Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
giovedì 31 maggio 2018
mercoledì 30 maggio 2018
Inesperienza deflagrante
Frittata quasi fatta per l’Ebetino 2.0 Luigino: si sta smutandando pur di non andare al voto, lasciando probabilmente anche la presidenza alla Lega. Così un governo di emergenza farà due o tre cose dirompenti tipo taglio vitalizi, nuova legge elettorale, un aggiustamento dell’età pensionabile; il merito andrà a Salvini che regnerà in secula secolorum. Niente male.
Riflessione
Povero Di Maio: sono riusciti addirittura a vendergli la Tour Eiffel
di Alessandro Robecchi
Era dai tempi de La Stangata (1973), con Paul Newman e Robert Redford, che non si vedeva un pacco così accurato e perfetto tirato al pollo di turno. Detto che la distanza tra Salvini e Paul Newman è quella che separa Orio al Serio da Plutone, il pacco è riuscito alla grande, i 5Stelle imbufaliti sono rimasti lì come la mucca che guarda passare il treno, e Salvini fa l’asso pigliatutto e la damigella più corteggiata del reame: ballerà ancora con Silvio? Non lo sa, ci sta pensando. Civettuolo.
Ci sono altre truffe famose, e una fa proprio al caso nostro: nel 1925 un tale Victor Lustig riuscì a vendere la Tour Eiffel a un commerciante di ferraglia, fingendosi funzionario governativo e dicendo che l’avrebbero presto smantellata. Quello fu così scemo da dargli 250.000 franchi (moltissimi), più una mazzetta per agevolare l’affare. Quando si accorse di essere stato truffato non sporse denuncia per evitare (lo dico in francese) la colossale figura di merda.
Ecco, credo che sarebbe un errore per i 5Stelle non denunciare il truffatore, cioè Salvini Matteo, di anni 45, noto alle cronache. È vero che ci sono mappe e cartine pubblicate dai giornali che ci dicono che se Matteo e Gigi si mettono insieme alle elezioni sbancano. Però un conto è fare un accordo di governo tra diversi, e un altro è spartirsi i collegi elettorali per vincere a man bassa. Cioè non si tratterebbe più di un “contratto” con due contraenti (uno decisamente più furbo dell’altro), ma di un accordo politico. Non denunciare il truffatore, e anzi mettersi con lui, produrrà delle crepe, dei mugugni e probabilmente degli smottamenti. Se così sarà, se Salvini romperà col centrodestra per inseguire il plebiscito, ci aspetta un’estate di terrorismo: e il mutuo? E lo spread? E che dirà Moody’s? Eh? Ci avete pensato?
Insomma, c’è lì davanti un trappolone ulteriore: dividere il Paese su un argomento (euro sì/euro no) che è più favoleggiato che reale (e anche piuttosto stupido), permettendo a Salvini di fare il difensore del popolo e della povera gente. Riassumo: quello che ha nel programma il più grande regalo ai ricchi che la storia ricordi, la flat tax, passerà per una specie di Robin Hood che ci difende dalle agenzie di rating. Se tutto va male (e tutto lo fa pensare) la contrapposizione sarà tra due destre economiche: quella dell’ennesimo regalo ai ricchi, alla rendita e al profitto di Salvini, e quella liberista, rigorista che esibirà in campagna elettorale i suoi carri armati: lo spread, il vostro mutuo, i severi moniti dalla Bce, lo spettro della Grecia, agitato come un fantasma nel castello che sta crollando, e il tradizionale “moriremo tutti”. Manca che scrivano Standard & Poor’s sulle bandiere, ma ci siamo quasi.
Staremo in mezzo a questi opposti estremismi costruiti ad arte, stritolati, a discutere e litigare su una cosa di cui nell’ultima campagna elettorale appena finita non si è parlato nemmeno per un nanosecondo.
Il rischio per i 5Stelle è di assistere a tutto questo basiti e sotto botta come quando ti muore un parente, e la bandierina del “ci hanno imbrogliato” – che sia riferita a Mattarella o a Salvini – non è mai un gran lasciapassare per il successo. La gente, in generale, pensa che il truffatore sia un bastardo, ma anche che il truffato sia un po’ fesso, e che se si è fatto fregare una volta ci cascherà di nuovo, che un po’ se lo merita.
