martedì 8 agosto 2017

Brrrr!


Il ministro Valeri da il via alla sperimentazione della maturità breve in quattro anni. 
Forse stavolta ce la fa!

Articolo


IL SILENZIO DELLA SINISTRA

di MASSIMO GIANNINI

C’è solo una cosa che indigna di più, di fronte all’insopportabile ondata della “mitologia social-xenofoba”: l’eclissi della sinistra, la scomparsa della società civile. Non un pensiero, non una parola che riescano non dico a confutare (sarebbe chiedere troppo, in questi tempi di buio culturale) ma almeno ad arginare l’uso politico della paura e dell’odio contro i migranti. Solo un silenzio colpevole, che asseconda quiescente (se non addirittura consenziente) il cosiddetto “sovranismo” della destra, che lucra rendite elettorali all’incrocio fatale tra il malessere identitario e l’impoverimento economico. La prova di questa grandiosa svendita valoriale di fine stagione sta da una parte nell’incapacità dei sedicenti progressisti (di piazza e di palazzo) di difendere il ruolo delle Ong, dall’altra nella resa definitiva di Renzi sulla legge per lo Ius soli. Due fatti speculari e figli della stessa deriva nichilista. Quella di chi, in nome del popolo, non sa o non vuole più contrastare l’egemonia populista. Sulle Ong l’unico che ha il coraggio di dire tutta la verità, contro il discorso social-xenofobo dilagante, è Roberto Saviano.

Con Medici Senza Frontiere, senza se e senza ma. Per il resto, il vuoto. Eppure non dovrebbe essere così difficile, studiando un po’ di storia e di cronaca, condividere il no di Msf al Codice Minniti, che impone alle Ong di accogliere agenti armati a bordo delle loro navi. Non dovrebbe essere imbarazzante ricordare che Msf ( come Emergency) effettua dal 2015 i salvataggi in mare sotto il diretto coordinamento della Guardia Costiera, e fu la prima a proporre un anno fa un Memorandum di intesa alle autorità italiane, per coordinare al meglio i soccorsi dei migranti.
È semplicemente intollerabile, come fa Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera, pretendere da quelle organizzazioni di “ scegliere tra l’Italia e gli scafisti”. È un dilemma odioso a sua volta, perché falso e fuorviante. Come ha scritto Saviano su questo giornale, ammainare la bandiera di quel kalashnikov barrato dentro a un cerchio rosso, per quelle Ong, è come rinunciare alla loro missione, che è e resta sempre la stessa, in Congo come in Libia, nelle acque del Canale di Sicilia come in quelle del Lago Ciad: salvare vite umane, rispettando i principi di indipendenza, imparzialità e neutralità internazionalmente riconosciuti. Dunque non c’è nessuna scelta da fare, tra legalità e trafficanti. L’unica scelta da fare è tra salvare vite umane e lasciare che, attraverso i respingimenti o gli inasprimenti del “ codice di condotta”, la morte in mare sia il vero e unico deterrente utile a fermare gli sbarchi.

La politica scarica sulle Ong quello che non sa o non vuole fare: gestire i flussi. Così dà sfogo a un’altra, insopportabile manipolazione: il salvataggio in mare di migliaia di disperati, che in assenza di canali migratori legali si affidano ai trafficanti di morte, equivale alla gestione dei profughi sul territorio, sfruttati dagli avvoltoi delle coop col denaro pubblico. Sono due emergenze nettamente distinte: soccorrere e proteggere chi sta morendo, accogliere o rimpatriare chi chiede asilo. Ma nella narrazione social- xenofoba diventano la stessa cosa, alla fine ugualmente discutibile, se non addirittura esecrabile. E richiedono la stessa risposta: militare per i salvataggi in mare, poliziesca per i migranti sulla terraferma. “ Reato umanitario” per chi aiuta, reato di clandestinità per chi approda.
Gli sbarchi sono aumentati nella prima metà dell’anno, è vero: ma secondo i numeri la tanto minacciata “ invasione” non c’è e non ci sarà. Il Mediterraneo non è in guerra, è altrettanto vero: ma un bambino, una donna, o un uomo morti affogati ogni due ore gli somigliano tanto. Perché la sinistra non lo dice? Perché gli intellettuali non parlano? Perché nessun tg Rai spende un minuto per tentare un altro “ storytelling”, meno banale e corrivo di quello che mette gli ultimi del pianeta contro i penultimi di casa nostra? Ha ragione da vendere, Saviano: sono a loro volta impauriti. Con buona pace di Galli Della Loggia, sono succubi della canea razzista in cerca di capri espiatori. Temono lo squadrismo grillo- leghista, che si esercita dentro e fuori dalla rete. E guardano alle urne del 2018, dove la campagna anti- migranti promette ricche rendite elettorali.
Lo Ius soli è adesso a sua volta il terreno di questa possibile caccia di voti. Non può essere un caso se proprio ora il segretario del Pd, dalle dolci colline di Capalbio, rinuncia a combattere quella che solo un mese fa aveva giustamente definito “ una battaglia di civiltà”. Fa bene Pisapia a gridare a Renzi che invece quella battaglia in Parlamento non va affatto abbandonata. Ma purtroppo è una “ resistenza” inutile. 
Anche il diritto di cittadinanza del bimbo nato in Italia da almeno un genitore con permesso di soggiorno definitivo non c’entra nulla con il tema epocale delle migrazioni. Ma anche quel sacrosanto diritto, insieme a molto altro, finisce ormai nella stessa discarica della Storia nella quale la sinistra ha deciso di buttare tutto quello in cui ha creduto. Tutto quello per cui ha lottato. Tutto quello che l’ha resa degna di esistere.

