lunedì 23 gennaio 2023

Pulizia


Come sempre pagheranno i tifosi, anche nel caso odierno di Madama, e il bello è che o mormorii sono indirizzati verso il potere calcistico, al grido di ingiustizia, e non verso la dirigenza dimessasi e capeggiata dall’Agnellino. Probabilmente per qualche anno non potremo gareggiare nei sani sfottò, sale del tifo dignitoso che aborra violenza e slogan razzisti. Nella peggiore degli ipotesi infatti i bianconeri potrebbero venir allontananti per qualche anno dalle coppe, nostro godimento infinito, retrocessi in B e spogliati di alcuni scudetti dei nove anni di vittorie consecutive. Tutto questo perché hanno lasciato che lestofanti dirigessero la squadra con una netta impronta antisportiva. Il calcio è malato nelle fondamenta, quello italiano ancora di più. Occorre ripulire ogni anfratto, dalle scrivanie agli armadietti pregni di medicinali. Per il bene dello sport più bello del mondo.

domenica 22 gennaio 2023

Fine match




Domandina

 


A pensarci bene...

 

Bavagli intermittenti
di Marco Travaglio
Le cartelle cliniche e le interviste ai medici sul percorso esatto delle metastasi su per le budella del boss. Tutta la chemio minuto per minuto nel carcere dell’Aquila. L’armadio di casa con vestiti e mutande, si spera pulite. I video del Gico che perquisisce il “covo” in presa diretta. I preservativi e il Viagra nei cassetti e i poster del Padrino e del Joker alle pareti. I testi dei pizzini a tizio e caio. I selfie, gli sms e i vocali a complici, sanitari e pazienti. I nomi e le foto di “favoreggiatori” indagati e di parenti e amici non indagati. Vespa che domanda al colonnello del Ros: “Le donne andavano a letto con Bonafede o con Messina Denaro?”. Perfino la conferenza stampa dei procuratori col nome dell’arrestato e i dettagli dell’arresto, per non parlare del filmato del défilé sulla scala della clinica, dell’audio dell’arrestato che declina le sue generalità, delle altre frasi dette agli inquirenti e ai compagni di cella.
Tutto ciò che avete saputo dai media (incluso il Fatto) della cattura di MMD è proibito dalle leggi: quella sulla Privacy (vietate le notizie sulla salute), il Codice di procedura penale che tutela il segreto investigativo (vietate le notizie penalmente rilevanti e a maggior ragione i video dei blitz), il bavaglino Orlando (vietato divulgare e pure trascrivere intercettazioni e altri elementi penalmente non rilevanti), il bavaglio Cartabia (vietato agli inquirenti dire i nomi degli arrestati e i motivi per cui sono finiti dentro). Se al posto di MMD&C. ci fosse un qualsiasi politico o imprenditore, oggi non assisteremmo ai festeggiamenti per lo storico successo dello Stato, ma a un bombardamento a tappeto contro i pm, le forze dell’ordine e i giornalisti che violano più leggi che l’arrestato, esponendolo alla gogna e rovinandogli la reputazione. Perché nessuno protesta? Perché l’arrestato è un mafioso. I politici si pavoneggiano per i meriti di pm e forze dell’ordine, ben felici che siano prodighi di notizie e immagini (vietate). E i giornali devono soddisfare le curiosità dei lettori, quelle lecite e pure quelle morbose. Tanto, almeno finora, non è uscito nessun nuovo politico colluso e quelli vecchi già condannati (Dell’Utri, Cuffaro, D’Alì ecc.) si finge che colludessero con un’altra mafia. Noi abbiamo sempre combattuto tutti i bavagli – di B., di Orlando, di Draghi e Cartabia – e rivendicato l’obiezione di coscienza per dare ai lettori tutte le notizie di pubblico interesse, penalmente rilevanti o irrilevanti che siano. Su mafiosi, criminali comuni e colletti bianchi. Ma contro i bavagli Orlando e Cartabia eravamo soli e tacciati di “voyerismo giustizialista”. E ora siamo curiosi di sapere perché i giornaloni che li esaltavano se li strappano, e solo su MMD: il vostro “garantismo” è uguale per tutti, o vale solo per lorsignori?

sabato 21 gennaio 2023

Mandiamolo a casa!

 

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Mandiamo a casa il disastroso ministro della Giustizia Nordio! 

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Daje Marco!

 

Il ministro umarell
di Marco Travaglio
Il cosiddetto ministro della Giustizia Carlo Nordio può dirsi soddisfatto. Un mese fa abbiamo lanciato un sondaggio online per eleggere il peggior Guardasigilli di sempre e ha vinto lui, scavalcando impiastri di tutto rispetto come Biondi, Castelli, Alfano e Cartabia. Ieri la raccolta di firme per cacciarlo ha superato le 40 mila in mezza giornata. Del resto, ci voleva del talento per trasformare un colpo di fortuna per il governo come l’arresto di MMD in un suicidio di massa, dichiarando guerra ai pm e agl’investigatori che l’hanno messo a segno. Chissà cosa ci ha trovato in lui la Meloni per strapparlo al suo habitat naturale – Forza Italia – e candidarlo al Quirinale, poi alla Camera, infine alla Giustizia. Perché di Nordio tutto si può rimproverare fuorché di nascondere le sue pessime intenzioni. È da quando, nel 1995, Craxi latitante ad Hammamet fu intercettato al telefono con un certo Salvatore (poi risultato essere l’avvocato Lo Giudice, che definiva Nordio “uno fidato con cui stiamo lavorando assieme” contro il pool Mani Pulite), che detesta le intercettazioni e i magistrati più bravi di lui (cioè quasi tutti).
Se FdI voleva accreditarsi come una destra nuova e diversa, legalitaria, devota a Borsellino e alla “certezza della pena”, l’ultimo da ingaggiare era lui. Anche perché è talmente pieno di sé da ignorare il consiglio di starsene zitto e buono per un po’, lasciare che gli italiani si scordino la cattura di MMD, e poi infilare la schiforma delle intercettazioni in qualche leggina sulla foca monaca fra luglio e agosto, quando la gente è al mare. Mentre Meloni&C. gongolavano perché l’arresto eccellente distraeva l’attenzione dalle loro figure di palta su condoni, rave, cash, pos e accise, lui si precipitava ad aggiungerne un’altra. E col solito stile dell’orecchiante che parla per sentito dire di cose che non sa, ma con gran prosopopea, come gli umarell ai cantieri. Uso ai salotti di Cortina e alle terrazze romane più che alle aule giudiziarie, s’è infilato in chiacchiere da bar sulle intercettazioni che rovinano i galantuomini (tipico cruccio dei riccastri e delle damazze che temono per l’argenteria), i pm che intercettano a casaccio, i marescialli che poi chissà cosa trascrivono, signora mia dove andremo a finire. Ha spacciato condannati e prescritti per innocenti perseguitati e tizi mai intercettati per vittime delle intercettazioni. E ha paventato un altro Parlamento “supino ai pm”, quando gli ultimi otto parlamenti hanno varato un centinaio di leggi anti pm e pro delinquenti. Senz’accorgersi che, specie nel post-MMD, all’ipotesi di un Parlamento supino ai pm antimafia, la gente risponde: magari! Quando Meloni&C. lo restituiranno alla sua vera vocazione, quella di umarell, sarà sempre troppo tardi.

Sfottò gioioso