martedì 20 gennaio 2026

L'Amaca

 

Invaderà

anche la Norvegia? 


di Michele Serra 

La lettera di Trump al presidente della Norvegia non sarebbe stata concepibile nemmeno dal più geniale sceneggiatore di film comici di tutti i tempi. Per dire: neanche Mel Brooks, neanche Monty Python. È un capolavoro di nonsense, una parodia feroce (quanto involontaria) della megalomania del potere, un esercizio di scuola sulla instabilità psichica che si attribuisce ai dittatori.

Partiamo dalla forma: lamentarsi con il presidente della Norvegia per non avere ricevuto il Nobel per la Pace è come protestare con la Casa Bianca perché il proprio film non ha vinto l'Oscar. La Norvegia in quanto Stato c'entra zero con il comitato indipendente, e di composizione internazionale, che assegna i Nobel.

Passando poi al contenuto, spero che abbia già fatto il giro del mondo per quanto è esilarante: siccome non mi avete dato il Nobel per la pace — dice quasi esplicitamente Trump, ma alla persona sbagliata — allora non potete pretendere che io non invada la Groenlandia. Alla stessa stregua, gli scienziati non premiati dal Nobel potrebbero dire, per ripicca: siccome non mi avete dato il Nobel per la fisica, allora mi rimangio tutti i miei studi e vi dico che l'atomo non esiste e la materia è fatta di marzapane.

Viene perfino il sospetto che Norvegia e Danimarca, nella mente rudimentale dell'attuale presidente degli Stati Uniti, in questo democraticamente simile a quella di molti suoi elettori, siano su per giù la stessa cosa: paesi molto freddi del Nord Europa, tutta roba che con la Groenlandia c'entra sicuramente.

So bene che cosa state pensando: il momento è gravissimo, cosa c'è da ridere? Che una persona di zero cultura e di smisurata prepotenza sia il padrone del mondo, dovremmo considerarla una cosa buffa? La risposta è sì. Il fatto che un buffone possa mettere in ginocchio il mondo non significa che non sia un buffone.

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