Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
domenica 22 dicembre 2013
La Potenza dei Gesti
Marina ed Enrico sono ancora in Congo, assieme ad altri ragazzi.
Erano partiti per realizzare uno dei progetti che più di ogni altro nobilita la
nostra specie, la divinizza, perché adottare un bimbo è il bacio più intenso
che puoi schioccare all'Umanità.
Marina ed Enrico, che ho l'onore di conoscere, hanno veleggiato
sulle braccia della Provvidenza per abbracciare i loro figli in terra d'Africa,
trasformando l'aria attorno ai piccoli in carezze.
Ma la burocrazia ha bloccato tutto, compresi Marina ed Enrico
che attendono consumando risorse, ferie e forse lavoro.
T'incazzi.
Pensi no, non può essere. Come è possibile. Perché non li
lasciano partire assieme ai bimbi? Maledetto Congo!
Leggi, ti documenti e scopri la ragione del blocco, del ritardo,
che cioè questa sospensione delle adozioni è dettata dal fatto che in passato
alcuni orchi, parrebbe di altre nazioni, fingendo di adottare bimbi, li hanno
successivamente venduti a dei "figlidiputtana" che trasformando i
loro corpicini in supermercati di organi, o destinandoli al mercato dei
bastardi da estirpare che ne abusano, hanno compiuto nefandezze dequalificanti
l'intera razza umana.
Stride maledettamente sapere che, mentre Marina ed Enrico
attendono l'Amore e la sua realizzazione, attorno a noi vi siano porci da
scannare che tramutano piccoli angeli in merce da usare per lugubri progetti
maligni.
Verrebbe da dirne tante, maledicendo questi infami che purtroppo
non crepano mai, non vengono assaliti da dolori e sofferenze!
Cerco, mi sforzo di guardare il Presepe, penso a Marina ed
Enrico che vorrebbero entusiasticamente replicare in toto la Natività
comprensiva delle fatiche, dei dolori, dell'attesa e mi rassereno lasciando i
mari della vendetta, approdando nella certezza della vittoria del Bene, del suo
trionfo nella Parusia, pur tra mille dubbi e perplessità che però l'esempio di
Marina ed Enrico stanno spazzando via con sconcertante potenza.
giovedì 19 dicembre 2013
Con la S-Letta
E' sempre stato così! Chi prima scrive la letterina, gode di
attenzioni maggiori da parte di Babbo Natale.
Le Banche, Caltagirone e i biscazzieri legalizzati hanno scritto
i loro desideri al Vecchio Barbuto, ottenendo regali meravigliosi alla faccia
di chi sta per ricevere altre tipologie di lettere, quelle comunali che
informeranno e pretenderanno altri soldi sotto forma di IUC.
Babbo Natale arriverà con la S-Letta portando, nelle pieghe
della legge di Stabilità (chiamata così perché stabilisce una volta per tutte
che i coglioni rimarranno per sempre coglioni e saranno coloro che ad
imperitura memoria subiranno il Salasso di Stato perenne) i pacchi dono per i
poteri forti, coloro cioè che festeggiano il Natale tutto l'anno.
Sconto fiscale per le banche azioniste della Banca d'Italia: un
altro miliardino e mezzo di bon bon agli appartenenti l'altra specie, quella
dedita all'accaparramento quale fine unico di vita.
Dicktat al Comune di Roma: vendere le quote di Acea che
piacciono tanto al megacostruttore-palazzinaro della malore-propietario di
giornali-nonché suocero dell'Invisibile, del sacrista, del sempiterno Pierfi,
il megariccone Caltagirone.
Altra strenna: le regioni che ostacoleranno i concessionari di
slot machine subiranno nell'anno successivo, tagli ai finanziamenti. Esultano i
biscazzieri, già graziati in passato dal pagamento di megamulta tramutasi in
buffetto.
Aggiungete a tutto questo la proposta dell'Horror amica dei
Ligresti Cancellieri che impone il braccialetto elettronico ai carcerati
fuoriusciti, dono meraviglioso a Telecom, che ha come direttore finanziario
tale Piergiorgio Peluso che guarda caso è anche figlio della legiferante con la
voce di Yoghi, ed il gioco è fatto!
Babbo Natale con i regali caricati sulla S-Letta porterà gioia
in tante case, garantendo loro che la continuità della festa alle spalle
nostre, l'assicurazione che il sopruso sarà ancora legittimato, che i coglioni
si accontenteranno ancora una volta di comprarsi un pandoro di seconda scelta,
sperando in tempi migliori, oramai sempre più lontani ed accostati alla vita
eterna.
