domenica 1 febbraio 2026

Un po' di luce

 

Incensurati per il No 


di Marco Travaglio 

Con l’approdo di Giulia Ligresti nel fronte del Sì, il cucuzzaro è completo. Ma con una nuova tipologia umana: quella dell’ex imputata che, dopo l’arresto per aggiotaggio e falso in bilancio nel caso Fonsai, patteggiò 2 anni e 8 mesi davanti al Tribunale di Torino; poi però suo fratello fu assolto a Milano, lei chiese la revisione del patteggiamento e, siccome siamo in Italia, ne ottenne la revoca dalla Corte d’Appello ambrosiana insieme alla restituzione di 20 mila euro di multa già pagati. Un tipico caso di imputata che si crede colpevole, concorda una pena detentiva col pm e col giudice e poi, con sua grande sorpresa, si scopre innocente. Ma anche uno spot del No alla separazione delle carriere, visto che i giudici di Milano non ebbero remore a contraddire i colleghi giudici e pm di Torino, ma pure l’imputata innocente a sua insaputa. Finora gli unici ex imputati eccellenti che hanno capito i danni della schiforma Nordio sono due democristiani: Mastella e Pomicino. Mastella fu indagato dai pm di Santa Maria Capua Vetere e assolto dai giudici di Napoli. Pomicino fu indagato dai pm di Milano e patteggiò la pena confessando di aver ricevuto la sua parte di maxitangente Enimont e di fondi neri Iri; ma, da tangentista serio, non s’è mai sognato di tirarsela da innocente o raccontare di aver patteggiato la pena senz’aver fatto niente. Entrambi sanno benissimo che, per chi finisce sotto inchiesta, colpevole o innocente che sia, è molto meglio avere un pm educato all’imparzialità e alla ricerca della verità come un giudice, e non un “avvocato dell’accusa” (cioè della polizia), come lo vuole Nordio.

Poi ci sono i fessi: quelli che pensano che separando le carriere, cioè trasformando il pm da organo di giustizia a superpoliziotto, la faranno pagare a chi li beccò. Infatti, per il Sì, si sono schierati tutti i condannati e patteggiatori eccellenti degli ultimi 30 anni: i figli di Craxi e di B. per conto dei padri pregiudicati, e poi Previti, Dell’Utri, Paolo B., Martelli, Toti, Formigoni, Cuffaro, Palamara, Fidanza, Montaruli ecc. Ma ci sono anche un’infinità di indagati assolti, ignari del fatto che i giudici che li hanno assolti erano colleghi dei pm che li accusavano. Come del resto Enzo Tortora, indagato dai pm, arrestato e rinviato a giudizio dal giudice istruttore, condannato da 3 giudici di tribunale e poi assolto da 3 di appello e da 5 di Cassazione. Nessuno spiega come siano possibili – se è vero che la colleganza induce a una comunanza di vedute – tante pronunce difformi già ora che le carriere sono unite. E nessuno, per assicurare la terzietà dei giudici in ogni grado di giudizio, chiede di separare anche i Gip, i Gup, i giudici di Riesame, di Tribunale, di Appello e di Cassazione. Ma purtroppo la riforma che abolisce la stupidità non è stata ancora inventata.

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