Il Matematico, il Fascista, l’Ameba e la Ceccardi
Leggo che nella trasmissione su La 7 è andata in onda uno squarcio della dabbenaggine della nostra politica: Piergiorgio Odifreddi ha ricordato un fatto storico a cui partecipò l’attuale presidente del Senato - tanta mestizia ogni volta che lo rammento - che era nel 1973 responsabile milanese del Fronte della Gioventù: durante un corteo fascista alcuni manifestanti lanciarono bombe a mano che assassinarono il poliziotto Antonio Marino di anni 22. A questo punto l’Ameba Lucrosa che conduce la trasmissione - e che non nomino per disprezzo - inizia a sbraitare, dissociandosi, Odifreddi sorridendo s’accorge di essere in un programma anomalo, grazie all’Ameba, e subito dopo entra in scena la Ceccardi ovvero, tutto quello che non si dovrebbe fare, nè dire, né ragionare sul proscenio politico: la poverina testualmente dice: “Infatti Mattarella ha dato l’incarico a un omicida. Ma di cosa sta parlando? Mattarella avrebbe dato l’incarico di presidente del Senato a uno che ha giustificato omicidi?“.
Odifreddi si sbellica, l’Ameba Lucrosa tace, non obbiettando nulla. La Ceccardi quindi, da noi pagata 15mila euro al mese, non sa, avendo il solitario neurone surriscaldato, che il presidente del Senato - che mestizia pensare all’odierno - viene eletto dai colleghi del Senato e non dal Presidente della Repubblica. Tutto questo certifica lo stato pietoso in cui versa la nostra politica, che collima con la sensazione che molti, moltissimi, si stanno modificando geneticamente, acquisendo caratteristiche simili ad un Parenzo.

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