domenica 26 agosto 2018

La pistola fumante


Funziona in ogni democrazia: la forza politica che perde e va all'opposizione, inizia una sana e leale battaglia con la maggioranza che dovrebbe portare ad un miglioramento della legislazione. 

Fin qui dunque ci siamo. 
A volte però succede, e a casa nostra direi molto spesso, che i canoni, le regole, con cui interagiscono le forze di maggioranza ed opposizione, vengano alterate da comportamenti scorretti ed invalidanti la beltà democratica. 

Guardate ad esempio questa foto: 


L'ho postata oggi. A sinistra la dichiarazione apparsa su Repubblica di Minniti, a destra uno stralcio del filmato con cui il Bomba nel 2017, ripeteva esattamente le parole di Di Maio contro l'Europa. 
Ora invece gli sguatteri piddini hanno pesantemente attaccato Di Maio su quest'intento. Lo hanno accusato d'incompetenza, può essere sia chiaro, di far incazzare i burocrati di Bruxelles con proposte senza senso, impossibili da realizzarsi. 
Se non ci fosse questo video ci sarebbe stato da dargli ragione. 
Ma la pistola fumante della dichiarazione del Bomba il 7 luglio del 2017, riporta la discussione in un ambito di scorrettezza. Prima sproloquiano alla solita cazzo&campana, poi se uno dice i loro stessi concetti lo accusano di minare la stabilità nazionale. 
Avete ancora dubbi in merito? 

Guardatevi il video: 



Però questi De!


De Laurentis si compra una pagina intera del Corriere della Sera per attaccare senza fronzoli o peli sulla lingua, il sindaco partenopeo De Magistris. Quando si dice che la classe non è acqua...


sabato 25 agosto 2018

L'esteriorità idiota



50.000.000.000 Kg
Cinquanta miliardi di chilogrammi, ogni anno, tutti gli anni, gettati via per soddisfare ciò che gli imperatori della burocrazia europea hanno stabilito, attraverso una norma, una becera norma che genericamente chiamano "standard cosmetici."

Questa notizia apparsa oggi sul Corriere, rivolta stomaco ed interiora, fa accapponare la pelle pensando, e sarei un imbecille se non lo facessi, a tutti gli esseri umani che soffrono, e a volte muoiono, per la fame. 
Ma Bruxelles, seguendo la madre di tutte le idiozie, guarda l'esteriorità anche dei prodotti agricoli, imponendo, Dio ci perdoni, di scartare quelli che non soddisfano gli occhi. 
Ed appunto fanno 50 milioni di tonnellate di scarto! 
Ma si può essere così idioti? 
La carota bitorzoluta, la patata deforme vanno mandate al macero perché non possono entrare negli scaffali dei supermercati, non essendo graziose agli occhi! 
Mumble... mumble cerco un'altra esternazione ... mi sforzo di non essere ripetitivo... no, non ci riesco... Ma vaffanculo! 
Si, d'accordo che oramai siamo completamente infatuati da una versione di bello degenerato dalle apparenze, che la beltà dell'invecchiare è oramai tabù, che corriamo, cercando riparo, trafelati verso la chirurgia estetica che finge di tamponare il progredire del tempo in noi immettendo nella società poveracci trasformati in alieni, con capelli color ruggine, labbra grondaie, siliconi con capezzoli a mo' di ciliegina, espressioni facciali carnevalesche, tiraggi di pelle inauditi, creme utili solo a chi le vende, antirughe, sopracciglia scorticate, glabro pregnante ovunque! Ma arrivare a scartare cinquanta milioni di tonnellate di buona e sana frutta e verdura, credo che sia il colmo, la tracimante sentenza di quanto questa società sia squallida ed ipocrita. 
La mela alla Biancaneve, lucida, rossa fiammante, invogliante, contiene più merda di quella bitorzoluta, deformata, spenta. Stesso discorso per carote ed affini. 
Possibile che non si comprenda che l'esteriorità nel cibo non conta un'emerita minchia? 
Ricordo sempre un esperimento fatto anni fa in un supermercato: due scaffali, uno con bottiglie di menta senza coloranti, perciò bianche, ed uno con il classico colore verde frutto di mefitici coloranti. Un cartello avvertiva l'assenza di prodotti chimici nelle bottiglie con la menta trasparente, senza l'inconfondibile colore. Ebbene, quasi la totalità dei clienti scelse il verde derivato da prodotti quasi sicuramente dannosi per fegato ed altro. 
Oltre ad evitare una simile vergogna umanitaria, un'informazione seria e coscienziosa dovrebbe iniziare un'azione culturale in grado di convincere molti di noi, mi ci metto anch'io, che i prodotti della natura sono già perfetti e belli solo per il fatto che esistano. 
Il resto è sterco di questo incredibilmente babbano mondo! 
    

