martedì 28 luglio 2026

Inondiamoli!

 

Prendetevi 5 minuti, inondiamo di mail la RAI, di cui tra l'altro dovremmo essere attivi utenti visto che la paghiamo! 

Ma la RAI significa, da sempre, REGIME e in questa pseudo democrazia, molto più dittatura che democrazia di nero vestita, accade che un poveretto, un pennivendolo, un peripatetico giornalista dal nome Giovan Battista Brunori, commenti un servizio su un assassinio di palestinesi per mano sionista, accade che il Brunori lo racconti come un attacco di palestinesi a dei poveretti israeliani che stavano facendo un ESCURSIONE!!!!

Non restiamo indifferenti davanti a questo scempio, a questa vergognosa narrazione dei fatti.  

Pertanto, se volete, inviate una mail a questo indirizzo:  service@rai.it 

Questo il testo: 

Spettabile Rai

Mi chiamo XXXXX XXXXX  e sono una/uno telespettatore/telespettatrice del servizio pubblico radiotelevisivo.


Esprimo la mia più profonda indignazione di fronte all'ennesima e intollerabile mistificazione della realtà andata in onda sui canali Rai. Quando si racconta un conflitto nel quale sono in discussione crimini contro una popolazione civile, la scelta delle parole non è una questione di stile: decide che cosa il pubblico crede sia accaduto e chi lo abbia fatto accadere. Ribaltare deliberatamente i fatti non è cattivo giornalismo, è complicità narrativa.

Il 24 luglio 2026, al TG1 delle ore 20:00, il giornalista Giovan Battista Brunori ha aperto il servizio sui fatti di Tell con queste parole: «Vicino all'insediamento israeliano di Avat Gilad, non lontano da Nablus, un gruppo di palestinesi ha attaccato alcuni israeliani che stavano facendo una escursione e è scoppiato uno scontro».

Questa descrizione rappresenta una falsificazione vergognosa. Quel giorno un gruppo di coloni armati provenienti da quell'insediamento era entrato con la forza nelle case e nei terreni del villaggio palestinese di Tell, un'area interdetta ai civili israeliani. Il bilancio di questa aggressione è tragico: sono state uccise quattro persone della stessa famiglia, Farooq Ramadan, 41 anni, Imran, 33, Ibrahim, 31, Jawad, 28, e altre quattro sono rimaste ferite in condizioni critiche. Nelle ore successive i coloni hanno attaccato altri cinque villaggi intorno a Nablus. Definire escursionisti degli aggressori armati e descrivere come attacco palestinese il tentativo di difesa di una comunità assediata è un atto di sciacallaggio mediatico.

Non si tratta purtroppo di un episodio isolato, ma di una condotta sistematica che suscita vivo sdegno. Il 27 luglio 2025, da Kerem Shalom, lo stesso giornalista attribuiva il deterioramento degli aiuti destinati a Gaza al fatto che «non ci sono organizzazioni che lo vanno a prendere», basandosi unicamente sulle dichiarazioni del portavoce dell'esercito israeliano e senza interpellare le organizzazioni accusate. Una tesi smentita dai fatti: due giorni dopo FAO, UNICEF, WFP e OMS avvertivano che due delle tre soglie di carestia erano state superate a causa delle restrizioni imposte agli aiuti, e il 22 agosto 2025 l'IPC dichiarava ufficialmente la carestia, precisando che derivava da decisioni politiche e militari deliberate.

I giornalisti sono tenuti per legge ad attenersi ai fatti. L'articolo 2 della legge 69 del 1963 impone come obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, con lealtà e buona fede; il Testo unico dei doveri impone di verificare le fonti, di dare conto delle versioni difformi e di rettificare le notizie inesatte anche senza richiesta. Brunori ha calpestato ognuno di questi principi.

L'aggravante inaccettabile risiede nel fatto che Brunori non lavora per una testata privata, ma opera in qualità di inviato e corrispondente del servizio pubblico radiotelevisivo. Chi rappresenta la Rai ha il dovere morale, civile e professionale di garantire un'informazione terza, indipendente e accurata, libera da partigianerie e condizionamenti esterni. Il Contratto di Servizio impone alla Rai di assicurare il pluralismo e l'obiettività: trasformare la televisione di Stato nel megafono acritico della propaganda di una delle parti in causa è un tradimento del mandato democratico della Rai e un insulto alla dignità dei cittadini che sostengono e si fidano del servizio pubblico.

Davanti a questa reiterata e gravissima condotta, che tradisce la fiducia degli utenti e infanga la credibilità dell'intera azienda, chiedo fermamente al Consiglio di disciplina di esaminare i due servizi e di adottare i provvedimenti sanzionatori e disciplinari di competenza nei confronti del giornalista Giovan Battista Brunori.

Agli altri organi in indirizzo chiedo di valutare l'immediata necessità di un intervento correttivo e di una formale rettifica in prima serata.

Non si può più tollerare che il servizio pubblico si faccia megafono della propaganda di un esercito.

In fede,

XXXXX XXXXX


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