domenica 11 dicembre 2022

Senza rete

 


Probabilmente il fatto che vi fossero in ballo i socialisti ha avuto lo stesso effetto sugli inquirenti come quando arriva in aeroporto qualcuno da Bogotà, gli si è accesa la lampadina! Leggere questa storia conferma un dogma: coi soldi si può far tutto e non solo c'è anche una domandina, quasi una strenna natalizia: quanti cialtroni in giro sono disposti a far collassare la verità in cambio di ninnoli? 

Prendete questo Antonio Panzeri, di quella sinistra oramai collusa con quell'affarismo generato dalla smania di rimanere graniticamente in auge nel politichese deteriorato che molti allocchi ancora oggi scambiano per Politica. Tre anni fa questo signore dichiarava: 

"Il Qatar è sulla strada giusta per le riforme in diversi settori, il Paese può essere considerato un riferimento per i diritti umani. Si tratta di sforzi encomiabili. Il Qatar ha avviato uno sviluppo positivo."


Aveva il fegato di dire questi sbeffeggi alla dignità, pur sapendo che poveretti morivano come mosche edificando quelle cattedrali nel deserto che stiamo ancora vedendo in tv, avendo da poco lasciato la presidenza della sottocommissione del parlamento europeo per i diritti umani! Vi rendete conto della cialtronaggine? 


E quel Luca Visentini promosso a capo del sindacato mondiale? Queste le sue parole di pochi mesi fa: 


«Il Qatar dovrebbe essere visto come una storia di successo. La Coppa del Mondo è stata un’opportunità per accelerare il cambiamento e queste riforme possono costituire un buon esempio da estendere ad altri Paesi che ospitano grandi eventi sportivi». 


E poi c'è lei, l'Eva Kant di Bruxelles, la bellezza seducente vice presidente del parlamento con in casa i sacchi di soldi che suo padre ha pure tentato ieri di portar via, senza per fortuna riuscirci. La bella Eva Kaili - Kant che solennemente dichiara:


«Il Qatar è all’avanguardia nei diritti dei lavoratori, nell’abolizione della kafala (un sistema per cui il datore di lavoro è anche il tutore legale del lavoratore straniero). Alcuni qui chiedono di discriminarli. Li bullizzano e accusano di corruzione chiunque parli con loro o si impegni. Ma ancora, prendono il loro gas. Sono buoni vicini e partner. Hanno già raggiunto l’impossibile».


Lo schifo, la nausea raggiunge vette inesplorate a leggere le parole di questi vigliacchi, soprattutto perché ballano circa 6500 morti di poveracci trattati da schiavi e pagati una miseria, mentre questi bastardi hanno arraffato centinaia di migliaia di euro, e chissà quanti ancora ce ne saranno a piede libero, perché questo signori e signori è un sistema, un sistema sorto grazie a Madama Burocrazia che regna sovrana sulle nostre teste, che permette ad un luogo che dovrebbe essere di unione, di agevolare le foraggiate lobbistiche che mai si fermeranno visto che alimentano il giro sostenitore di amebe senza alcuna impalcatura di dignità, capaci di vendere e contraddirsi dietro lauto compenso. 

E quei cazzo di qatarini empi, pregni, satolli, convinti di poter comprare tutto e tutti grazie al fatto di essere seduti sopra alla Flautolenza di Madre Terra! 


Panzeri pare fosse coadiuvato nelle operazioni di regalia da moglie e figlia, quest'ultima avvocato, che si occupavano prevalentemente di trasportare i doni e di progettare vacanze faraoniche alla faccia dei 6500 di cui sopra!


Ma l'aspetto più tremendo, diabolico, emergente da questa vicenda è il nascondersi dietro delle organizzazioni solo simbolicamente umanitarie: l'Ong "Fighit Impunit" che pare fosse il volano della corruzione, Panzeri aveva costruito il suo sepolcro imbiancato e chissà che risate tra le valanghe di euro che si saranno fatti i suoi sodali! 

L'altra Ong No Peace without justice, il cui presidente Niccolò Figà-Talamanca risulta anch'egli arrestato. 


Insomma un classico esempio di mondo di merda, come se ne trovano ovunque, alterante valori e regole prime, capace di cancrenizzare ogni cosa, travalicante principi e diritti in nome del tornaconto personale. 


