sabato 4 luglio 2026

L'Amaca

 


Quei pochi neuroni ribelli

di Michele Serra


La trasformazione degli adulti in bambini (meglio, la loro eterna permanenza nell'infanzia) è lo scopo ultimo del consumismo, ovvero del Paese dei Balocchi in cui viviamo con alterno godimento. La pubblicità, con rare eccezioni, ci parla come si parla ai bambini, con il tono coccolante e festoso che normalmente, nella vita vera, non è in uso dopo gli otto anni di età. («Il pubblico ragiona come un bambino di otto anni», disse Berlusconi che sapeva bene come tenere buoni i sottoposti, cioè l'umanità quasi al completo). Il mercato ci vuole giocosi e incontentabili, in costante stato di desiderio, benché muniti — solo vero salto di qualità dell'età adulta — di carta di credito.

In rare e per questo preziose occasioni, l'adulto avverte che qualcosa non va: e prova a ribellarsi. È il caso di quei piloti di Formula Uno che hanno espresso fastidio per la parata pre-gara su automobiline costruite con i Lego, una delle tante maniere con le quali quel mondo, affamatissimo di quattrini, si finanzia. Benché imbottiti di soldi, e costellati dal casco alle babbucce da corsa di etichette ben pagate, e dunque partecipi consenzienti di quel bengodi, alcuni piloti, sfilando su quei trabiccoli sponsorizzati, si sono sentiti trattati da scemi. Verstappen ha detto: con i Lego preferisco giocarci con i miei bambini, a casa. Per la serie: quando è troppo, è troppo.

Non sappiamo come andrà a finire. Quasi certo che i piloti verranno ricondotti al loro ruolo, che è sì di destrezza sportiva e traiettorie virtuose, ma anche di obbedienza contrattuale. Però consola scoprire che esiste ancora una certa percezione del ridicolo. Qualcosa, in fondo al cervello umano, ancora ambisce alla libertà. Forse abbiamo dei neuroni Spartaco.

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