Su questo scempio democratico si ergono tre speranze:
a) Che il Grullo Fiorentino si accordi con il Comico SignorNo
per spazzare tutto e tutti compreso il Fabbricante di Moniti.
b) Papa Francesco e San Francesco
c) Uno scambio
"Se non vivessimo al di sopra dei nostri mezzi, i 7
miliardi di persone che abitano il pianeta avrebbero tutto quello di cui hanno
bisogno. Purtroppo pensiamo come individui e non come specie".
Parole di Pepe Mujica presidente dell'Uruguay che ha rinunciato
al palazzo presidenziale e vive in una casetta di campagna, si è ridotto lo
stipendio a poche centinaia di euro devolvendo il rimanente a chi è in
difficoltà. A chi gli sottolinea di essere il Presidente più povero del
pianeta, risponde "Non sono il presidente più povero. Il più povero è
quello che ha bisogno di molto per vivere".
Se Babbo Natale ce lo portasse un po' qui da noi, potremmo
scambiarlo con i nostri trafficanti vestiti da politici.
Ma sono sogni che si possono fare solo in queste magiche notti
di attesa...
mercoledì 18 dicembre 2013
Orgoglioso e grato
Orgoglioso di vivere sul suolo italico assieme al Pm Nino Di
Matteo, eroe di questi tempi bui. L'intervista sul Fatto di oggi del mitico
Travaglio al PM, mette in evidenza la personalità di questo magistrato a cui
Riina in persona ha promesso la morte.
Di Matteo però non si lascia intimidire, continua nelle sue
indagini sui rapporti Stato-mafia.
Quando ero giovane vidi le immagini della A112 dentro la
quale vennero trucidati il Generale Dalla Chiesa e sua moglie.
Mi domandai a
quel tempo come fosse stato possibile lasciare un uomo dello stato da solo,
senza scorta alla mercede dei suoi carnefici.
Erano i tempi del Gobbo, delle connivenze politico-mafiose.
Ma non erano purtroppo altri tempi rispetto agli attuali perché numerosi
colletti bianchi politici continuano a tessere intrecci pericolosi con la
malavita organizzata che procura loro valanghe di voti.
Il pm Di Matteo, erede degli Eroi Falcone e Borsellino,
indaga sui segreti più orribili della nostra democrazia.
Non ha solidarietà totale da parte della Repubblica.
L'Esternatore per eccellenza, il Presidente Napolitano, ad
esempio, tace.
Non emette moniti, forse perché indispettito
dall'acquisizione da parte del magistrato di nastri, poi distrutti, contenenti
colloqui intercorsi tra lo stesso Napolitano e Mancino, di cui nulla è
trapelato.
Il Pm Di Matteo va comunque avanti, per nulla intimidito.
Eroicamente lui e la sua scorta proseguono la loro missione a Palermo,
convivendo con la terribile minaccia mafiosa della vendetta.
Sono fiero di sapere che esistano ancora persone così degne,
integerrime che credono nella bellezza del nostro Stato.
A noi non resta che continuarne a parlare, a seguirne le
vicende, per tenere alta l'attenzione, facendo in modo che i sepolcri
imbiancati che ancora pullulano nella politica non possano mettere in atto la
pratica più abbietta ed insulsa per una democrazia, il ridurre al silenzio la
Verità.
martedì 17 dicembre 2013
Tranquilli! Questa è Italia...
Se non fossimo in Italia ci sarebbe da preoccuparsi.
Uno studio del sindacato UIL conferma che il mondo politico
costa 23 miliardi all'anno ed impiega un milione di persone, il 5% dei
lavoranti italici: 144mila tra parlamentari, ministri ed amministratori locali,
24mila consiglieri di società pubbliche (Acam docet) 39mila di supporto agli
uffici politici, 324mila di apparato politico e 545mila che hanno incarichi o
consulenze.
Nel contempo, come nelle famiglie che vorrebbero apparire
perbene e che vengono sbugiardate dal monello di casa, l'Istat smentendo i
canti di gioia di Scendi-Letta, Sacco(nelle)mani ed Angelino Chiwawa esultanti
quasi al coito per progressi dello 0,1 % che stanno al miglioramento come un
disco di Al Bano ai Rolling Stones, certifica che il 14,5% degli italiani è in
condizioni di "severa deprivazione", il 21,2% non riesce a scaldarsi
la casa, il 42,5% non può affrontare spese impreviste oltre gli 800 euro, ed il
16,8% non riesce ad alimentarsi adeguatamente due giorni di seguito.
