Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 11 febbraio 2022
Marco e Zanda
Effetto Fassino-Zanda
di Marco Travaglio
Quando per i 5Stelle tutto sembra perduto, arriva sempre il Pd a salvarli. In fondo, se il Pd fosse veramente il Partito democratico, il M5S non esisterebbe: nacque nel 2009 proprio perché il Pd fu così democratico da stracciare la tessera a Grillo che minacciava di candidarsi alle primarie col suo programma partecipato in Rete. Disse allora il profeta Fassino: “Se Grillo vuole far politica, fondi un partito e vediamo quanti voti prende”. Un anno prima, il noto portafortuna (per gli altri) aveva detto a Padellaro, direttore libero dell’Unità: “Se vuoi scrivere quello che vuoi, fonda un giornale e vediamo chi lo legge”, fondando il Fatto e affondando l’Unità. Nel 2015 l’Isaia della Mole benedisse la Appendino pensando di maledirla: “Facile criticare, si candidi a sindaca e poi vediamo”. Infatti l’anno dopo vide la Appendino stracciare Fassino. Al quale ogni grillino che si rispetti eresse in casa propria un altarino, con foto, fiori e ceri votivi. Ieri il pover’uomo è tornato sul luogo del relitto: “Le mie profezie si avverano, bisogna solo aspettare che passi il tempo: il M5S ha perso un sacco di voti e i torinesi han scelto un altro sindaco”. Non s’è accorto che: il Pd i voti li ha dimezzati; a Torino la Appendino non era candidata; e il sindaco Pd ha vinto con meno voti di quelli serviti a lui per perdere nel 2016. Ora, grazie all’effetto Fassino, c’è da attendersi un brusco aumento di consensi ai 5Stelle.
Poi c’è l’effetto Zanda, l’arzillo lobbista di De Benedetti che, diversamente da Fassino, non siede in Parlamento da 6 legislature, ma da 5. Ieri ha intimato a Conte di “rispettare le sentenze”, darsi “regole chiare” e non rinunciare a Di Maio perché “i 5Stelle non possono fare a meno di lui”. L’ennesima medaglia per Luigi Di Mario. Quanto al rispetto delle sentenze, quel pesce di nome Zanda parla dell’ordinanza cautelare del Tribunale civile di Napoli, che non è una sentenza e non ha suscitato la minima parola irrispettosa di Conte: è Renzi che insulta, calunnia e denuncia i suoi pm, ma l’ex (?) renziano Zanda fischietta. Quanto alle “regole chiare”, deve trattarsi di quelle del Pd, che trucca spesso le sue primarie con cinesi e magrebini tesserati last minute e prevede l’incandidabilità di “chi ha ricoperto tre mandati consecutivi”: tipo Zanda, che ne ha ricoperti 5. Da mesi il Pd lancia attacchi e segnali di insofferenza al M5S, che nel 2019 ebbe il solo torto di riportare al governo i dem sconfitti; e avance a B., Iv e Calenda con le scuse del “campo largo” e della “maggioranza Ursula”. È il nuovo-vecchio Pd del giovane- vecchio Letta, l’opposto di quello di Zingaretti (vedi anche il doppio gioco sul Quirinale). Più i 5Stelle se ne terranno alla larga, meglio sarà per loro e per tutti.
giovedì 10 febbraio 2022
Open travagiliata
Tutti uguali tranne due
di Marco Travaglio
A chi dice “Sono tutti uguali”, segnaliamo quanto segue. I 5Stelle si vedono congelare il leader dal Tribunale civile di Napoli per averlo eletto in base al proprio regolamento interno che l’ordinanza cautelare afferma non esistere e invece esiste dal 2018; il fondatore Beppe Grillo commenta: “Le sentenze si rispettano” (anche se quella non lo è). La Procura di Milano chiede la condanna a 8 mesi di carcere per il tesoriere della Lega, il deputato Giulio Centemero, per un finanziamento illecito di 40mila euro da Caprotti, passato per l’associazione “Più voci” e finito a Radio Padania e ad altre attività politiche del partito; nessun commento da Salvini. La Procura di Firenze chiede il rinvio a giudizio per Renzi, Boschi, Lotti, Bianchi, Carrai, altri 6 imputati e 4 società per l’inchiesta Open, con accuse che vanno dal finanziamento illecito alla corruzione, dal riciclaggio al traffico d’influenze illecite. L’imputato Renzi, nel felicitarsi perché “finalmente inizia il processo nelle aule”, rinverdisce i fasti del collega B. denunciando i pm per abuso d’ufficio, cioè per aver violato l’art. 68 della Costituzione: quello che vieta di perquisire i parlamentari. Purtroppo, all’epoca dei fatti contestati, Renzi non era senatore e non aveva alcuna immunità; e i messaggi e le chat agli atti sono stati estratti dai cellulari sequestrati ad altri indagati, non a lui. Ma per lui il “lei non sa chi sono io” tipico dei marchesi del Grillo si coniuga in formato extralarge: “Lei non sa chi ero io e chi sono i miei compari”.
