lunedì 19 gennaio 2015

Arte comica




Ahahahah! Molto meglio dei Tartassati con Totò o di Muraglie della ditta Stanlio&Ollio.
Un preveggente, ecco cosa sono! Maroni che organizza un incontro sulla Famiglia, con Formiga Visa-Facile al seguito, come non può odorare di macabra comicità?


Già preparare incontri di tal portata con l'evidente tentativo di "scolarizzare" gli animi (da Scola non il regista ma il vate religioso della terra ciellina-compagniadelleopere&-delfidoLupetto) per mettere freno alla sana e rigogliosa azione di Papa Francesco, è arte comica di per sè. 

Scoprire che in seconda fila era seduto l'ex don Inzoli conosciuto come don Mercedes per l'agio ed il lusso che hanno corroborato la sua vita da prete, sanguinante di pedofilia al punto che la Congregazione della dottrina per la Fede parlava di lui in questo modo "Inzoli non potrà assumere ruoli di responsabilità ed operare in enti a scopo educativo. Non potrà dimorare nella diocesi di Crema, entrarvi e svolgere in essa qualsiasi atto ministeriale. Dovrà inoltre intraprendere per almeno cinque anni, un'adeguata psicoterapia", è appunto comicità, seppur macabra. 


Durante l'incontro un giovane che ha preso la parola per cercare di contrastare l'aria inquisitoria di questi diversamente utilizzatori di neuroni, è stato allontanato al grido di "finocchio", scatenando anche la reazione di Visa-facile, molto sensibile e genuflettario in materia.


E cieligione Adinolfi, poteva star zitto? Certo che no! Essendo pokerista ha calato il full: "la pedofilia mi fa schifo. Detto questo chiederei un minimo di equanimità al prossimo congresso dei radicali con Mambro e Fioravanti. Tranquilli, nel loro caso non dovrete neanche fare la fatica di fare lo screening di ogni singola faccia del pubblico. Loro parlano dal palco"
Che intervento sublime, da vero esperto della comunicazione. Adinolfi è l'Oliver Hardy di questa minoranza catto-ciellina-affaristica-castale-giàsalva-spalleaifedeli! 
Con un intervento così provoca e genera sbellicate di risa, dimostrando che a volte la stazza è inversamente proporzionale ai neuroni. 
Scopri tua moglie a letto con un altro? Adinolfi ammetterebbe il problema ma evidenzierebbe il fatto che alla moglie di Rocco Siffredi nessuno dice niente!


La foto è comprovante la presenza scomoda.
Domanderei infine al grande pensatore regionale Maroni: a quando un solenne incontro sulle difficoltà delle dirette televisive con la presenza in sala di Gabriele Paolini?

domenica 18 gennaio 2015

Richiesta



Scritto


15 marzo 1955: muore Michele Besso, ingegnere e matematico svizzero. 
Alla vedova giunge uno scritto di un caro amico, che tra l'altro morirà un mese più tardi.

Le parole del biglietto sono dolcissime e paiono essere profetiche. Sembrerebbero scritte da un teologo, da un eremita, da un visionario, da un seguace del Buddha:

"Michele è partito da questo strano mondo prima di me. Questo non significa nulla. Le persone come noi che credono nella Fisica, sanno che la distinzione tra passato, presente e futuro non è altro che una persistente cocciuta illusione."

Colpisce lo strano dato al mondo, la poca importanza al fatto che uno muoia prima dell'altro. 
E la cocciuta illusione nel credere di distinguere il passato, il presente ed il futuro?

Spettacolare questo signore, tale ... Albert Einstein!!!

Che dilemma!


Uno dei maggiori dilemmi di questa era non è legato alle teorie quantistiche o all'esistenza continua o ad intermittenza degli elettroni. No, il grande enigma riconosciuto da tutti gli scienziati è come faccia uno come Maroni ad occupare il posto di Governatore della Lombardia!


Anche ieri ha genialmente organizzato una manifestazione per la Famiglia, quella vera, quella cosiddetta naturale. Incontro che ha visto la presenza del Formiga Visa Facile, esperto di famiglia del sud, Famiglia appunto, e quella di Lupetto Lupi, Caterpillar nazionale, ciellino portato ad esempio da tutti coloro che hanno a cuore le sorti del loro portafogli. 
Ora ci si potrebbe chiedere la bontà dell'iniziativa per altro osteggiata all'esterno da un migliaio di persone a cui della famiglia normale non interessa una mazza; ci si potrebbe domandare se questa esigenza di voler ribadire la propria ed acclarata acquisizione del giusto, perfetto, regolato ed insufflato dal divino, non sia segno tangibile di generale insoddisfazione, non sia campanello d'allarme per la mancanza di grani d'incenso una volta lanciati a tonnellate da clero compiacente, ma nelle segrete saune colluso col diverso, ed ora grazie a Francesco finalmente scomparsi, evaporati, svaniti nel nulla, grazie ad una sacrosanta parificazione degli affetti e, pardon, dei cazzi propri. (cit.) 


