martedì 21 luglio 2026

L'Amaca

 


La dismissione della democrazia

di Michele Serra


«Una manifestazione di piazza sicuramente non aiuta a svelenire il clima», dice il Salvini che ha appena indetto una manifestazione di piazza per avvelenare il clima dopo la sentenza Roggero. E adesso si secca assai perché a Bologna, che è una città civile prima di essere una città democratica, la gente si ritrova al Nettuno per chiedere cosa diavolo è successo al Pilastro, e perché un uomo è morto soffocato durante un fermo di polizia.

Va bene che la politica è un esercizio spesso spericolato di faziosità, ma ci dovrebbe essere un limite alla sfrontatezza perfino per un ultrà come il Salvini, uno nato per fare casino, campione di bullismo social, addosso al quale qualunque veste istituzionale sembra un travestimento. Il problema non è che per lui la polizia ha comunque ragione. Il problema è che non ha idea di come funziona l'ordine pubblico in un paese democratico, gli risulta astruso immaginare che anche i delinquenti e i carcerati abbiano dei diritti, e la gente in divisa abbia dei vincoli di legge da rispettare, tanto più importanti e simbolici perché chi indossa una divisa rappresenta lo Stato. Lo Stato, che significa tutti, compreso il Salvini che ne è all'oscuro.

Lo spettacolo increscioso del dopo-Roggero, al quale si aggiunge l'altrettanto increscioso «me ne frego» dei fascisti di governo di fronte al caso Fakir, ci mette per l'ennesima volta di fronte alla certezza che democrazia, ordine pubblico, Stato, non significano per tutti la stessa cosa. Non è più questione di destra o sinistra. Non è più una categoria che basta a spiegare le cose. La questione è credere nel diritto o nella forza bruta. Nella democrazia o nella sua dismissione che i Salvini di tutto il mondo, avendo Trump come faro, sognano di realizzare.

Dialoghi

 



Piena riabilitazione

 

La verità vi fa male 


di Marco Travaglio 


Il professor Alessandro Orsini, calunniato da quattro anni dal 99% dei media per aver azzeccato tutte le analisi sulla guerra russo-ucraina, ha vinto la causa civile intentata al Corriere della sera, che nel 2022 l’aveva sbattuto in prima pagina come agente di una “rete” di “putiniani d’Italia” scoperta dai Servizi e dal Copasir. Naturalmente la “rete” non esisteva, Servizi e Copasir non ne sapevano nulla e il Tribunale di Milano ha condannato il Corriere a risarcirlo con 30mila euro, più le spese, per “diffamazione” fondata su una “falsa accusa”. Intanto Orsini subiva gravi danni anche alla sua carriera di docente alla Luiss e di collaboratore fisso di Rai e Messaggero (ma lì gli è andata bene: è passato al Fatto). E il suo caso è tutt’altro che isolato: chiunque dal 2022 abbia osato raccontare cause e concause della guerra, prevederne gli esiti, riferirne il reale andamento sul campo si becca del “putiniano”: come se la verità dei fatti avesse un colore o una bandiera. Ancora ieri uno sconsolato Paolo Mieli, proprio sul Corriereappena condannato per la maxiballa, applicava il trattamento Orsini a Conte, reo di aver detto ciò che dicono tutti gli analisti geopolitici e militari seri: la Russia, a meno che non la costringa l’Europa con le minacce del riarmo a tradizione tedesco-polacco-baltica, non ha l’interesse né l’intenzione né la forza di attaccare la Nato: e siccome i Paesi europei spendono in Difesa il triplo della Russia, i piani di riarmo sono soldi buttati. Conte, come Orsini, il Fatto, Caracciolo, Gaiani, Cottarelli, il banchiere Messina, il generale Usa Grynkevich, non ha diritto di esprimere il suo parere fondato sulla realtà del campo: se lo fa, è “filorusso” e sposa “la propaganda russa”, oltre a far sanguinare il cuore di Mattarella e Gentiloni (povere stelle), ergo la Schlein deve sgridarlo e stringere un’“alleanza” pro Kiev con la Meloni (per chiarire meglio il concetto di alternativa alla destra).

Mieli&C. sono come i bimbi capricciosi che frignano e pestano i piedi perché non ottengono ciò che vogliono: manca però un genitore ad avvertirli che “l’erba voglio non esiste neppure nel giardino del re”. Con quel che ci costa, saremmo tutti felici che la guerra la vincesse l’Ucraina. Purtroppo l’ha vinta la Russia, che dopo Kostantinivka e Lyman sta assediando le ultime due città fortificate rimaste in Donbass. Perciò Zelensky cambiare ministri e comandanti come calzini e bombarda obiettivi civili in Russia: per incolpare tizio o caio delle catastrofi al fronte e perpetuare la leggenda della vittoria. Così salva la faccia e la cassa per un altro po’, ma condanna il Paese. Questa è la triste realtà, che i mocciosi scambiano per putinismo. Prossimamente su questi schermi: chi s’azzarda a dire che la Spagna ha vinto i Mondiali è un fottuto filo-Sànchez.

lunedì 20 luglio 2026

Per fortuna!

 


Per fortuna ieri sera non l’ho vista in diretta, altrimenti sarei già sotto i ferri per un trapianto urgente di fegato! Ma il Love che spunta in un campo di calcio nel paese Maga guidato da un egomane psicolabile che attacca chicchessia solo per aumentare a dismisura il proprio portafoglio personale, pare che abbia già introitato due miliardi alla faccia dello sciocco suo popolo, la cui feccia Ice assassina per strada solo per il gusto di uccidere, con i suoi scagnozzi Vance e Rubio che stanno affamando l’eroico popolo cubano, ed infine con il suo amichetto boia sionista che sta estirpando dalla faccia della Terra un intero popolo mediante un acclarato genocidio, ebbene quella parola Love che il paggio Infantino gli ha permesso di mostrare a causa dell’altissima piaggeria di cui è portatore insano ed insalubre, sembra un segnalibro per ricordare a tutti come questa umanità sia caduta in basso, troppo in basso. Forse troppo!

Già, dove?

 

E questo fascistello che durante le feste di addobba pure da nazista dove lo vogliamo porre, a quale anfratto della politica nostrana appartiene?




Come definirlo?

 


Come definire questo mondo dove la vita, sì la vita, la stessa che roditori, felini, pachidermi, delfini proteggono oltremodo, e che oggi viene dileggiata, sottostimata al punto che s’uccide per nulla, sull’esempio dei boia a piede libero del cosiddetto faro della democrazia - di ‘sta fava- dove si nascondono le morti di bimbi e donne in mare per volere di un ministro degli interni nefasto ed infausto, perché valgono appunto zero e sono solo fastidi, dove poliziotti possono permettersi il lusso di assassinare per strada un essere umano fermato e spogliato della propria dignità, dove dei balordi vorrebbero graziare un assassino che ha rincorso con la pistola due ladri che gli avevano rubato in gioielleria, colpendoli e finendoli di schiena! Già come definire questo mondo se non come di merda?

 Ma è la presentazione d’inizio trattamento in un centro Mességué?