Già che c’è, il noto garantista di scuola Rondolino procede alla character assassination dei tre pm: Creazzo “sanzionato per molestie sessuali dal Csm” (sanzione già impugnata in Cassazione e nessun processo penale); Turco “volle l’arresto dei genitori di Renzi poi annullato dal Tribunale della Libertà” (arresto disposto non da Turco, ma dal gip e annullato per cessate esigenze cautelari, non per innocenza, infatti i due sono stati rinviati a giudizio); e Nastasi “accusato da un ufficiale dell’Arma di aver inquinato la scena criminis della morte del dirigente Mps David Rossi” (accuse postdatate, tutte da dimostrare e mai approdate a un processo). Che c’entra tutto ciò con l’inchiesta Open? Nulla, a parte il penoso e disperato tentativo di coprire i fatti. Che, a prescindere dagli aspetti penali, hanno già immortalato i fedelissimi del fu premier intenti a screditare politici e giornalisti liberi e a fare marchette con norme e fondi pubblici a chi foraggiava la cosiddetta fondazione. Soldi poi usati per viaggi privati, cellulari, tablet, pranzi, “spuntini”, giù giù fino ai 7,5 euro rimborsati a Renzi nel 2014 per “Auguri Natale Quirinale”. Più che finanziamento illecito, accattonaggio molesto.
L'Amaca
Un pezzo della vostra anima
di Michele Serra
Se il conflitto tra associazioni studentesche e ministero sulle prove scritte alla maturità appassiona tanto, è perché sotto (o sopra) il problema contingente si tocca un argomento davvero epocale (termine spesso sprecato; qui lo spendo, spero, con ragione).
Il problema contingente: due anni di didattica a distanza e di socialità ridotta hanno sicuramente influito sulla preparazione dei ragazzi, nonché sulle loro condizioni psicologiche. Di qui il timore che una maturità “tradizionale” non tenga conto delle condizioni di emergenza che l’hanno preceduta.
L’argomento epocale: il tema d’italiano, che serve a dimostrare la padronanza di pensiero e di espressione del suo autore, è largamente la meno “tecnica” delle prove d’esame.
Può prescindere, teoricamente, da qualunque competenza specifica e da qualunque indirizzo professionale. Fa parlare una persona prima ancora che uno studente. Mostra una persona prima ancora che uno studente.
Al già ricco dibattito in corso mi permetto dunque di aggiungere questa considerazione.
Battersi contro l’alternanza scuola-lavoro e contro la prova scritta di italiano è in palese contraddizione. L’alternanza scuola-lavoro è la più diretta espressione di un’idea di scuola fortemente indirizzata alla collocazione professionale dei ragazzi. Il tema d’italiano è l’ultimo bastione “umanistico” — aggettivo che rischia di sembrare provocatorio nella contingenza storica — contro questo indirizzo.
Necessità di sintesi mi hanno obbligato a scrivere in modo drastico cose di grande complicazione. Era per dire: se volete essere studenti per voi come persone, non per voi come ingranaggi del mercato, il tema di italiano lo dovete difendere come un pezzo della vostra anima.
mercoledì 9 febbraio 2022
Che sport!
Ammesso e non concesso di essere troppo abbacinato da uno sport che fa correre ventidue giocatori attorno ad una palla, mi chiedo però come sia possibile praticare una specialità di questo tipo, dove due atleti si sdraiano uno sull’altro sopra uno minuscolo slittino, per sfrecciare ad oltre cento chilometri dentro uno striminzito pertugio di ghiaccio. Il primo atleta non vede neppure la pista avendo il compagno sopra; e quest’ultimo invece passa tutta la durata della prova a pregare affinché lo slittino non si blocchi improvvisamente, per ovvie ragioni di preservation. Stanno entrambi nella posizione tipica di quando sei sdraiato in spiaggia e t’accorgi che sulla battigia sta transitando lemme lemme una delle inconfutabili attestazioni della maestosità del creato. Un’impercettibile disattenzione di uno dei due distesi, probabilmente anche una flautolenza, può spararli assieme allo slittino a sfiorare Antares, sempre con l’ansia di quello sopra che, presagendo la ricaduta, già si prefigura un proseguo di carriera nella corale papale quale migliore voce angelica!
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