sabato 29 gennaio 2022

Striscia

 


Ilare Amaca

 

Intrattenere il pubblico
di Michele Serra
Aqualunque ora del giorno si cerchino notizie sulle presidenziali, zoomando su Roma centro si vede il Salvini, di ottimo umore, con un bavero di microfoni sotto il mento, che aggiorna sulla sua febbrile attività di tessitore.
Lascia intendere di avere appena incontrato le più eminenti personalità del Paese, anche quelle segrete (Sgarbaglia? Parozzi?
Frisacchio?), evidentemente tutte residenti nelle viuzze attorno, altrimenti non si spiegherebbe come e quando avrebbe potuto raggiungerle. Fa capire di avere in tasca due o tre carte importanti, variandole a seconda della necessità del momento, come il mago Forest.
Fin qui deve avere pronunciato almeno una dozzina di nomi papabili, l’ultimo dei quali, Casellati, esposto così gravemente al fuoco amico da non avere nemmeno scomodato quello nemico. Quanto agli altri leader non è necessario interrogarli, perché il Salvini li ha appena incontrati tutti, nessuno escluso, e dunque parlare con lui equivale, in questi giorni, a parlare con l’Italia politica al completo.
Loquace, disponibile, tutt’altro che logoro, anche se è costretto dalle circostanze a mostrare una certa compunzione deve divertirsi parecchio. Dev’essere eccitante superare una transenna, uscire da un portone, rientrarvi poco dopo, e ritrovarsi attorniato da cronisti e cameramen che ti chiedono cose che non sai sapendo benissimo che non le sai, ma fingendo che tu le sappia.
Gli si deve riconoscere una certa generosità. Sta intrattenendo il pubblico in attesa che lo spettacolo cominci per davvero.

Feltri alla grande!

 


Marco e Quelli che..

 

Quelli che…
di Marco Travaglio
Quelli che votano scheda bianca per non sporcare, oh yeah (Enzo Jannacci).
Quelli che prendono la scheda dall’urna e se la passano di mano in mano e sono otto e poi la sera devono pure raccontarlo in famiglia.
Quelli che facevano i portaborse e si vergognavano, poi li hanno promossi a portaborsette della Casellati e si bagnano tutti.
Quelli che vedrete, lei piacerà a tutti, anche se sta sulle palle pure a se stessa.
Quella che, siccome è sicuro che mi eleggono presidente della Repubblica, me ne sto lì in aula per assistere al mio trionfo in diretta tv e faccio una figura di merda in mondovisione.
Quella che la presidenza del Senato le stava stretta e infatti, se avesse una faccia, avrebbe perso pure quella.
Quelli che gli scatoloni delle foto non erano di Mattarella, ma della Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare.
Quelli che si credevano il kingmaker di Berlusconi, Frattini, Cassese, Nordio, Massolo e altri dodici, invece erano il serial killer che li ha centrati tutti al primo colpo.
Quelli che si credevano il kingmaker e poi sono morti di dolore come king Lear, pensando che fosse il marito di Amanda.
Quelli che invece i kingmaker sono Di Maio e Renzi con i parenti stretti.
Quelli che vogliono rieleggere Mattarella un po’ alla volta, così non se ne accorge.
Quelli che, se uno vota Mattarella, allora vuole Draghi (e lo manda Di Maio).
Quelli che, se uno vuole Draghi (e lo manda Di Maio), allora vota Mattarella.
Quelli che sono di sinistra e quindi “il mio ruolo è proteggere Draghi” perché me l’ha detto mio zio.
Quelli che “chiudiamoci in una stanza a pane e acqua”, ma non sanno cosa dire, a parte il menu.
Quelli che loro al Quirinale non ci tengono, poi chiamano tutti, persino Salvini, e si fanno beccare con lui in via Veneto.
Quelli che la sconfitta della politica sarebbe non eleggere un banchiere, mentre la vittoria della politica è eleggere un banchiere.
Quelli che siccome vogliamo vincere tutti, allora facciamo perdere l’Italia, rifilandole Draghi e lasciandola senza governo con 400 morti Covid al giorno.
Quelli che vanno alle maratone tv e non capiscono neanche quello che dicono loro.
Quelli che “voglio una donnaaa!” (Ciccio Ingrassia, Amarcord).
Quelli che purtroppo Draghi è maschio.

venerdì 28 gennaio 2022

Meglio sbronzo!


La mega figura di merda fatta dal Cazzaro a questo giro non ha neppure la scusante dei mojito. L’unico Kingmaker che il neurone in possesso gli permette di fare è di posizionare le carte di Imprevisti e Probabilità a Monopoli.

Venghino Signori!