lunedì 7 agosto 2017

Grande Astutillo!


A proposito delle nozze di Messi e di quella ignobile, per l'esito,  raccolta di fondi per un'organizzazione che si occupa dell'allestimento di rifugi d'emergenza, tra i ricconi presenti, compresi Pinocchio Neymar, Suarez, Piquet e quella ranocchia di Shakira, che ha fruttato l'equivalente di 37 euro a testa, leggete cosa racconta oggi sul Fatto Quotidiano, Paolo Ziliani. Grande Astutillo!

lunedì 07/08/2017
SOLO POSTI IN PIEDI
Le nozze di Messi e “Tito” Malgioglio

di Paolo Ziliani

Dunque, i 260 selezionatissimi invitati al matrimonio di Lionel Messi e Antonella Roccuzzo, celebrato il 30 giugno a Rosario (Argentina), invitati dagli sposi a non fare regali, ma donazioni alla Organizzazione non governativa Techo Argentina, che si occupa dell’allestimento di rifugi d’emergenza, hanno raccolto tutti assieme, da Neymar a Suarez, da Piquè a Shakira, 200 mila pesos, che tradotti in moneta estera fanno 11 mila dollari, o 10 mila euro se preferite: media donazione, 37 euro a testa.

Nel leggere la notizia della miserabile colletta, mi è tornato alla mente Astutillo Malgioglio, per gli amici Tito, il portiere di riserva dell’Inter di Trapattoni – quella dello scudetto dei record – che nel 1987 andai ad intervistare per Il Giorno, il quotidiano per cui allora lavoravo, a Piacenza, dove Tito abitava. Avevo saputo che Malgioglio, allora 29enne, aveva aperto vicino a casa una palestra per la rieducazione motoria dei bambini cerebrolesi; aveva chiamato la struttura ERA 77 (acronimo di Elena, il nome della figlia nata appunto nel 1977, di Raffaella, la moglie, e di Astutillo) e coadiuvato dalla moglie prestava questo servizio gratuitamente mettendo a disposizione tutto il suo tempo libero. Per questa intervista vinsi un premio a Como, che mi venne consegnato da Pierluigi Marzorati, il campione della Pallacanestro Cantù, somma che girai immediatamente all’Unicef.

Malgioglio mi raccontò cose bellissime e bruttissime. Cose vere. Mi raccontò che stava facendo tutto questo da 7-8 anni ma a fari spenti, quasi in incognito: perché non era buona cosa, per come andavano le cose nel mondo del pallone, che un calciatore professionista si distraesse con pensieri (o attività) inutili o bizzarre come, appunto, aiutare il prossimo. A meno di non incontrare sulla propria strada due persone come Nils Liedholm e Sven Goran Eriksson, come capitò a Tito nei due anni alla Roma dall’83 all’85, che convinsero Dino Viola a mettere a disposizione di Malgioglio, nel tempo libero, la palestra di Trigoria, per permettergli di fare anche a Roma quel che aveva cominciato a fare a Piacenza.

Mi raccontò che l’Associazione Calciatori, sul suo giornale, aveva aperto una sottoscrizione tra tutti gli iscritti (gli oltre mille calciatori di serie A, serie B, serie C1 e serie C2) per raccogliere fondi a favore dell’attività di Tito; e che alla fine il ricavato era stato di 700 mila lire, che con un certo imbarazzo l’AIC aveva provveduto a fargli avere. Mi raccontò, soprattutto, che un giorno alla Pinetina Jurgen Klinsmann lo aveva avvicinato e gli aveva chiesto come mai finiti gli allenamenti lo vedesse andarsene, sempre, così di fretta a Piacenza. Tito gli aveva spiegato il perché e Klinsmann gli aveva detto: domani vengo con te, voglio vedere con i miei occhi quello che fai.

