Più o meno italiani
di Michele Serra
Ha fatto bene il ministro Valditara a dire che i due studenti di Cesena che hanno esposto lo striscione «l'Italia agli italiani» non meritano sanzioni. La destra esiste, esistono gli studenti di destra, lo slogan suddetto è parte della cultura politica che governa il paese. La loro non è affatto «una provocazione», come si suole dire in questi casi. È semmai una forma di entusiasmo filo-governativo in genere poco diffuso tra gli adolescenti. Ma ci sono i conformisti anche tra gli adolescenti, e non è con le censure, i rimproveri e le punizioni che si educa al confronto politico.
Ma fa malissimo, Valditara, ad aggiungere che l'affermazione «è condivisibile perché comprende tutti i cittadini del nostro paese». Ipocrisia democristiana non degna del ministro di un governo sovranista. Quei due studenti non volevano affatto dire quello che il ministro sostiene. Volevano dire, con uno slogan nazionalista in senso antico, impermeabile ai tempi, che ci sono troppi stranieri, e questa presenza minaccia la cosiddetta identità nazionale; che esistono italiani meno italiani degli italiani, e sono quelli di origine straniera; che non devono avere gli stessi diritti e le stesse tutele di «noi italiani». Milioni di elettori lo pensano: e questo governo è in carica grazie ai loro voti.
Che due studenti abbiano diritto di pensarlo e di dirlo, è un conto. Che il ministro pensi di cavarsela travestendo da slogan inclusivo e democratico una tipica manifestazione di xenofobia, è ridicolo. Si faccia una bella assemblea scolastica dal titolo «che cosa vuol dire essere italiani», e si invitino anche i due patrioti juniores. Magari qualcuno impara qualcosa.
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