternità», poi elogiano addirittura il Cinghialone dipingendolo come un perseguitato: «Quando un magistrato si mette a dare la caccia a una persona e non a un reato, è un grave errore!», ed infine difendendo il fascistello in pectore «Non sono mai stato renziano, ma Renzi che è stato il nostro segretario non può essere additato di tutti i mali del mondo. Io ora faccio l’imprenditore e senza Jobs Act farei fatica». Farei fatica senza il Jobs Act! E grazie al kazzo! Quella fu la madre di tutte le decisioni improvvide dello sciagurato di Rignano, capace di schiavizzare una quantità di lavoratori che nemmeno il Pregiudicato che fu, avrebbe potuto concepire!
Questo assembramento insano di Bonaccini ricorda un pochetto la bottiglia di plastica che si fora riempiendola a metà con della birra per attirare i calabroni: Elly, sono tutti lì riuniti! Basta un soffio e finalmente li potremmo mandare a ciapà i ratt!
Pensaci Elly, pensaci! E pensa ad Enrico!

Travagliatamente

 

La gazzella e i cazzari
di Marco Travaglio
Con la geniale uscita di Musumeci, che ha definito “assistenzialismo” il salario minimo ignorando il significato sia di assistenzialismo sia di salario minimo, il governo Meloni si avvicina pericolosamente all’en plein della cazzata: che quasi tutti i ministri, a parte forse Bernini e Schillaci, sono riusciti a spararne almeno una in nove mesi. Non avendo a disposizione una Treccani, vorremmo rendere omaggio ai nostri preferiti. Di Nordio, primatista mondiale, vogliamo ricordare quella dei “veri mafiosi” che non parlano al telefono né a tu per tu per paura delle intercettazioni, alla vigilia del malaugurato arresto di Messina Denaro grazie alle intercettazioni. Di Sangiuliano, la promessa di “provare a leggere” i libri dello Strega dopo averli votati in qualità di giurato non-lettore (quantomai opportuna, visto che la lettura della Divina commedia l’ha convinto che Dante abbia “fondato il pensiero di destra”. Di Salvini, a campione, il delicato accostamento fra gli alluvionati d’Emilia Romagna e la sconfitta del Milan. Della Roccella, quello fra la Santanché e Tortora (per il ruolo del pappagallo, c’è l’imbarazzo della scelta). Di Lollobrigida, più delle minchiate sulla “sostituzione etnica”, ci ha affascinato la giustificazione: “Non sono razzista, sono ignorante”, che peraltro è il motto dell’intera compagine governativa.
E come dimenticare Piantedosi, che contraddice sia le piante sia le dosi col decreto Rave e poi se la prende con quei pezzenti dei migranti, detti anche “carichi residuali”, che “mettono in pericolo la vita dei figli” salpando sui barconi pericolanti anziché su comodi yacht e navi da crociera. E Valditara, che urla “evviva l’umiliazione, fattore fondamentale nella crescita” a scuola. E Crosetto, che attribuisce “l’aumento esponenziale del fenomeno migratorio” alla “strategia di guerra ibrida del battaglione Wagner” (ha stato Putin). E Sgarbi che, essendo sottosegretario alla Cultura, intrattiene lo scelto pubblico del museo Maxxi sul “cazzo, organo di conoscenza, cioè di penetrazione, che serve a capire” (cos’ha al posto della testa). E Tajani che, sempre sul salario minimo, parla di “roba da Urss” (infatti c’è in tre quarti d’Europa e soprattutto nel Paese più sovietico del mondo: gli Stati Uniti). E La Russa, che essendo ben più che ministro (è la seconda carica dello Stato), batte tutti al fotofinish definendo i nazisti uccisi dai partigiani in via Rasella “una banda musicale di semi-pensionati”: tipo i Pooh o il Quartetto Cetra. Ogni mattina, come sorge il sole, la Meloni si sveglia e deve scegliere fra due opzioni: correre più veloce delle cazzate dei suoi ministri, o inseguirli con sparate ancor più grosse, tipo “andremo a cercare gli scafisti in tutto il globo terracqueo”. Ha scelto la seconda.

L'Amaca

 

Chi paga i danni della vita?
di Michele Serra
La notizia che in Florida una bambina di otto anni ha ottenuto ottocentomila dollari di risarcimento perché un pezzetto di pollo fritto le è caduto su una gamba in un drive-in, rende l’idea del tipo di società che stiamo preparando: tutto il potere è agli avvocati che costruiscono risarcimenti e agli ingegneri elettronici che costruiscono algoritmi, le restanti categorie potranno sopravvivere solo come clienti delle prime due o come loro personale di servizio. (Avvertenza: la precedente frase è un paradosso. Lo scrivo nel caso che un avvocato americano la legga e mi citi in giudizio).
L’aspetto strabiliante è la motivazione della sentenza. La giuria ha condannato McDonald’s perché “non aveva adeguatamente avvertito sui possibili danni causati dai bocconcini di pollo fritto”. Cioè: non è abbastanza evidente a chiunque che il pollo fritto scotta? Esclusa l’ipotesi che qualcuno, nel drive-in, in un raptus di sadismo abbia volontariamente rincorso la bimba con cibi arroventati, allo scopo di ustionarla, quali margini sono ancora concessi all’incidente, all’imponderabile, se si stabilisce che OGNI evento deve avere per forza un colpevole, un imputabile? Ogni precipizio andrà dotato di cartelli che avvertono della legge di gravità? Ogni deserto dei rischi che si corrono sdraiandosi nudi sotto il sole allo zenit? Ogni biglietto di aereo, di treno, di traghetto, di autostrada, sarà accompagnato da una clausola legale che avverte della possibilità di un incidente?
Se tutto ha un colpevole, niente rimane della responsabilità individuale e di quell’evidente fattore di rischio che è la vita. Portando alle sue conseguenze logiche sentenze come quella del pollo fritto, ogni neonato potrà fare causa ai genitori perché non lo avevano avvertito adeguatamente dei possibili danni che venire al mondo può infliggerci.

