«Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni lo deridevano, altri dissero: "Su questo ti sentiremo un'altra volta."» (At 17,32)
Entrando nel cono d'ombra di questo giorno speciale per i credenti, le parole pronunciate dai filosofi greci nell'Areopago dopo che Paolo, da loro definito cianciatore, turbato per aver visto ad Atene moltissimi idoli, ed espostosi a parlare del Figlio di Dio che morendo e risorgendo salva l'uomo, viene appunto deriso tra ilarità e sfottò, suonano oggi più che mai come un'eclatante manifestazione del superamento di quanto narrato negli Atti degli Apostoli: dalla derisione infatti siam passati all'uso bellico della Parola, al travalicamento di ogni decenza comportamentale, alla presenza indecente di psicopatici come quella signora infoiata che proprio ieri ha divinizzato Trump, sconquassando cielo e ragione.
Se molte guerre sono state scatenate per combattere fanatismi, integralismi islamici, signori sappiate che il fanatismo e l'integralismo ora li abbiamo, per così dire, in casa. Guardate quei pazzi posizionati dal loro mentore Psicopatico in ogni angolo del potere a stelle e strisce: stordisce cuori e menti sane!
San Paolo deriso è canovaccio di questi tempi lugubri. Il cattolico è costantemente deriso, a meno che non edulcori la propria fede, trasformandola in sistema di potere, di affermazione.
Vivere il triduo pasquale oggi presuppone una fermezza importante. La critica di chi deride stride con i gesti di farsi prossimo proposti dalla liturgia; i commenti che rincorrono differenze annacquate col predecessore possono in parte essere avvalorati, ognuno in fondo rimane sé stesso, a cominciare dalla messa di ieri in Cena Domini, tra i fasti del Laterano e l'andare di Francesco nei luoghi di sofferenza come le carceri.
Condivido la scelta di Leone di celebrare nella sua Cattedrale, nel sedersi sulla Cattedra dove solo lui può sedersi, essendo Vescovo di Roma, e Papa perché Vescovo di Roma. E dalla Cattedra Leone è stato chiaro e determinato: Dio non può essere usato per uccidere popoli, per aumentare potere e ricchezze, leggasi idoli contro cui Paolo combatté all'epoca, finendo deriso dai sapienti.
Ma oggi è basilare piantarla qui, cercando quel silenzio assordante, squarciato dalle grida del Matteo di Bulgakov, capace di posizionarci nella condizione naturale che ci spetta. Senza fronzoli né ipocrisie.
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