Un anno fa



Travaglio con scherno


sabato 25/08/2018
Calenda Granturismo

di Marco Travaglio

Inabissato da tre mesi nei fondali della politica dopo la felice mossa di entrare nel Pd mentre tutti fuggivano e dalla successiva minaccia di uscirne pure lui, Carlo Calenda rimette fuori il capino, annusa l’aria che tira, capisce che è il suo momento e si dice fra sè e sè: “Ora o mai più”. I congiunti tentano di dissuaderlo: “Carlo, lascia perdere la politica, per noi ricchi non è proprio aria, ricordati Montezemolo, Monti, Passera, Pisapia.… Hai presente la bella pompa di benzina che vendono a duecento metri da casa? Ecco, comprala, è un’attività ben avviata, a 45 anni è ora che ti faccia una posizione”. Ma lui niente: i ponti crollano, le autostrade fanno più morti dell’Isis, i Benetton incassano al casello e festeggiano a Cortina, l’Europa per combattere i populisti alla Salvini lavora per loro, presto -se tutto va bene - avremo una tempesta finanziaria, ma il governo guadagna consensi e l’opposizione fischi e pernacchie pure ai funerali (altrui). E tutto questo perché? Perché agli italiani manca tanto Calenda. Il quale, per colmare il vuoto politico-sentimentale, medita due iniziative clamorose: un “libro-manifesto” dal titolo avventuroso “Orizzonti selvaggi” (come se Bruno Vespa scrivesse “I diari della motocicletta”) e un “tour nell’Italia populista” (come se Vespa organizzasse un Camel Trophy). La prima la rivela lui a Repubblica, la seconda la tiene segreta, infatti la fa uscire sul Foglio. Dove si apprende pure che “il Cav. lo incoraggia”: e sono soddisfazioni.

Chi sta già prenotando il libro su Amazon o cercando i biglietti della tournée su Ticketone si dia una calmata: “Per ora -dice il Foglio- è un’ipotesi”, però “già esposta ai compagni di partito, o meglio compagni di fronte”. Poi Calenda passerà a esporla ai compagni di profilo e di nuca. E “anche – chissà – a quelli futuri, che oggi stanno in Forza Italia, ma alle Europee potrebbero ritrovarsi dallo stesso lato – quello antisovranista – della barricata”. Quindi, se tutto va bene, ci saranno anche i compagni forzisti, per un’“alleanza antisfascista” che deve “aprirsi subito alla società civile”. Roba forte. “L’idea è quella di lanciarsi definitivamente alla guida del ‘fronte repubblicano’ inaugurando una campagna itinerante a metà settembre”. Un tempo c’erano Castrocaro, il Festivalbar, il Cantagiro, il Giromike: ora c’è il Calenda Tour. L’ultimo peripatetico che ci provò con la politica itinerante, Renzi sul treno, collezionò tanti fischi e vaffa da non riaversene più. Ma Calenda punta tutto sul mimetismo: da quando hanno smesso di invitarlo nei talk show perché non saprebbero cosa chiedergli, nessuno sa più chi sia.

L’assenza di didascalia sulla pancia lo avvantaggia: diversamente da Renzi, ha buone probabilità di non essere riconosciuto. Se sbarcasse a Gioia Tauro, atterrasse a Orio al Serio, irrompesse nella piazza di Nepi e concionasse come Brian di Nazareth su un panchetto, a nessuno verrebbe il prurito alle mani che ci coglie quando vediamo Renzi in tv o sul set, la Boschi e Orfini in lista, Martina e Pinotti a un funerale. Lo guarderebbero tutti con curiosità, col sospetto di averlo già visto da qualche parte senza ricordare dove. Se poi sentissero del Fronte Repubblicano, si batterebbero una mano sulla fronte: “Ah ecco, questo dev’essere il pronipote di La Malfa. O il figlio di Spadolini: con quella panza…”. Ma non riuscirebbero a spiegarsi la ragione sociale del nuovo partito: “Vuoi vedere che ce l’ha con Emanuele Filiberto?”. E poi, diciamolo, questo manager prestato alla politica nella speranza che non lo restituisse, ha le idee chiare: il Pd - rivela ficcante a Repubblica - “deve ripartire da un progetto ideale solido e organico per i progressisti e dalle persone”. Solido e organico come i rifiuti della differenziata: niente umido. E coinvolgendo “le persone”: per animali, vegetali e minerali non c’è speranza. Certo, ci sono stati “errori”, ma “abbiamo governato bene”, anche se purtroppo la gente non se n’è accorta. Il guaio è che “abbiamo dato la sensazione di stare dalla parte dei vincenti, alienandoci un pezzo di Paese” (quello dei perdenti, che purtroppo sono la maggioranza).

