giovedì 12 febbraio 2026

Uno dei pochi a dirlo!

 

La sinistra di destra 


di Marco Travaglio 

Ma tu guarda. A leggere i giornaloni, sembrava che il No di Vannacci e i suoi cari all’ennesimo decreto sulle armi a Kiev fosse un dramma per l’opposizione. Perché 5Stelle e Avs, che votano contro da tempo immemorabile in linea, avrebbero dovuto calpestare la Costituzione e i loro elettori per non votare col camerata Catenacci. C’era anche l’intervista al “riformista” del giorno (come viene chiamato chi nel Pd non ha mai visto una riforma neppure col binocolo, ma è sempre d’accordo con la destra sulle cose che contano): ieri era il turno dell’acutissima Lia Quartapelle, che è sempre un po’ più bellicista della destra, infatti ammoniva M5S e Avs a “non prestarsi a un voto insieme ai vannacciani” per non “indebolire la credibilità dell’alternativa”. In pratica, l’unica alternativa credibile al governo è quella che vota col governo: se vota contro, non è alternativa o non è credibile. Infatti il Pd, insieme al resto della sinistra di destra (Iv, Azione, +Europa e altre nanoparticelle), ha votato il dl Armi insieme a FdI, FI e Lega, cioè alla destra, sempre per essere alternativo e credibile. Invece 5Stelle e Avs hanno votato contro. E i vannacciani han detto no al decreto, ma sì alla fiducia al governo autore del decreto. Confermando così che: i “traditori” della X Mas si sono già ridotti a IX o a VIII Mas, per coalizzarsi coi “traditori” governativi e salvarsi dalla tagliola del 3% alle prossime elezioni; e l’unica alternativa credibile alla destra sono 5Stelle e Avs. Tutto il resto è Partito Trasversale della Guerra.

Infatti nelle stesse ore il Parlamento europeo spillava ai suoi popoli un altro po’ di sangue col “prestito” a Kiev di 90 miliardi (30 di assistenza finanziaria e 60 militare) con 458 Sì, 140 No (fra cui M5S e Lega) e 44 astenuti (fra cui Avs). Una follia assoluta: quei soldi non verranno mai restituiti da un Paese fallito da ben prima dell’invasione russa. E ogni nuovo stanziamento andrebbe condizionato a un’immediata adesione di Kiev al piano di pace Trump-Putin per cessare subito le ostilità con la rinuncia ai territori perduti e al 15% di Donetsk ancora in mani ucraine, in cambio della restituzione di altri territori conquistati dai russi in altre regioni. E il motivo è semplice: armare ancora Kiev (con soldi esclusivamente europei: gli Usa da un anno non mettono un dollaro) significa seguitare a illuderla su una vittoria impossibile. Infatti non ci crede più neppure Zelensky, ormai rassegnato ai sacrifici necessari a salvare l’80% di Ucraina che ancora controlla ed evitare altre prevedibili perdite umane e territoriali a fine inverno. Ma da noi il Partito Trasversale della Guerra continuerà a inviare armi anche quando Zelensky si sarà accordato con Trump e Putin. Per abitudine o per inerzia.

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