domenica 4 gennaio 2026

Eterno Giorgio

 

Mai come ora Giorgio Gaber è contemporaneo e capace di farci meditare sulle nostre nefandezze! 


C'è un'aria 

di Giorgio Gaber 

Dagli schermi di casa un signore un po' agitatoO una rossa decisa con il gomito appoggiatoTi rallegran la cena sorridendo e commentandoCon interviste e filmati ti raccontano a turno a che punto sta il mondo
E su tutti i canali arriva la notiziaUn attentato, uno stupro o se va bene una disgraziaChe diventa un mistero di dimensioni colossaliQuando passa dal video a quei bordelli di pensiero che chiamano giornali
C'è un'aria, un'aria, ma un'aria
E ogni avvenimento di fatto si traduceIn tanti "sembrerebbe", "si vocifera", "si dice"Con titoli d'effetto che coinvolgono la genteIn un gioco al rialzo che riesce a dire tutto senza dire niente
C'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca l'ariaC'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca l'aria
Lasciateci aprire le finestreLasciateci alle cose veramente nostreE fateci pregustare l'insolita letiziaDi stare per almeno diec'anni senza una notizia
E in quel grosso mercato di opinioni concorrentiPuoi pescare un'idea tra le tante stravagantiE poi ci son gli interventi e i tanti pareri alternativiChe ti saltano addosso come le marche dei preservativi
C'è un'aria, un'aria, ma un'aria
E c'è un gusto morboso nel mestiere d'informareUno sfoggio di pensieri senza mai l'ombra di un doloreE le miserie umane raccontate come film gialliSono tragedie oscene che soddisfano la fame di certi avidi sciacalli
C'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca l'ariaC'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca l'aria
Lasciateci almeno l'ignoranzaChe è molto meglio della vostra idea di conoscenzaChe quasi fatalmente chi ama troppo l'informazioneOltre a non sapere niente è anche più coglione
I servizi aggiornati testimoniano gli eventiCon audaci filmati, inquadrature emozionantiDi persone malate che non possono guarireDi bambini denutriti così ben fotografati, messi in posa per morire
C'è un'aria, un'aria, ma un'aria
Sarà che siete in preda di uno strano meccanismoIntervenire se conviene, forse è una regola del giornalismoE quando c'è una guerra allora aumenta la richiestaNon aspettavate altro, vi sbizzarite coi talk show, per voi diventa una festa
C'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca l'ariaC'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca l'aria
Lasciatemi col gusto dell'assenzaLasciatemi da solo con la mia esistenzaChe se mi raccontate la mia vita di ogni giornoFinisce che non credo neanche a ciò che ho intorno
Ma la televisione che ti culla dolcementePresa a piccole dosi direi che è quasi un tranquillanteLa si dovrebbe trattare in tutte le famiglieCon lo stesso rispetto che è giusto avere per una lavastoviglie
C'è un'aria, un'aria, ma un'aria
E leggendo i giornali con un minimo di ironiaVi dovremmo sfogliare come romanzi di fantasiaChe poi il giorno dopo o anche il giorno stessoVanno molto bene per accendere il fuoco o per andare al cesso
C'è un'aria, un'aria, ma un'ariaC'è un'aria, un'aria, ma un'ariaC'è un'aria, un'aria, ma un'ariaChe manca, che manca, che manca l'aria

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