 Ha ragione Giannini, oggi potrebbero eleggere il prossimo presidente della Repubblica: perché è venerdì e a quei mille e passa arraffanti quattordicimila euroni al mese, non gliene frega una mazza della carica, il week end è sacro! 

Salvini probabilmente, come dice Travaglio, pregno di mojiti, oggi candiderà il suo giornalaio, la sorella di Belen e l'ultimo sfidante, tra l'altro strabattuto, della recente gara di rutti a Ponte di Legno; Conte riesce a gestire i pentastellati, oramai più amanti degli agii di Casini, come un bibliotecario un gruppo di tigri e leoni al circo; Di Maio ha il terrore di riprendersi la cassetta delle bibite e sarebbe disposto ad eleggere persino Vallanzasca; Giorgia la cristiana ansima e sbuffa come quei bimbi a cui per la prima volta capiti in mano il pallone dimenticato dall'usuale proprietario; Tajani sembra essere, come il suo farsa partito impone, perennemente al mercato rionale, pronto a mercanteggiare due banane per quattro cicorie, purché la telenovela continui; Enrichetto ha un impatto sull'elezione paragonabile a quello che potrei avere io nella scelta del comburente per il nuovo razzo con destinazione Marte. Del Bimbominkia a questo giro ammetto che sia uno dei più lucidi; per questo ho prenotato una seduta urgente in analisi. 

Insomma questa gentaglia che foraggiamo da tempo immemore antepone alla scelta del simbolo della Repubblica, le loro rionali baruffe per cercare di rimanere un altro anno nel bisso parlamentare. 

Lo specchio della nazione è vederli uscire dal Palazzo desiderosi di sedersi al desco imbandito. Pagato da noi, naturalmente!     

Marco Blade Runner

 

Ho visto cose…
di Marco Travaglio
Ho visto cose che voi umani… avete visto tutti, salvo i fortunati che non guardano la tv e i giornaloni.
Ho visto il presidente del Consiglio fare le consultazioni per scegliersi il presidente della Repubblica e minacciare, tramite indiscrezioni mai smentite alla stampa amica, di prendere cappello e andarsene se non fosse eletto lui o chi piace a lui.
Ho visto Salvini rientrare al Papeete (gli porta buono) e lanciare per aria tre candidati all’ora come frisbee e scordarseli subito dopo mentre ne lancia altri (tra cui Cassese che lo dipingeva come un troglodita “fuori dalla legalità costituzionale”), confondendo il kingmaker con King Kong.
Ho visto il centrodestra candidare a capi dello Stato Berlusconi, Pera, Moratti e Nordio e poi smettere per non soffocare dal ridere, su consiglio del prof. Zangrillo.
Ho visto il terrore negli occhi dei forzisti alla sola idea che la forzista Casellati prenda voti, certamente non da loro.
Ho visto grandi elettori a forma di poltrona votare Mattarella per dire che va bene tutto tranne Draghi e grandi giornalisti a forma di lingua che li spacciavano per fan di Draghi in incognito.
Ho visto Di Maio lanciare l’ultimo sombrero sulla Belloni al grido di “lei è mia sorella”, dopo aver fatto trapelare parentele strettissime con tutti i quirinabili su piazza (una sessantina) e senza spiegare come possa un avellinese di 35 anni avere una sorella romana di 63, cosa mai vista prima se non nella famiglia Mubarak. E comunque Draghi è suo nipote.
Ho visto Letta e Renzi insieme (bella battuta già questa) inventare candidati inesistenti, Frattini e Casellati, per fingere di stopparli con la sola forza del pensiero.
Ho visto bocciare Frattini per l’unica cosa che non ha, le idee: “Non è atlantista”, infatti da ministro degli Esteri disertava i vertici europei per starsene su un atollo delle Maldive, sull’oceano sbagliato. Dunque è indianista.
Ho visto due giovani vedove di SuperMario – il rag. Cerasa e Feltri jr. – strillare e flagellarsi come prefiche per il “Draghicidio” e “l’omicidio politico alla baby gang” sol perché qualcuno minaccia di lasciare il premier a fare il premier, malgrado lo scarso rendimento fin qui dimostrato.
Ho visto il sessantaseienne Casini postare su Instagram una sua foto di diciannovenne già democristiano e rivendicare la sua “passione per la politica”, come se questo potesse giovargli.
Ho visto le migliori firme del Paese manifestare sincero stupore per avere scoperto all’improvviso che quell’affabile compagnone di Draghi, pur così empatico, non è amatissimo dai parlamentari, almeno da quelli italiani.
Non ho ancora visto il nuovo presidente della Repubblica, ma questo è un dettaglio.