domenica 18 ottobre 2026

L'Amaca

 


Un gruzzolo

da capitalizzare


DI MICHELE SERRA


Non saprei cosa dire di Cateno De Luca, leader politico siciliano di

indefinibile collocazione. Praticamente non so chi sia: ma questa è una

mia grave mancanza. Perché leggo che il suo posizionamento, orribile

termine che si usa per orientarsi nel pastrocchio delle alleanze e dei patti

di potere, potrebbe anche essere decisivo per arrivare al mitico 42 per

cento che con la nuova legge elettorale schiude le porte di un potere

quasi assoluto.

Come si può capire i Cateno di tutta Italia, che sono tanti, avvicinandosi

le elezioni valutano se sia più vantaggioso aggiungere il loro gruzzoletto

a questo o quello dei piatti della bilancia. Non solo gli ideali, anche le

idee non hanno alcuna utilità in questa oggettiva compravendita (che mi

dai in cambio, se mi schiero con te?). E anzi sono d'impiccio, perché le

idee legano le mani. Le idee suggeriscono — e a volte obbligano — di

accompagnarsi a qualcuno non troppo dissimile. Meglio essere

contemporaneamente di destra, di centro e di sinistra se si vuole andare

alle trattative più leggeri, e con più carte in mano.


Per anni, come tanti, ho pensato che il maggioritario fosse la via diretta

per costringere partiti e partitelli a mettersi d'accordo. La famosa

governabilità. Oggi credo sia meglio il proporzionale, intanto perché

mette a fuoco più onestamente quel popolo di rissosi casinisti che siamo;

e poi perché almeno limita il mercato dei Cateno solo alle poche

settimane del dopo voto, quando si deve formare il governo. Così invece

le trattative di governo sono un calcolo permanente, il mercato è aperto

tutto l'anno e le urla degli ambulanti, per quanto pittoresche, rendono la

politica chiassosa e invadente come la peggiore delle movide.


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