sabato 7 febbraio 2026

L'Amaca

 

Il diavolo, probabilmente 

di Michele Serra 

Si legge ogni singola parola, sul caso dei “turisti tiratori” che sarebbero andati a Sarajevo per sparare sugli assediati dalle postazioni degli assedianti, sperando che non sia vera.

Sperando che non sia vero che tra gli assedianti serbo-bosniaci c’era chi organizzava quel tiro a segno per lucrare qualcosa sul massacro in corso, come il carceriere che arrotonda il salario mettendo sul mercato la carne del carcerato; sperando che non sia vero che, tra gli altri, alcuni italiani appassionati di caccia abbiano considerato prede uomini, donne e bambini rinchiusi in quella città trasformata in una gabbia.

Sperando che non sia vero che tra i moventi, oltre alla passione per le armi, ci potessero essere anche pulsioni “politiche” o “ideologiche” (virgolette d’obbligo) che rendevano più agevole sparare su quegli inermi per ragioni di “pulizia etnica”.

Si parlava dei viaggi per Sarajevo, all’epoca, a tutt’altro proposito. Soccorsi umanitari, vigilanza civile, giornalisti e fotografi che cercavano di documentare quella abominevole guerra tra ex connazionali tornati a identità etnico-religiose arcaiche, come se i morti sortissero dal sottosuolo per ghermire i vivi.

Ma una cosa come questa, fare di una guerra il proprio lunapark, è talmente sotto l’umano, sotto il tollerabile, incommensurato a qualsiasi pena o giudizio, che la sola frase che si riesce a pronunciare è: speriamo che non sia vero.

A meno di credere a Satana, come si fa a credere che davvero qualcuno abbia potuto fare una cosa del genere?

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