Lui, per dire, stava alla Ferrari, poi a Confindustria, poi a Italia Futura con Montezemolo, poi con Monti, poi con Renzi, poi con Gentiloni, ha fatto una gara per l’Ilva che l’Avvocatura dello Stato giudica “illegittima ma valida” (ossimoro migliore dell’“obbligo flessibile” sui vaccini): chissà come sarà venuta, agli italiani, la strana “sensazione” di un Pd dalla parte dei vincenti. Boh, saranno le solite fake news di Putin. Lui, per dissipare la sensazione, parla con Paolo Romani (che “l’ha incontrato col beneplacito di Berlusconi”) e si appella agli “elettori moderati”, per “andare oltre il Pd”: cioè in FI. Nell’attesa, ha pronta la “nuova classe dirigente”: “Giovannini che tira le fila del mondo della sostenibilità” (qualunque cosa voglia dire), “Ermete Realacci” (così nuovo che sta in Parlamento da 17 anni), “il sindacalista Bentivogli, il sociologo Allievi”e soprattutto “Mauro Magatti a proposito di economia sociale”. Novità per novità, lancia anche un “governo-ombra”, da un’idea di Achille Occhetto del 1989 (c’era ancora il Pci e c’era già Realacci). La “società civile” ne sarà entusiasta. Basta tendere l’orecchio per strada o nei bar e sentire i vocii della gente: “Ehi Gino, sai mica che fine ha fatto Realacci?”. “Non parlarmene, Pippo, non ci dormo la notte. Ma ora il Calenda fa il governo-ombra con lui, Magatti, Allievi, Bentivogli e quello là, come si chiama, quello che tira le fila del mondo della sostenibilità…”. “Ma chi, Giovannini?”. “Proprio lui, ce l’avevo sulla punta della lingua”. “Ah meno male, mi hai levato un peso, ora mi sento già meglio… Gino, levami un’ultima curiosità: ma ‘sto Calenda chi cazzo è?”.

venerdì 24 agosto 2018

Maurizio Bugli: standing ovation!


E' un nome quello di Maurizio Bugli che probabilmente non vi dirà nulla, uno sconosciuto finora. Eppure molto probabilmente diverrà, negli annali storici, il bimbo che tolse il dito dalla falla della diga, distruggendola. 
Perché il signor Bugli è il primo segretario locale del Partito Democratico a non invitare ufficialmente a parlare, usiamo questo eufemismo, il Bomba e la sua corte ad una festa dell'Unità. E già per questo ci sarebbe da abbracciarlo a vita. Ma c'è di più, molto di più! Il paese di cui egli è segretario è nientepopodimeno che... Rignano sull'Arno!!! Standing ovation infinita! 
Nel luogo natio del renzismo dunque, un segretario, fin qui anonimo, ha trovato il coraggio e la consapevolezza di agire in libertà, senza ossequi e orpelli al fine di chiudere definitivamente una stagione tristemente insulsa, con tanti ideali conquistati con fatica e sudore, dissipati. Né il Bomba, né l'amico del cuore Luca Lotti potranno parteciparvi da protagonisti. Intendiamoci: Massimo Bugli ha pure dichiarato che se i due vorranno andarvi a mangiare una pizza, saranno sempre i ben accetti. Ma di fregnacce no, non è più tempo! 
Grazie segretario del PD di Rignano sull'Arno! Grazie di cuore per questo gesto che, si spera, sia l'inizio di un mondo nuovo, scansante sbruffoni e saltimbanchi. 
Quasi quasi ci vado pure io alla festa, solo per stringergli la mano! 
A Bugli naturalmente!  


Lettera aperta


Cazzaro, 
questa prova di forza che stai compiendo nei confronti di poveri inermi, oltre a dare il voltastomaco sta producendo un grandissimo assist a chi temeva di essere stato preso con le mani nella marmellata. 

Mi spiego: fermo restando che i prigionieri della Diciotti vadano immediatamente liberati, perché se non lo sapessi siamo una nazione civile e democratica, questa idiozia senza arte né parte sta aiutando inaspettatamente chi, dopo decenni di ribalderie, si sentiva il fiato finalmente sul collo.
Cazzaro, libera quelle persone, sono persone, fai tornare l'attenzione sul disastro del ponte, il vaso di Pandora si stava scoperchiando finalmente. Ci sono nomi che affiorano, sinergie tra riccastri e politici infami, ci sono prove certe di collusioni, di abbracci, di buffetti, di accordi. Ora che sono tutti a Rimini a chiacchierar in fregnacce, Atlantia è sponsor principale di quella fiera del lavoro pio, è il momento di riuscire a comprendere sino in fondo quanto ci abbiano usato, irriso, scanzonato in nome esclusivo del lucro e del tornaconto personale.
O forse Cazzaro stai facendo questo indegno teatrino sulle spalle di chi hai imprigionato sulla nave per timore che si venga a sapere che anche tu eri della compagnia delle marmellate?