Han voglia le ciliegione presenti modello Adinolfi a sputar sudore per tentar di riacquistare un nuovo medaglione perché più bravi della classe! Vien tutto offuscato dal primo dilemma: ma come ha fatto Maroni ad essere lì!!!

sabato 17 gennaio 2015

Grazie!


Non facciamo i Tafazzi!
Con queste parole, mal celando il fastidio dato da questi piccoli intoppi che a suo parere frenano la Grande Corsa al Potere del Partito Democratico, lo Sbruffone impenitente, il degno seguace del Pervertito ha liquidato il problemino, minimo, dei brogli elettorali nelle primarie PD liguri.
Poche parole, quasi da presa in giro ed il Vate del Nulla, l'Iperbole del Niente, colui che è stato messo lì dal Sistema solo perché giovane e profumante di nuovo, schiaccia il pedale dell'auto del nuovo Obsoleto che avanza, ovvero di tutto quello che una politica scellerata, capitanata da colui che finalmente si è tolto dai coglioni, ossia il Senatore Napolitano, continua e continuerà a fare per alimentare il Sistema. Tutto questo corroborato dal nome che sta uscendo fuori tra miasmi vari dai briganti che stanno per eleggere il successore di Napoletano: Giuliano Amato, il Topastro, la prova inconfutabile che la festa continuerà, il saccheggio pure.
Ma per fortuna non tutto è merda.
Nel piccolo, nelle piccole cose si sa che molte volte alberghi la verità, la speranza. E allora io, che ho la fortuna di conoscere un personaggio oramai atipico in quanto crede a quello che professa, ebbene nel piccolo questo mio amico ha scritto al suo circolo PD, dopo aver visto lo scempio delle primarie, dopo aver constatato che il malaffare è oramai dentro le mura.
Lui crede negli ideali sani e ha sempre portato avanti i suoi atti politici alla luce dei pilastri di onestà, rettitudine e coerenza, tramandatici da personaggi veri come Enrico Berlinguer, tenendoli sempre davanti a sé come regole basilari per una politica sana e rivolta agli altri.
E come le novelle di don Camillo e Peppone, il piccolo comune diviene fucina e soprattutto speranza per un futuro migliore, un futuro onesto.
Il mio amico ha scritto quello adesso vi posto. Parole fresche, dissetanti, inedite, portatrici di novità, gioia, incentivo ad andare avanti.
Le ha scritte quando si è accorto che nel suo seggio hanno votato per le primarie anche gli assessori ... peccato che fossero del centro destra!

Ecco il messaggio. Che sia motivo di rivincita e voglia di lottare per tutti noi!

