Premessa: sono milanista ed anti juventino doc - andai a Buto in provincia di Pisa negli anni ‘80 a prendere gadgets al club antijuve poi dissolto d’autorità e ancor oggi, segretamente, mi riguardo i rigori della finale di Champions fremendo ancora allo sguardo fatale di Sheva
Cercherò di essere equilibrato.
Nella domenica dove abbiamo assistito ad un’epica vittoria nel Gigante di una ragazza che per dieci mesi, a seguito di una bruttissima caduta, si è sottoposta a dieci ore di fisioterapia al giorno per coltivare un sogno impossibile per chicchessia, emergono risvolti e critiche al miliardario mondo del pallone:
Viene coltivato e provato in allenamento il principio che per vincere a tutti i costi occorra tentare di fregare il direttore di gara. Questo modus operandi s’insinua pure nel comportamento dei giovani che s’accostano ai campetti di calcio.
Qualcuno della dirigenza interista si è speso per condannare la finzione bastoniana?
Fosse successo ad altre squadre chi ne avrebbe preso le distanze?
Il Calcio sta correndo verso un disastro annunciato da troppo tempo senza che nessuno, dal settantenne Gravina ai vari presidenti faccia qualcosa per salvarlo.
Si vedono sceneggiate in ogni campo per scontri al borotalco che sono un insulto ai valori dello sport. Guardare il sanissimo rugby ti fa comprendere l’eclatante differenza. E quello che disgusta è che questi comportamenti sono avvallati da tutte le dirigenze.
Il Var è usato in maniera idiota e molte volte accentua il dubbio. L’arbitro non è preparato a dovere, non è scaltro contro la scaltrezza dei giocatori. Ad esempio sarebbe bastato che sabato dalla sala Var avessero detto “guarda che non è fallo!” e La Penna, visto che il Var non può intervenire in questi casi, fosse andato dal guardialinee dicendogli “fai finta di dirmi che non l’ha toccato” per invalidare il furto. Ma sarebbe stato chiedergli troppo.
Il CT Gattuso ha già confermato la presenza di Bastoni in Nazionale, decisione improvvida che mi allontana definitivamente dalla stessa. Uno così, come gli altri teatranti, non è degno di vestire la casacca azzurra.
Qualcuno conosce il nome del presidente del Coni? È anche lui un settantenne, perché questi inamovibili non lasciano spazio ai giovani, a chi s’intende di sport. Altro passo decisivo verso il baratro.
Concludendo: la Lega, la Federazione, invece di parlare solo di soldi, di debiti, di tv, agisca per combattere le finzioni, aprendo al Var il controllo. Hai fatto scena? Stai fuori un mese!
Ma sarebbe troppo. I Lotito in circolazione sono ancora troppi!
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