Klinsmann mantenne la promessa. Salì sul maggiolino scassato di Malgioglio, andò con lui a Piacenza, passo l’intero pomeriggio a guardare Tito assistere i bambini cerebrolesi. Poi, prima di risalire sul maggiolino per farsi riportare a Milano, sfilò di tasca il libretto degli assegni e senza dire una parola scrisse 70 milioni (settanta milioni), staccò l’assegno e lo consegnò al compagno. Aveva gli occhi lucidi. Come quelli di Malgioglio.

Avvenne


Avvenne che nella diocesi di Mileto - Nicotera e Tropea, il vescovo Luigi Renzo abbia deciso di bloccare lo Statuto della Fondazione "Cuore di Maria Rifugio della Anime" di Pavarati, fondato sulle visioni di Natuzza Evolo, conosciuta come "Mamma Natuzza" la quale è venerata in molte parti del mondo. 
Con le offerte arrivate, la fondazione ha costruito un enorme santuario a Pavarati 


ove, naturalmente, girano molti, moltissimi, soldi. 
La fondazione con il suo agire ha travalicato i suoi compiti, offuscando il vescovo e conseguentemente la chiesa di Roma. 
Il vescovo ha quindi proibito ogni manifestazione, la celebrazione della S.Messa e qualsiasi forma di culto, arrivando a parlare di comportamento tendente all'eresia. 
Come se non bastasse a capo della Fondazione è stato eletto un noto avvocato massone. 
Una guerra senza esclusione di colpi, tra denari, massoni, fede popolare che, a detta di molti, distorcerebbe il messaggio evangelico, rivolta di laici e anche intrusioni della 'ndrangheta nei lavori di costruzione del santuario.
C'è proprio tutto dentro questo calderone, abisso per un oscurantismo allontanante dal piacere di sentirsi incastonati in un progetto salvifico. Qui, infatti di salvifico parrebbe non esserci proprio nulla! 

Mancanza



Sessant'anni senza Babe 

Un saluto



Un caro saluto a Barnelli che, assieme a Otto, ha incarnato la vera musica di strada nella stupenda televisione arboriana. Rip!

domenica 6 agosto 2017

Visione


Tutto era pronto: cuffiette, scarpe, zaino. Il progetto prevedeva una sana camminata sino a Lerici. Ma all'alba ecco apparirmi la dea Adipe, protettrice di tutti i salvagenti avvolgenti le vite di chi, come me, predilige ozii e voluttà.
"Insomma che vorresti fare?"
"Solo una passeggiata di sette chilometri!"
La dea s'infastidì oltremodo esclamando "dopo tutto quello che ho fatto per te, dopo averti profuso strutto e lardo dei migliori, averti riservato le più comode poltrone del globo, ti permetti di tradirmi in questo modo, con una passeggiata! Pagherai caro questo tuo comportamento!"
Istantaneamente le birre in frigo si sono trasformate in grolle fumanti, lo stracchino in dietorella, i meravigliosi gelati riposti come in un caveau sono diventati broccoli bolliti, carote lesse. Urlavo ansimando di fermare tale scempio "basta! Pietà! Si fermi!"
"Hai tradito i sani principi - disse la dea Adipe- e ti farò diventare un astemio vegano!"
"Noooo! Un astemio vegano nooo! Ok, riconosco la mia colpa! Le sono stato sempre fedele maestà! Guardi porto i segni della mia devozione: il koala attaccato al ventre (cit.) la flaccidità incipiente, l'insana mollezza prosperante! La prego mi risparmi da tale sciagura!"
La dea stette in silenzio mentre fagocitava sei etti di gelato ai mirtilli in una montagna di panna. Poi disse: "dovrai passare questa domenica secondo i miei voleri: andrai al mare in autobus e dopo una sontuosa colazione, leggerai la Gazza affumicandola con un toscano. Indi tornerai a casa vero le 13, mangerai attorniato da Becks, guarderai il Moto Gp, subito dopo la Community Shield Arsenal - Chelsea, poi uscirai brevemente e andrai a vedere i fuochi in casa di amici, naturalmente mangiando alla grande!"
"Sarà fatto! E mi scusi ancora!"
"Ora vai e non peccare più!"