Ci sarebbe da preoccuparsi, come sono preoccupati il
Fabbricante di Moniti che si è appena aumentato lo stipendio di 9mila euro,
Casini che torbidamente spera sull'immoto panorama attuale e tutti i dromedari
incalliti usurpatori di risorse che temono la fine di questa ignobile farsa
politica italica, per loro fonte di perenne gioia.
Il Tappo Condannato d'altro canto cavalca ogni protesta per tornare
a contare: ad esempio si è detto vicino ai poveri "forconi" che
vivono l'incubo dell'incomunicabilità ossia vorrebbero protestare, forse a
ragione, ma hanno inadeguatezza e inesperienza come compagne; in pratica
appaiono come uno che venendo imbrattato di letame gridasse "Domani ho il
dentista" invece che "vaffanculo" al suo importunante.
Ma al Pregiudicato questo non importa, anzi è pronto ad
unirsi a prossime contestazioni in programma tipo quella dei riparatori di
ascensori per i continui stress alla deambulazione o quella degli ammaestratori
di foche per l'aumento del merluzzo o quella dei confezionatori di cibo per
astronauti per problemi legati alla richiesta di panna cotta da spedire nello
spazio.
Tutte le sobillazioni sono utili per il bene comune ribaldo ovvero
tornare a rispaccare i coglioni assieme alla propria servitù!
Se non fossimo in Italia un nuovo "Che" starebbe
proprio in questi momenti preparando i panini e riempendo le borracce per scatenare l'inferno.
Ma siamo in Italia, tranquilli! Pare invece che in molti siano in fibrillazione
per altre problematiche, per un immenso dubbio post incendio che sta attanagliando il loro cuore: riusciranno lo stesso a far decollare il nuovo "Grande
Fratello"?
sabato 14 dicembre 2013
L'azione esplicativa
Come la maschera di un cinema strappa i biglietti degli
spettatori, il gelataio riempie i coni del suo prodotto, il vigilantes
controlla usci e saracinesche per sventare furti, il panettiere inforna di
notte per offrire la fragranza del suo pane ai clienti affezionati, il liutaio
ripara le corde degli strumenti musicali rotti, il confettiere ricopre di
glassa le mandorle, il bagnino controlla il mare per la sicurezza dei
bagnanti.. così i segretari dei Sindacati CGIL, CISL e UIL esplicano la loro
funzione proclamando uno sciopero generale più per legalizzare i loro lauti
stipendi che per le problematiche reali e critiche dei lavoratori.
Ripieni più delle cime in carne di proprietà, con tesori
accumulati in tanti anni di lotta politica (a parer loro) queste aziende apparentemente solidali, riescono sempre a far credere di essere dalla parte dei meno abbienti, quando
in realtà sono in eterna ed amichevole intesa con il potere politico ed
economico.
Sbraitando ed urlando alla luna, questi confederati araldi della disparità, fingono di tentar di riportare la
classe lavoratrice in un ruolo di preminenza che le competerebbe, lasciando di conseguenza nelle mani di un singolo la vera lotta per i diritti, a parer mio esclusiva di una persona per
bene, una delle poche ancora in circolazione, al secolo Maurizio Landini.
Le altre sigle sindacali si sforzano unicamente di rimanere
alla luce del sole per non soccombere al sospetto di essere conniventi con chi
dovrebbero combattere.
Lo sciopero oramai ha perso la sua forza trainante, la sua ragion d'essere. E’ divenuta un’azione
che si ritorce contro gli stessi che lottano già di per sè contro questo sistema malato e
oramai in coma profondo.
Bene ha fatto Matteo Renzi a riprendere il colloquio con
Landini, in nome di una classe operaia che è ancora nerbo e colonna di questo paese,
pur avendo perso negli anni autorevolezza, compattezza ed importanza ma
soprattutto resa accondiscendente ai velati soprusi di coloro che credendo di
essere investiti da poteri divini, si permettono di prevaricare diritti, i riconoscimenti economici in nome di un progresso in realtà restaurativo.
Senza che Camusso e compari muovessero un dito per la causa.
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