lunedì 2 febbraio 2026

Saggio

 

Colpa di Trump, ma anche della sinistra che ha tradito

di Paolo Ercolani 
Il fatto più inquietante che possiamo osservare negli Usa non riguarda le pur gravi azioni che stanno caratterizzando l’operato del governo. Piuttosto concerne il silenzio assordante che proviene dai più autorevoli esponenti del Partito democratico, a partire da Obama, Clinton e Biden, con quest’ultimo che ha graziato il figlio come ultima azione presidenziale, il secondo impelagato nell’affare Epstein e il primo responsabile dei privilegi vergognosi concessi alle multinazionali del digitale.

Silenzio ancor più assordante se confrontato con le proteste popolari, che invece non mancano. Sembra quasi che l’opposizione sia ridotta a più o meno illustri esponenti del mondo dello spettacolo (Springsteen, De Niro etc.), pressoché le uniche voci a denunciare con la dovuta nettezza i metodi violenti e squadristi messi in atto dal governo americano. Praticamente un’opposizione ridotta allo spettacolo buono per le visualizzazioni sui social, ma politicamente sterile. Come si spiega?

E dire che sarebbe fin troppo agevole rimarcare le misure liberticide e violente che l’amministrazione Trump sta attuando tanto all’interno della cosiddetta “più grande democrazia del mondo”, quanto in politica estera. Insomma, ci troviamo di fronte a una Destra, non soltanto statunitense, che ben lungi dal promuovere ideali legittimi e tradizionali come la concorrenza mercatistica e la libertà individuale, appare regredita non tanto alla difesa dei monopoli e dei privilegi finanziari, ma del razzismo, del nazionalismo (oggi chiamato sovranismo per fingere di ripulirlo) e dell’imperialismo che un secolo fa condussero al disastro di due guerre mondiali.

Allora come si spiega il silenzio inquietante dei liberal americani, peraltro accompagnato dall’evanescenza politica che attanaglia i partiti democratici e progressisti un po’ di tutto il fu Occidente? Temo ci sia una ragione tanto grave quanto inconfessabile. Più grave perfino della deriva democratica a cui stiamo assistendo soprattutto negli Usa.

Riguarda il fatto che le destre estreme sono tornate in auge e godono della fiducia dell’ormai minoritaria parte di popolo che si reca alle urne, principalmente a causa dei disastri compiuti dagli eredi del socialismo e della cultura di sinistra in genere.

Ossia quei signori che, insieme all’acqua sporca dei regimi totalitari e dei fallimenti ascrivibili alla tradizione marxista-leninista, hanno buttato anche il bambino della giustizia sociale e, in generale, di un sistema keynesiano del welfare state con cui, dal dopoguerra fino agli ultimi anni del Novecento, si è redistribuita la ricchezza, si sono tutelati i diritti dei lavoratori e delle categorie sociali più deboli, anche attraverso un libero mercato temperato dall’intervento politico.

Sì, per accreditarsi all’ormai unico potere neoliberale emerso dopo il 1989, sono stati a cavallo del Millennio, fra gli altri i governi Clinton (Usa), Blair (Inghilterra), Schroeder (Germania) e Prodi (Italia), a smantellare lo stato sociale conquistato attraverso decenni di lotte, privatizzando molti beni pubblici, togliendo diritti e tutele ai lavoratori, deregolarizzando in maniera sconsiderata l’operatività delle banche e della finanza.

Allo stesso modo in cui il capitalismo finanziario aveva sfruttato la destra nazifascista nei primi del Novecento per disinnescare le proteste sociali derivate da un mercato iniquo, lo stesso capitalismo finanziario ha sfruttato i partiti usciti dalla tradizione socialista e progressista per ripristinare un sistema sociale in cui si è nuovamente allargata la forbice sociale della ricchezza, con disuguaglianze e privilegi che hanno riportato milioni di persone sulla soglia della povertà o comunque del disagio.

A fianco di una Sinistra che non aveva elaborato il 1989 e si genufletteva alla dottrina neoliberale, ne emergeva un’altra ammantata di “fighettismo benestante”, che mascherava con l’estremismo dei diritti civili la macelleria sociale a cui aveva contribuito (della serie: non hai di che mangiare, ma difenderò fino alla morte – ovviamente la tua – l’assoluta libertà sessuale che ti appartiene!).

Forte è il dubbio che quel cinquanta per cento e oltre di potenziale elettorato che non si reca più alle urne sia composto da chi si rifiuta di scegliere fra una Destra razzista e violenta, e una Sinistra aristocratica e lontana anni luce dai problemi concreti delle persone comuni. Oltretutto, al netto di una classe politica sempre più composta da figure incompetenti e ignoranti, oltre che a distanza siderale dalla produzione di statisti.

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