Fine lavori (forse) nel 2033: il disastro delle opere dei Giochi Milano-Cortina a cinque mesi dalla chiusura
Sciolta la neve e concluse le gare, la grande macchina delle opere olimpiche e il trionfalismo di facciata si sono impantanati nel fango, nelle frane, nei cantieri che resteranno aperti per anni, nelle incompiute ancora in progetto o senza data di fine lavori. È un quadro desolante, con qualche tentativo di camuffamento facilmente smascherabile, quello disegnato da Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 (Simico) che fa capo al ministro Matteo Salvini. Guidata dal commissario straordinario Fabio Massimo Saldini e coinvolta nell’inchiesta per turbativa d’asta della cabinovia di Socrepes a Cortina, la società ha aggiornato, cinque mesi dopo i Giochi, lo stato di avanzamento del piano. Il quadro è perfino peggiorato rispetto a quando venne acceso il braciere olimpico, il 6 febbraio, a dimostrazione degli scandalosi travagli del dopo-Olimpiadi.
Allora, come calcolò il Fatto Quotidiano, gli interventi finiti erano 40 su 98, pari al 40,8 per numero e al 22,08% di valore economico (783,4 milioni su un totale di oltre tre miliardi e mezzo). All’opposto, le opere non finite erano 58, pari a 2,7 miliardi, il 77,9% della spesa globale. Un bilancio fallimentare. Adesso la situazione è solo apparentemente migliorata. Al 3 luglio le opere finite sarebbero 49 su 98, esattamente la metà, mentre tra le incompiute 20 sarebbero in esecuzione, 6 in gara e 23 in progettazione. Gli elenchi di Simico contengono però significative bugie o reticenze, perché spacciano per conclusi cantieri che non lo sono affatto o vengono dati per avviati altri neppure aperti.
Il quadro reale indica che solo 45 opere su 98 (45,92%) sono state finite (di cui 8 dopo i Giochi) per un ammontare di 716,7 milioni di euro, equivalenti al 20,19% della spesa totale. Non sono ultimate 53 opere (54,08%), per 2 miliardi 833 milioni di euro, il 79,81% del totale. Gli esempi della disinformazione sono significativi. La pista da bob da 120,7 milioni non si può dire completata perché mancano l’allestimento dell’ingresso, la recinzione, la copertura con pannelli solari, la sistemazione dell’area tribune, la posa degli alberelli in sostituzione degli 800 larici abbattuti. È in una zona grigia, anche per i danni da 2,4 milioni di euro arrecati all’impianto durante le gare. Inoltre, è falso considerare conclusa la cabinovia di Socrepes (35 milioni) sotto inchiesta, visto che i lavori sono in corso e il collaudo è rimandato a dopo l’estate. Il Villaggio olimpico di Fiames (40 milioni) è stato smontato solo in parte, ma le casette prefabbricate restano lì, perché Anas ha vietato il trasferimento in pianura durante il periodo delle vacanze, a causa del traffico. La sistemazione dell’area può attendere.
A Livigno non è affatto concluso il parcheggio interrato da 36 milioni di euro. Fumo negli occhi anche quando si dichiarano in esecuzione i lavori delle cabinovie di Bormio (44,8 milioni) e Livigno (52,2 milioni), affidati e poi revocati alla cordata della bresciana Graffer, indagata a Belluno.
Quanto poco sia stato fatto dal 2019 in poi, per un piano cristallizzato nel 2023, lo dimostrano i 22 dossier in fase di progettazione, per una spesa di un miliardo e 447 milioni. Non è stato piantato un chiodo per opere come le varianti di Cortina (2 lotti, 535 milioni), Vercurago (253,3), Trescore Entratico (179,2), Trescore Balneario (47,7) e Tangenziale sud di Sondrio (43,5). Oppure per il collegamento con il Faloria a Cortina (105 milioni), circonvallazione di Dobbiaco (20,9), impianto di pattinaggio a Pinè (17,8), riqualificazione stradale a Busto Arsizio (56,1), forniture di bus in Trentino (73,9), due lotti di gallerie sul Tonale (78,9), interventi edilizi per 24 milioni tra Valtellina e Dolomiti, un impianto di sci da fondo in Valdidentro (8 milioni).
In fase di gara sono altre opere per mezzo miliardo di euro, tra cui la variante di Longarone da 438,9 milioni. Ma attenti alle scadenze. Per 7 opere (182 milioni) non c’è ancora né un inizio né una fine prevista. Entro il 2028 ne termineranno 11 per 410 milioni, entro il 2029 altre 4 per 565. Si arriva al 2031 a Trescore Entratico, al 2032 per l’improbabile tangenziale di Cortina e al dicembre 2033 per la variante di Vercurago. Queste 25 opere-tartaruga (valore 2,1 miliardi) hanno assicurato a Simico la vita eterna.
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