sabato 24 gennaio 2026

L'Amaca

 Tutti gli uomini del Presidente 

di Michele Serra 

Si dice che Lenin, per lodare il comunismo, sostenesse che anche la sua cuoca, nella nuova società, sarebbe stata in grado di governare. Ma né la cuoca di Lenin né la casalinga di Voghera, a conti fatti diversamente illuse, sono riuscite a spuntarla.

I vecchi assetti del potere si sono lasciati appena scalfire dalle due grandi illusioni del Novecento, la rivoluzione socialista e la democrazia. E difatti siamo qui a fare i conti con la sola figura davvero dominante, che è l’affarista di Mar-a-Lago.

Con tutti i suoi derivati. Il finanziere, l’immobiliarista, lo speculatore, il manipolatore di bitcoin, il giocatore in Borsa: in parole semplici, il ricco nel suo modello invariabile — maschio bianco ricco.

Non c’è uno, dico uno, degli uomini del presidente che non corrisponda a questo cliché. Non c’è un tramviere, un operaio, un insegnante, un geologo, un elettricista, un politico; e tantomeno una tramviera, una operaia, una insegnante, una geologa, una elettricista, una politica. Fanno tutti lo stesso lavoro: l’uomo bianco molto ricco.

Il nuovo nome, ennesimo, è tale Josh Gruenbaum, 40 anni, ultimo arrivato nello staff di negoziatori americani per la guerra in Ucraina. Viene dal mondo finanziario: gestione fondi di investimento.

Sono fatti con lo stampino, gli uomini di Trump. Sono un comitato d’affari, stufo della democrazia e delle sue regole, effettivamente ingombranti, che ha deciso di mettersi al timone in prima persona.

Anche nell’ipotesi che siano abili (ladri, ma abili), quello che li distruggerà è la loro monotonia. Sono tutti uguali, sono tutti la stessa persona. L’umanità non è disposta a morire di noia.

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