sabato 7 novembre 2026

Ci fossi tu!

 


Concettualmente non c'entra nulla, ma proprio nulla. 

Capita a volte di avvertire un'assenza, una mancanza di un personaggio famoso, storico, inossidabile, l'eroe che vorremmo. 

Mi è successo recentemente dentro una farmacia cittadina: in coda per delle ricette, curiosando al solito oltre i limiti imposti dal sistema, ho notato il titolare parlare al banco con una rappresentate farmaceutica. Ero a una decina di metri da loro ma avendo una fetta del dono di Ethan Hunt con il labiale e approfittando di un temporaneo silenzio ho registrato la seguente conversazione: 

Rappresentante farmaceutica: 

"E di questi quanto te ne mando?" 

Farmacista: 

"Quanto costano e a quanto li posso vendere?" 

E lei: 

"Costano 8 euro li puoi rivendere a 18,80!" 

  Capite? Potrebbero non essere state medicine, il nome non l'hanno detto, lo leggevano sul pc, ma quelle pernacchie per la decenza celebrare di cui sono pregne i rivenditori di medicine, eh si non le chiamo Farmacie perché il termine prevederebbe altro, tipo una maggiore azione farmacista, ovvero preparazione di medicinali, soft, come un tempo coloro che svolgevano questa basilare professione, facevano. 

Quello che si nota è chiaramente il margine di guadagno: spaventoso soprattutto se accostato alla salute, la salute di tutti come sancito dalla Costituzione, che viene sottomessa al lucro capitalistico di questo sistema adulterato, infimo, pericoloso. 

Più del 100%  su un medicinale è un'indecenza normalizzata, come ce se sono tante, troppe. 

Personalmente, l'ho già detto, nello specifico, ho una visione comunista in purezza: i farmaci dovrebbero essere prodotti dal singolo stato, le multinazionali in questo campo non dovrebbero esistere. 

Ed è per questo che udendo questa nauseabonda schifezza commerciali ho istantaneamente pensato a lui, Ernesto Che Guevara, il vero difensore dei deboli. Ci fosse ancora quaggiù non saremmo piombati in questo brodo primordiale che chiamano capitalismo 2.0. Puah! 

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