venerdì 20 febbraio 2026

Italia olimpica


 

Questa vicenda dolorosissima evidenzia ulteriormente gravi carenze specialistiche e organizzative. Dal 2023 era stata consegnata all’ospedale napoletano un contenitore di organi di nuova generazione, ma nessuno ancor oggi è in grado di utilizzarlo per eclatante incompetenza. Nessun corso, nessun preparazione. E stiamo parlando di trapianti. In un paese normale, oltre al dolore per il bimbo, scatterebbe un licenziamento a cascata, dal direttore sino al responsabile degli aggiornamenti, ammesso che esista. Nel nostro invece avverrà la solita e mefitica sceneggiata: scarico di responsabilità - mancata individuazione dei responsabili - processo a qualche sottoposto- avvocatoni - prescrizioni, con annesso l’annuale gioia per il miracolo di San Gennaro. Ma esiste nel sottobosco una più grave colpa, infingarda e subdola: l’agonia del sistema sanitario nazionale, il depauperamento delle risorse a scapito del privato, all’aumento delle spese militari, alla crescita del disavanzo dello Stato, vedasi i probabili cinque miliardi che dovremmo pagare per la vetrina di lor signori per le Olimpiadi. Quel bimbo che sta per lasciarci tuona nelle nostre coscienze, avvertendoci, se ancora ve ne fosse bisogno, che viviamo in un brutto e sconquassato paese. Vola sereno in alto piccolino! E scusaci tanto!

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