giovedì 2 luglio 2026

Non hanno vergogna!

 

Senti chi parla 


di Marco Travaglio 

I campi di battaglia di fine legislatura fra le destre e i progressisti saranno soprattutto due: la commissione sul Covid, anzi su Conte, e la legge elettorale. Due porcate da Guinness che potrebbero rivelarsi un autogol per i meloniani e un assist per il centrosinistra, se questo non avesse nessuno che ha fatto di peggio. Cioè se non avesse Renzi. Costui fu il primo a chiedere la commissione Covid nel 2020-21 e poi, quando la destra lo accontentò nel ’23, la votò con FdI, Lega e FI, raccogliendone gli applausi quando additò il nemico pubblico numero 1: “Se pensi che sia andato tutto bene, ti chiami Giuseppe Conte. E allora il problema sei tu”, “Bisogna indagare sulla deroga a tutti i principi costituzionali, gli acquisti miliardari del commissario, la chiusura delle scuole, le migliaia di morti” (come se Iv non avesse votato tutto). Anche il Melonellum è una porcata: sul merito (premio monstre e liste bloccate senza preferenze), il metodo (a colpi di maggioranza) e la tempistica (a fine legislatura). Ma per contestarlo bisognerebbe non aver fatto lo stesso. E Renzi lo fece con l’Italicum e il Rosatellum.

Nel 2013 la Corte boccia il Porcellum e, non potendo lasciarci senza legge elettorale, ne espunge i profili d’incostituzionalità (liste bloccate e premio di maggioranza senza soglia), creandone una nuova pronta all’uso, detta Consultellum: proporzionale puro e preferenza unica. Una legge sicuramente costituzionale, essendo scritta dalla Consulta. Ma nel 2015 Renzi impone l’Italicum a colpi di maggioranza (con la fiducia al suo governo). Una schifezza peggio del Melonellum: 54% dei seggi (340 su 630) a chi supera il 40% dei voti e, se nessun partito ci arriva, ballottaggio fra i due più votati (così chi vince, anche se vale solo il 20%, prende tutto e si sceglie tutti gli organi di garanzia, incluso il capo dello Stato), liste bloccate per garantire il seggio ai capilista scelti dai partiti, preferenze per gli altri (totalmente inutili per i partiti dal secondo in giù). La legge però vale solo per la Camera, perché la schiforma costituzionale Renzi-Boschi-Verdini abolisce non il Senato, ma l’elettività dei senatori (sostituiti da 100 fra sindaci, presidenti e consiglieri regionali muniti di immunità). Per fortuna nel 2016 la ciofeca viene bocciata al referendum e nel 2017 la Consulta cancella l’Italicum. Ma, anziché tornare al Consultellum, Renzi s’inventa il Rosatellum per tentar di impedire la vittoria ai 5Stelle e lasciare la scelta dei parlamentari ai capi-partito anziché agli elettori. La legge passa a tappe forzate nel novembre 2017, a tre mesi dalle elezioni, con i voti di Pd, FI e Lega e la solita fiducia imposta dal premier renziano Gentiloni. Non male, oggi, l’idea di combattere le porcate meloniane con uno che ieri riusciva a farne di più porche.

Nessun commento:

Posta un commento