Potrebbe essere lui, chi lo può dire. Ma questo signor Julien Beytrison, che sul suo Instagram posta il lutto per la tragedia di Crans-Montana, in un certo senso è colluso con quanto accaduto, come da sistema attualmente in auge in questo disastrato mondo. Perché il sig. Beytrison, come riporta Repubblica oggi, è il proprietario di tutto l’edificio che a piano terra ospita Le Constellation, gestito dagli affittuari Jacques Moretti e dalla moglie Jessica Maric.
Ebbene, dove sta il punto? Nell’affitto che, stando a fonti anonime, il signor Beytrison chiedeva ai Moretti e che, tradotto in euro, ammonta a quasi 43.000 euro mensili.
Ora, senza esagerare e soprattutto senza scagionare nessuno, appare evidente che se tu, proprietario, sei lasciato libero di chiedere 43.000 euro di affitto al mese, in un certo senso agevoli, nella mente di coloro che dovranno accollarsi tale spesa, la ricerca di escamotage atti a inglobare quel costo nel tornaconto generale, spronandoli a trovare lucro in ogni angolo del bar, o pub, o taverna che gestisci.
E che fecero, ad esempio, i coniugi Moretti allorché rammodernarono il locale? Semplice: aggiunsero più tavoli nel piano inferiore diminuendo la larghezza della scala che porta al piano superiore e alle relative uscite: da 3 metri, com’è nei primi gradini, a un solo metro — un solo metro — nella sua continuazione.
Il locale, infatti, come tutti i locali di quella tipologia, non faceva pagare nulla all’ingresso: solo il bere era a pagamento. Nella notte maledetta una bottiglia di champagne costava 250 euro, una di vodka 300. Bevevano tutti, chiaramente, pure i minorenni, visto che i controlli non esistevano.
E alle bottiglie quadruplicate nel costo veniva pure allegata la candela mefitica, una delle quali è all’origine del disastro.
Quindi siamo alle solite: se nessuno, in ogni dove, ha il coraggio di ergersi a normodotato dicendo — anzi, intimando — «un affitto così alto non te lo permetto. Ci sono dei parametri invalicabili!», si crea l’ormai consueta filastrocca mefitica: l’affitto è alto → diminuiamo le spese per la sicurezza → aumentiamo i posti a sedere fino a stipare come bestie gli avventori → sfanculiamo i divieti dovuti all’età acerba dei giovani → vendiamo alcolici a prezzi stratosferici facendo credere che sia figo sperperare denaro alla capocchia di caxxo.
Restano le macerie delle dolorose morti di minorenni, del ferimento di tanti giovani, a certificare che questa modalità affaristica travalica ragione e decenza, mistificando la realtà e trasformando la massa, che siamo noi, in una confraternita di poveri coglioni.

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