Gentaglia senza scrupoli, capace di tutto. E noi andiamo a caccia di coloro che scrivono sui muri e auspicano una rivoluzione affossante tutto questo sterco! 


Che pena, che disgusto!  




Corruzione

 

Rimozione forzata
di Marco Travaglio
Mezzo milione cash nella cassaforte di casa, sacchi di contanti nel soggiorno, un padre che tenta la fuga con valigioni pieni di banconote, ferie da favola a sbafo, carte di credito intestate a prestanome. Le scene svelate dall’inchiesta sugli eurodeputati a libro paga del Qatar non sono che l’antipasto di uno scandalo gigantesco. Salvo pensare che per comprarsi il Mondiale più scandaloso della storia i munifici emiri si siano accontentati di ungere i papaveri della Fifa, un sindacalista italiano, un ex eurodeputato italiano, il suo portaborse e la fidanzata greca di quest’ultimo, vicepresidente del Parlamento europeo, più alcuni socialisti belgi. La destra esulta con la consolazione dei dannati (“Evviva, ruba pure la sinistra!”). E la sinistra, mentre tuona contro il cash libero e le altre salva-evasori meloniane, tace o balbetta. Come sui 24 mila euro nella cuccia del cane di Cirinnà & Montino a Capalbio: nulla di penalmente rilevante, ma eticamente forse sì. Come su Nicola Oddati, membro della direzione nazionale del Pd e responsabile delle “Agorà” di Letta, beccato a gennaio alla stazione Termini dalla Polizia con 14 mila euro in tasca: indagato per associazione per delinquere e corruzione su vari appalti fra la Campania e la Puglia (era pure commissario a Taranto), si dimise dagli incarichi e non se ne parlò più.
Appena evochi la “questione morale” di Berlinguer, salta sempre su qualcuno a irridere la sua “diversità” da Craxi (che lui chiamava “il gangster”) e a parlare dei rubli da Mosca (paralleli ai dollari da Washington a Dc&C). Un modo per buttare la palla in tribuna, perché Berlinguer e i berlingueriani erano davvero “diversi”. Nel 1983 Diego Novelli, sindaco di Torino, appena seppe da un imprenditore che pagava mazzette e mignotte ai suoi assessori socialisti, lo fece scortare in Procura a denunciarli. Scattarono gli arresti, la giunta rossa cadde e Novelli fu cazziato da Giuliano Amato per non aver “risolto politicamente la questione”. “Moralista” e “manettaro” (“giustizialista” ancora non si usava). Fra la linea Berlinguer-Novelli e la linea Amato, a sinistra molto prima che a destra, vinse la seconda. Centinaia di scandali, mai un dibattito serio e autocritico. Tanto, dall’altra parte, c’era B., il grande alibi e parafulmine che oscurava tutti gli scandali della sinistra. La pacchia, per i figli illegittimi di Berlinguer, finì con l’arrivo dei 5Stelle, che la legalità, oltre a predicarla, finora l’hanno praticata nelle leggi e nelle condotte personali; e con il declino del Caimano, che lascia la sinistra affarista e furbastra nuda come mamma l’ha fatta. Chissà se, di qui al congresso, almeno uno dei candidati o degli 87 saggi spenderà due parole o due righe su un dettagliuccio rimosso da oltre 40 anni: la questione morale.

L'Amaca

 