"Care compagne, cari compagni,
rispondo al vostro invito utilizzando questo bellissimo sostantivo anche nella sua etimologia: compagno deriva dal latino medievale companio ‘che mangia lo stesso pane’, composto di cum ‘con’ e panis ‘pane’. Sono compagni coloro che dividono il pane, la strada la vita e noi lo siamo stati. Eccome. Vi ringrazio per questo. Sinceramente.
Lunedì andate a festeggiare l'esito delle primarie, io non ci sarò, per me non c'è niente da festeggiare. Cambio strada.
Non fraintendetemi, non condividerò la festa con voi, non a ragione della vittoria o sconfitta di un candidato su un altro, ma proprio per come questa consultazione si è svolta e per ciò che rappresenta per me in questo momento.
A mio parere anche Riccò doveva entrare nell'elenco dei seggi annullati insieme a Lavagna, Moconesi, Fontanabuona, Albisola, Savona Villa Piana, Badalucco, Perinaldo, Spezia Centro, Santo Stefano, Sarzana, Millesimo, Beverino, Deiva Marina, Lavagnola, così come chissà quanti altri.
O forse no.
Ed è proprio questo dubbio che mi ha portato a riflettere. Può essere accettabile una politica che trascende un ideale? Posso permettere a chi si è battuto contro di me, contro di noi, per amministrare il nostro territorio, di scegliere chi di “noi”, pur in altro organismo, si candida a governare lo stesso territorio? A chi ha denigrato tutto ciò che in quindici anni abbiamo tentato di fare, a chi, legittimamente, ha proposto altro? Come potete pensare di continuare a inviarmi opinioni del nostro sindaco e della sua maggioranza, che continuano, fuori da ogni logica di buon gusto e direi anche di opportunità a mesi dalla fine della campagna elettorale, ad infamare Roberto, Carlo e tutti quelli di noi che si sono spesi per la nostra comunità, e poi permettere che gli stessi possano a scegliere il “nostro” candidato. No, non lo si poteva permettere.
O forse si. Di nuovo il dubbio.
Chi mi conosce sa quanto ho sempre tenuto ad un progetto politico complessivo che riuscisse a collegare lo sforzo della base alla decisione dell'alta carica. Che ci rendesse tutti partecipi di un'idea di cambiamento, di bene comune. Ma non è proprio il partito democratico che continua a governare la nazione insieme alla destra, senza per altro nessuna legittimazione elettorale? Non è lo stesso partito che è nato per la chiarezza dell'alternanza di due visioni differenti? Non è per questa nettezza di due diversi progetti che si è accettato di sacrificare la ricchezza di un sistema proporzionale molto più democratico?
Ancora tentenno.
Quale progetto? Quale sviluppo? Grandi opere, infrastrutturazione territoriale, movimentazione delle merci, globalizzazione dei mercati, turismo commerciale, estensione della presenza delle multinazionali, incentivazione di investimenti sul territorio a prescindere dal loro impiego e dalla loro provenienza, è questo il mio progetto?
Perché il sindaco di Riccò si sente così vicino a Raffaella Paita, e io che ho condiviso con lei anni di impegno politico, non riesco ad avere questa sintonia?
Troppe domande, troppi dubbi.
Prendo un'altra strada, non condivido più con voi il cammino del Partito Democratico.
“Care compagne, cari compagni”,
nessuna parola ha mai racchiuso come questa il significato ideale della solidarietà e dell’appartenenza, l’aspirazione all’uguaglianza, l’impegno a battersi per una società più giusta.
So che questo ancora ci accomuna e per questo vi vorrò sempre bene.
Al prossimo incrocio.

Mariano"

Grazie di cuore, Mariano!

Sogno o son desto?



Tra uno starnuto e l'altro, stanotte ho fatto un sogno che mi ricordo! Si è presentato subito bene: ero su un grosso palco, di giorno, in un posto che parea essere incantato. Mi si avvicina quella che credo essere stata la Regina: una gnocca incommensurabile, stratosferica, galattica, un mix letale tra Adriana Lima e Alessandra Ambrosio che con fare molto malizioso mi dice:"guarda la sfilata con me?". 
Come avrei potuto dirle di no? Anche se mi avesse chiesto di andare ad ascoltare una dissertazione di Brunetta sull'economia mondiale, lo avrei fatto! 
Il regno era strano. Vi erano in giro delle specie di aspirapolvere robotizzate, di colore amaranto che potevano sembrare strumenti di sicurezza ricordanti R2-D2 di Guerre Stellari. 

Ci sediamo ed inizia la parata: passano file interminabili di queste cazzo di aspirapolvere, tutte uguali, tutte girate con il muso verso il palco dove ero seduto anch'io. 

Non essendoci tempo nel sogno, stimo la durata della sfilata di almeno un'ora, tutta identica, con il solito rumore che credo essere stato in realtà il mio rantolo dovuto alla bronchite appena presa. 

La coscienza che guardava anch'essa il sogno, ad un certo punto si è incazzata, ha telefonato al dott. Freud dicendogli che non si possono mandare in onda sogni di questa bruttezza, promettenti chissà cosa, per poi finire in una noia mortale! 

Ogni tanto la Regina mi dava un'occhiata di quelle diciamo speciali, che alzano la peluria allo stesso modo di girare l'angolo e trovarsi difronte un Tirannosauro Rex incazzato per via del mal di denti. 
Languidamente e meglio di Rita Hayworth, ogni tanto mi guardava per vedere il mio interessamento al proposito, cosa che io facevo alla grande mimando un interesse galattico, al pari di aver scoperto in casa una vena aurifera passante sotto il lavabo. 

Intanto le aspirapolvere militarizzate continuavano la sfilata, imperterrite, soporose. 
Al risveglio quale gesto di disapprovazione ho minzionato su quella che ho in casa, la quale impercettibilmente ha ruotato il perno che tiene il tubo aspirante, come per dire ma cosa cavolo combina questo qui!