Vergogna senza fine

 


Al confine tra Tunisia e Libia
Quella mamma e la sua bambina morte di sete e stenti nel deserto
DI ALESSIA CANDITO
Il viso affondato nella sabbia, braccia aperte, come di chi crolla senza sapere o avere più la forza di proteggersi nella caduta: la donna è morta all’ombra di un cespuglio rachitico. La piccola le si è accucciata accanto, una mano infilata sotto il corpo della mamma, forse alla ricerca di un abbraccio o di un conforto che non le poteva più dare. Naufragate nel deserto, come tanti in mare, una donna e la sua bambina sono state ammazzate dalla fame, dalla sete, dal caldo impietoso al confine fra la Libia e la Tunisia. E stanno diventando il simbolo dell’ennesima crisi umanitaria sulla sponda Sud del Mediterraneo.
L’immagine che le ritrae come cenci abbandonati è stata diffusa da Refugees in Libya, rete che si sta strutturando sulle due sponde del Mediterraneo. «La politica europea uccide. Le autorità tunisine fanno soldi sui neri africani», denunciano gli attivisti, puntando il dito sui nuovi accordi fra il Paese di Kais Saied e l’Unione Europea, a partire dal memorandum siglato domenica scorsa. «Quando la potenza coloniale Unione Europea si accorda con chi ha venduto la propria coscienza per denaro, questi sono i risultati», tuonano dall’organizzazione gemellaRefugees in Tunisia. Nessun commento da Bruxelles, che ieri per bocca della commissaria agli Affari Interni Ue Ilva Johansson ribadiva: Cartagine è «un partner strategico fondamentale».
Qualcuno tra Cartagine e Sfax ha provato a mettere in discussione quello scatto, ma a confermarnel’autenticità ai microfoni diAl Jazeera è stato il tenente colonnello Khalifa al Senussi, della Guardia di frontiera libica, che il 19 luglio ha trovato i due corpi nella zona di Al Assa, a circa cento chilometri a Sud Tripoli. Da settimane ormai la sua e altre squadre pattugliano il confine con la Tunisia, dove la Garde Nationaleha deportato centinaia, se non migliaia di migranti subsahariani. Sparpagliati in gruppi più o meno numerosi, abbandonati senza né acqua né cibo né assistenza medica, sono in trappola, fra i libici che sbarrano loro il passo e i tunisini che li respingono violentemente quando tentano di tornare indietro.
«Ogni volta che tentiamo di rientrare in Tunisia, loro ci bloccano — spiega Joy, una delle donne bloccate in quella terra di nessuno in un audio inviato per chiedere aiuto — Ci dicono che fin quando dal governo non arriveranno indicazioni, non sono autorizzati a farci passare». Qualcuno ci ha provato. Ci sono stati spintoni, cariche, spari. Non solo in aria. «E qui non c’è assistenza medica, né cibo, né acqua. Neonati e bambini stanno morendo qui, donne incinte, tutti», si sente dire a un uomo, stremato, in un altro audio arrivato ad associazioni e ong che operano in Tunisia, che stanno tentando di raccogliere appelli e richieste di aiuto.
In tutti si racconta di donne, uomini e bambini costretti a sopravvivere a temperature impietose. Di giorno, l’unico modo per resistere — dicono — è stare distesi, limitare al massimo le energie, dimenticare la sete. «Quando qualcuno viene a distribuire l’acqua, un litro lo dobbiamo dividere in cinque», raccontano. Nelle zone in cui qualche scheletrico albero offre ombra, anche quella viene venduta a due dinari a giornata. Di notte, quando le temperature precipitano, ci sono serpenti e scorpioni a non dare tregua. Si fanno i turni, ci si protegge, si tenta di sopravvivere. Si aspetta una risposta, una speranza.

venerdì 21 luglio 2023

Wowww!


Ma quanto è grande questo ragazzo?




Eccolo!



Leggermente superiore a Mbappè, unico dei recenti attaccanti a essere a solo due anni luce dal Cigno di Utrecht, Okafor arriverà probabilmente secondo nella prossima classifica marcatori con almeno 25 gol, dietro a Sua Maestà Girante Giroud, permettendo alla compagine di far già Pasqua 2024 con lo scudo nell’uovo!

WOW Dodicimila!

 

Cari amici questo è il post nr 12.000!! 

D'accordo che posto molti articoli, per agevolare la crescita, di stimati professionisti, che spero non se la prendano troppo visto che questo blog è totalmente gratuito e lontano anni luce, più che l'intelligenza da Gasparri, dal lucro. 

Ma molti post li ho scritti di pugno solo per il piacere di farlo e di, spero, farvelo. 

Probabilmente con l'autunno ridurrò gli inserimenti di articoli scritti da altri per trasmettervi le mie opinioni. Ne parlerò con la redazione - quasi cento persone! Non ci credete? Son contento per la vostra lucidità, visto che fuori di qui c'è gente che crede che la ducetta, suo cognato, il gigante armato della difesa, il ministro della cultura che non legge e Pichetto Fratin siano degli illuminati politici.

Proseguiamo la lotta insieme per non trasformarci in allocchi! 

Grazie e un bacione a tutti sulla cabeza!