In questo desolante scenario, chi volesse dire una moderata cosa di sinistra (che so: un welfare serio, una redistribuzione tra redditi da lavoro e rendite, una società diversa e migliore, fine della cuccagna per i grandi patrimoni) diserterà una battaglia che non lo riguarda, e in cui è evidente che perderà comunque. Si sentirà come la tartaruga liuto o il rinoceronte di Giava, cioè gente che non ha davanti a sé grandi prospettive, peccato.
A proposito dello Scoop
Ieri sera le nostre fonti ci hanno allertato immediatamente sulla probabile inversione a "U" del Presidente in merito alla crisi di governo.
La notizia ha fatto il giro del mondo, ci ha telefonato pure la Cia per avere informazioni più precise.
E questa mattina abbiamo un'altra esclusiva: il listato delle telefonate intercorse tra i vari attori di questa complicatissima vicenda politica.
Non riveliamo le fonti pur sapendo che rischiamo fortemente nel rendere pubbliche tali conversazioni.
Telefonata tra il Presidente Mattarella e il Prof Conte 29.05.18 ore 17:43:30
Conte (C): Si Pronto chi parla?
Mattarella (M): Buonafera profeffor Conte, sono il Prefidente Mattarella!
C: imbecille vedi di andare a fare gli scherzi a qualcun altro! Imbecille!
M: ma profeffor Conte! Fono davvero il Prefidente!
C: sai cosa si dice in questi frangenti a Milano, pusillanime? Ma va' a cagher pirla!
M: Profeffore! La fmetta di infultarmi! Fono io, le afficuro! Le do un particolare che la farà ragionare: l'ultima volta che lei è venuto da me, dopo avermi detto che Favona non farebbe ftato tolto dal miniftero dell'Economia, abbiamo giocato una partita alla morra per ftemperare il clima!
C: mi scusi Presidente! Mi scusi davvero! Non l'avevo riconosciuta! Chiedo umilmente venia!
M: capifco Profeffore, non si preoccupi! La chiamavo per fapere fe foffe intereffato a ritornare da me con la lifta dei miniftri!
C: come Presidente? In che senso? Non capisco?
M: vede profeffore! Quel giorno ero indifpofto perché la fera prima mangiai dei fucculenti fagioli con falcicce. E quando ho meteorifmo io divento irrequieto. Forfe ho fbagliato a mandarla via e questo Cottarelli che appena è entrato nel mio ftudio ha fpento fubito le luci e fpento il condizionatore, mi ha fatto ritornare il meteorifmo.
C: capisco Presidente! Certo che questa vicenda sta assumendo dei contorni abbastanza pittoreschi!
M: Concordo con lei! La fituazione è tefiffima! Dobbiamo operare celermente per il bene del paefe!
C: sono a disposizione Presidente! Parlerò ora con Luigi per vedere se c'è una possibilità in merito.
M: grazie Profeffore! Attendo sue nuove! Buonafera!
C: Buonasera Presidente!
Telefonata tra il Prof Conte e Luigi Di Maio 29.05.18 ore 17:47:28
Di Maio (DM) : Pronto Giuseppe! Come stai?
C: Bene Luigi, bene! Senti: mi ha chiamato il Presidente Mattarella dicendomi che è disponibile a prendere in considerazione l'ipotesi di un governo nostro.
DM: Come? Ma sei sicuro? Mannaggia Giuseppe! Ho appena fatto un casino sull'Impiccment, Impaccment, Imcomecavolosidice! Come faccio a tornare indietro? Beppe a questo giro m'inchiappetta! E poi Salvini chi lo sente? Gli stavo proprio ora stirando la camicia, che tra l'altro la stiro meglio della Isoardi!
C: Luigi, che ti devo dire? Fai retromarcia, tanto una figura di merda in più o in meno...
DM: Non posso telefonare a Salvini perché mi ha detto che lo posso chiamare solo dopo cena. E in più devo passare l'aspirapolvere in tutta casa sua!
C: Luigi chiamalo lo stesso! Il Presidente non aspetta in eterno!
DM: ok, ti faccio sapere!
C: ciao!
(-continua)
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