Che prezzo hanno le buone cause
DI MICHELE SERRA
Se le accuse contro la piccola lobby filo-Qatar al Parlamento Europeo saranno confermate, sarebbe doppiamente grave. Perché è grave la corruzione in sé, specie se si cede alla tentazione nella veste di rappresentanti degli elettori: è il tradimento di un mandato e dunque un tradimento della democrazia.
E poi perché, nello specifico, la corruzione dimostrerebbe che ha ragione chi sostiene che il solo vincolo tra Paesi arabi e Paesi occidentali sia l’interesse economico. I quattrini.
Il business a tutti i livelli, quello alto e quello basso, gli affari miliardari, per esempio sugli armamenti, e i traffici miserabili, per esempio le vacanze pagate.
Ho letto il discorso che la deputata socialista greca Kaili (attualmente detenuta in Belgio) ha fatto nel merito dei Mondiali in Qatar. In buona parte lo condivido: dice, in sostanza, che non è con la spocchia che si esercita la difesa dei diritti. La democrazia non si esporta con la guerra, ma nemmeno con il moralismo presuntuoso. I Paesi arabi sono giovani — a differenza degli europei — e dinamici, con loro ci si deve confrontare, le lezioncine servono a poco, la coerenza nei comportamenti è tutto.
Ecco, scoprire che questi ottimi propositi possono essere stati alimentati dalle banconote, non dall’impegno politico, è desolante. Le buone cause richiedono la trasparenza di chi le sostiene. Il pezzetto di sinistra europea coinvolta, con familiari al seguito, in questa vicenda, dovrà rispondere non solamente ai giudici, anche agli elettori. E a se stessa.

sabato 10 dicembre 2022

Ha ragione!



Chi ha commesso crimini e massacri sta facendo l’albero. Chi quei crimini e quei massacri li ha mostrati per darci la possibilità di conoscere, passerà il dodicesimo Natale di fila in prigionia. Chi resta zitto, è complice. #FreeAssange

Travagliante

 

Belgio-Italia 10-0
di Marco Travaglio
La destra, Salvini in testa, ha subito rilanciato sui social la notizia dell’inchiesta belga sull’ex eurodeputato Pd (ora in Articolo Uno) Antonio Panzeri, sul suo assistente, sul sindacalista Luca Visentinie sulla vicepresidente del Parlamento Ue, indagati, perquisiti, arrestati e interrogati per “organizzazione criminale”, corruzione e riciclaggio con l’accusa di aver intascato mazzette dalla lobby dei Mondiali in Qatar. Chi non può dimostrare che i suoi non rubano si consola col fatto che rubano anche gli altri. Ma l’esultanza della destra per i guai della sinistra è un boomerang: l’indagine è la più plateale smentita alle panzane sulla giustizia diffuse da Nordio e tutto il governo. Quelli che lorsignori chiamano “scontro fra magistratura e politica”, “persecuzione giudiziaria”, “attacco delle toghe politicizzate agli avversari politici”, nel mondo normale si chiama “indagine per corruzione” (e i corrotti non possono che essere pubblici ufficiali: politici e amici loro), che comporta indagini, perquisizioni, arresti e intercettazioni. Quello che lorsignori chiamano “spionaggio per rovinare la reputazione delle persone”, nel mondo normale si chiama “intercettare e perquisire sospetti delinquenti”: infatti pm e polizia del Belgio hanno perquisito case e uffici delle persone coinvolte, indagate e non (o non ancora), requisito la refurtiva e sequestrato telefoni e pc per risalire a chiamate, messaggi e mail.
Quelle che lorsignori chiamano “lesioni delle guarentigie degli eletti dal popolo”, nel mondo normale si chiama “soggezione di tutti i cittadini alla legge”: infatti a Bruxelles hanno arrestato un ex eurodeputato e la vicepresidente in carica del Parlamento Ue, Eva Kaili, come cittadini normali. Quella che lorsignori chiamano “gogna mediatica”, “violazione del segreto istruttorio”, “circo mediatico-giudiziario”, “lesione della privacy e della presunzione di innocenza”, nel mondo normale si chiama “informazione”: i pm hanno diffuso un comunicato sul blitz, incluso il ritrovamento di 500 mila euro in contanti a casa di Panzeri; i giornalisti hanno dato la notizia; e nessuno di loro rischierà ispezioni o indagini per quel che ha detto o scritto. Quella che lorsignori chiamano “libertà di contanti” contro l’“illiberale obbligo del Pos” e la “cultura giustizialista” nel mondo normale si chiama “sospetto di corruzione, evasione e riciclaggio”: se un politico tiene in casa mezzo milione cash, è lui che deve giustificarne la provenienza. Perché lo stipendio i politici non lo ricevono in contanti, le mazzette sì. E più alto è il limite ai pagamenti cash, più è facile per il corrotto spenderle o immetterle nel circuito legale senza destare sospetti. Meloni, Salvini, Nordio, Sisto&C. lo capiscono da soli, o serve un disegnino?