Laura Pausini, a me simpatica come trascorrere una serata con Galeazzo Bignami, soffre purtroppo di “coverite” una forma strana di alterazione di testi considerati sacri, come l’inno di Mameli, trasformato in canzone alpina dopo molteplici giri di sgnappa. È portata a coverizzare qualsiasi suono, anche ululati di lupi e pianti di upupe abbandonate. Purtroppo la coverite va a braccetto col presenzialismo, per cui oltre a Sanremo, dove coverizzerà tutte le canzoni in gara, potremmo scorgere la sua persone a variegate sagre sparse nella penisola, ove trasformerà canti popolari in cover, a causa della problematica di cui soffre.

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