Suprematisti
umani
DI MICHELE SERRA
Mentre il capo del Pentagono Pete Hegseth (miles ingloriosus) introduce
la fucilazione in pubblico — il pubblico immenso della rete — per maggior
gloria degli Stati Uniti d'America, i radical chic scandinavi infliggono a
Trump il peggiore degli oltraggi, dando il Nobel per la Pace non a lui, che
lo pretendeva per misteriose falle della sua psiche, ma a una giudice
internazionale, Navi Pillay, che dirige la Commissione di inchiesta
dell'Onu su Gaza, e ha imputato Israele di genocidio.
Donald già progetta ritorsioni economiche (pensa solo ai soldi) contro la
Corte Penale Internazionale, luogo di formazione di Pillay: odia tutto ciò
che è sovranazionale — a cominciare dall'Onu — odia chiunque, persona o
istituzione, valuti i diritti umani uguali ovunque. Navi Pillay si occupò
dell'apartheid in Sudafrica (il suo paese), poi delle stragi in Ruanda. Da
giurista, lo stesso criterio ha applicato a Gaza. Per questo la giuria del
Nobel loda la sua "bussola morale", per questo i governi suprematisti di
Usa e Israele, che non hanno vaga idea dell'uguaglianza tra gli esseri
umani, sono furibondi.
Vietato fare finta che non sia indispensabile prendere parte a questa
disputa, che in questo momento divide il mondo in due. O si sta con chi
crede nel superiore interesse della Nazione (la sua), o si sta con chi crede
che esista, eccome, una inviolabile supremazia della persona umana. I
suprematisti umani, pochi o tanti che siano, sono l'opposizione attiva ai
suprematisti di razza, di Nazione, di religione. Bisogna darsi da fare, non
tutto è perduto.
PS — È probabile che la giuria del Nobel non voglia premiare Trump
soprattutto perché è terrorizzata dal discorso che costui pronuncerebbe
nella cerimonia di consegna.
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