giovedì 12 febbraio 2026

Che pomeriggio!

 



Restare il pomeriggio alla tv con mia madre è una delle prove che mi confermano che in un’altra vita ero sicuramente Mastro Titta, il boia dello stato pontificio nell’800. Non tanto per il volume della tv che darebbe noia pure ad Angus Young degli AC DC, ma per il contenuto offerto dalla tv di stato: prima il programma della Balivo che sembra meno interessante dell’acqua usata per sciacquare i lupini, con ospiti alla ricerca di un rigurgito di notorietà, pregna di amenità, discorsi vacui che appisolerebbero pure un pippatore incallito, e dopo, alle 17, la Vita in Diretta, sponsorizzata da Taffo, che dovrebbe chiamarsi le Stragi in diretta, visto che non si parla altro che di omicidi, suicidi, maltrattamenti, calci per il culo alle upupe, dolori variegati, per la costante ricerca della lacrima. Montano dei servizi con pochi frame che replicano all’infinito, con commenti per aumentare la tensione, che darebbero fastidio pure ad Alfred Hitchcock. E nella seconda parte altri anelanti al gettone. Insomma, uno schifo pagato col canone.

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