domenica 5 luglio 2026

L'Amaca

 


Sarebbe questa la famosa America?

di Michele Serra


Il discorso di Trump in occasione del 4 luglio è stato talmente puerile, elementare, privo di qualunque gravame culturale o psicologico, da costringere a chiedersi se non siano la protervia, l'avidità o la violenza, ma sia l'ignoranza la peggiore minaccia per il futuro dell'umanità. E pure per il presente.

La stolta idea che esista un Bene (l'America) e un Male (la non America, per comodità di Trump ribattezzata «il comunismo») è, prima di essere un'idea fanatica, un'idea paurosamente incolta. Per arrivare a formularla, ed esprimerla in pubblico, bisogna non sapere niente non solo del mondo, ma perfino degli americani, che del mondo sono comunque un piccolo spicchio (per la precisione: circa il 2,4 per cento del totale del genere umano).

Bisogna credere che ogni possibile scrupolo di equità sociale, specie se alligna sul sacro suolo americano, sia «comunismo». Che avere fede nell'America equivalga ad avere fede in Dio, perché le regole dell'America sono le stesse di Dio, e dunque gli atei (sinonimo di comunisti) sono nemici da schiacciare o corpi estranei da espellere (che differenza c'è con gli ayatollah?). Bisogna credere che arricchirsi sfruttando un ruolo pubblico (come sta facendo, sfrontatamente, Trump) sia lecito, sia in regola con «l'America»; mentre tassare i miliardari per aiutare i poveri sia invece «un furto» perpetrato dal comunismo ai danni dell'America.

Un farmer bianco, povero e incazzato, che scende dal suo pickup per andare a mangiare tre dollari di robaccia in un fast food di paese, non avrebbe saputo dire di peggio. Va bene che gli intellettuali servono a poco; in compenso si capisce bene a cosa servono gli ignoranti, specie quando vanno al potere: a rendere il mondo perfino più stupido e cattivo.

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