domenica 8 novembre 2026

L'Amaca

 

Quanto ci costa

TikTok?


DI MICHELE SERRA


Quali e quante attività quotidiane dovremmo ridurre, o rallentare, nel

caso volessimo limitare (o fossimo costretti a farlo) la costruzione dei

data center che alimentano la nostra vita digitale? A cosa dovremmo

rinunciare in cambio di un minor consumo di suolo, di acqua e di

energia?

Il problema è che non lo sappiamo. Non credo esistano studi attendibili

in proposito. Qualcosa o qualcuno che ci prospetti, possibilmente da

fonte neutrale, le conseguenze dei nostri consumi digitali. È come se lo

sviluppo si fosse avviato lungo un percorso automatico, che prescinde

dalle nostre scelte e dalla nostra consapevolezza. Tutto è avvenuto per

suo conto, tanto è vero che la coscienza pubblica (e la sua ricaduta

politica) di quanto sia energivora la nostra vita digitale è molto recente.

Una tecnologia tascabile che ci appare leggera, impalpabile, quasi eterea,

si serve di macchine gigantesche, e questo problema è diventato di

dominio pubblico solo a cose fatte, o quasi fatte.


Il sistema digitale è andato conformandosi per suo conto, e per conto

dell'oligarchia che lo possiede. Il risultato è che grandi masse di persone,

a seconda del loro reddito e dell'andamento dei prezzi, possono decidere

che cosa levare dal carrello della spesa, come risparmiare, come

orientarsi in un mercato o in un discount. Ma la nostra dieta digitale,

invece, è avvolta nel mistero.

Rinunciare a TikTok o ai sistemi informatici degli ospedali o degli

aeroporti non è la stessa cosa. Ma quanto ci costa TikTok, quanto

l'informatizzazione dei servizi essenziali, non è un dato "in chiaro" come

il prezzo del latte o della frutta. Una delle grandi sfide della politica, da

adesso in poi, è cercare di portare in chiaro, a disposizione di tutti, i costi

del digitale.

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