sabato 19 settembre 2026

Commozione

 



Con ammirazione

 


Rendo onore ad un grande avversario dei tempi andati, Sandro Mazzola, scomparso ieri ad 84 anni. 

Sandrino era un anticipo del calcio attuale, perché era veloce, velocissimo, sapeva "serpentinare" come pochi i birilli avversari. 

Mai polemico, mai sopra le righe, ha saputo tramutare il dolore della scomparsa del papà Valentino del Grande Toro in una carriera luminosa, costellata di trofei e di imprese sportive che rimarranno nel cuore di molti. 

Lo scellerato Valcareggi inventò la famigerata staffetta ai tempi della finale del Messico, alternandolo con Gianni, mentre se avessero giocato insieme probabilmente avremmo potuto dar più filo da torcere al Brasile di Sua Maestà Pelè. 

Continua a "serpentiggiare" anche lassù Baffo. E buon viaggio! 

Festeggiamenti

 



Lollo

 

Dal popolo all’élite: Lollo imborghesito loda i conti in ordine e lo spread basso


di Daniela Ranieri 

Poveraccio, il ministro Lollobrigida, intervistato dal Corriere per festeggiare la trovata elettorale della sua ex cognata di “abolire” (in realtà sospendere per un anno) il bollo dell’auto, e infilatosi da solo sul finale dentro un cul-de-sac ideologico che vale come un atto di fallimento (o liquidazione giudiziale) del governo in cui presta diciamo servizio.

Alla domanda se sia preoccupato del calo elettorale di Lega e FI, Lollo risponde: “Le prossime elezioni saranno un confronto tra due idee di Italia: la prima è stabile, ha abbassato lo spread, ha tenuto i conti in ordine e si è fatta valere all’estero. L’altra è una somma di partiti senza ancora nemmeno un leader”. Non gli viene in mente proprio nessun’altra medaglia da appuntarsi al petto, a Lollo, ministro di punta del primo governo dei post-fascisti, a parte conti in regola (vabbè: rapporto deficit-Pil sopra il 3%; debito pubblico tra i più elevati dell’Eurozona; crescita ferma e salari bassi) e spread sotto controllo.

Dal sacrario di Affile dedicato al gerarca fascista e criminale di guerra Rodolfo Graziani, alla cui inaugurazione un giulivo Lollo partecipò in quanto assessore della Regione Lazio, ne è passata di acqua sotto i ponti!

Nei suoi discorsi, Mussolini si scagliava spesso contro la borghesia, intesa come categoria cultural-finanziaria posta a difesa della consuetudine, contrapposta al futurismo nuovista e fracassone del fascismo; sprezzante verso gli avversari, Mussolini ostentava sarcasmo, capacità di nuocere e manie di grandezza, avendo la romanità come mito (privo di IA, doveva lavorare di fantasia, facendo credere al popolo che i Romani avrebbero apprezzato come un valoroso guerriero uno con le sue mediocri doti fisiche). Poi, vabbè, anche Mussolini parlava di difesa della famiglia e del pericolo di invasione (non del “nero”, ma del “giallo”, anche se il nero esponeva al meticciato nelle colonie). Anche lui, come i ragazzi del Colle Oppio, tra cui Giorgia e Lollo, elogiava “il senso della virilità, della potenza e della conquista” (Gadda lo chiamava “fabulatore ed ejettatore di scemenze”), ma mai nella vita avrebbe elogiato i feticci dei nuovi borghesi: conti in ordine e spread basso.

Chi glielo va a dire, sulla tomba di Predappio, che i suoi eredi – che hanno preso i voti presentandosi come testa d’ariete per scalzare le élite finanziarie sovranazionali – ora si vantano di piacere alla borghesia?

Aggirano la Costituzione!

 

Crosetto cerca rogne 


di Marco Travaglio 

Ieri, a causa dell’attacco degli Houthi yemeniti che l’ha centrato in pieno, abbiamo scoperto che l’Italia ha (o aveva) un caccia Eurofighter nella base saudita di Tàif, dove schieriamo la task force Air-Arabiacon 400 militari. Lì, ad agosto, grazie a uno scoop del Giornale, scoprimmo di avere altre decine di militari: una porzione di un’altra task force, la Land, formata da almeno 260 uomini fra Arabia, Bahrein ed Emirati con una batteria missilistica Samp/T, due radar Kronos e una batteria di cannoni Skynex. Cosa ci facciano ancora lì le due task force non è dato sapere, visto che da Tàif i sauditi bombardano lo Yemen e dalle altre basi gli Usa e le satrapie sunnite bombardano l’Iran. Il che rende i nostri 700 soldati bersagli legittimi delle rappresaglie di Teheran, delle milizie sciite irachene e degli Houthi che controllano il Nord dello Yemen e hanno appena conquistato lo Stretto di Bab el-Mandeb nel Mar Rosso. In agosto Crosetto, alle opposizioni che chiedevano al governo di riferire in Parlamento, rispose che era tutto noto e normale: i nostri militari sono nel Golfo dal 2014 per la missione Inherent Resolvecontro l’Isis. Ma non c’è nulla di noto o normale dopo che il 28 febbraio Usa e Israele aggredirono l’Iran e il nostro governo dovette trasferire in tutta fretta i militari nelle retrovie saudite per metterli in salvo. Peccato che non lo siano neppure lì, con la vittoria travolgente degli Houthi e l’entrata in gioco – al fianco loro e dell’Iran – delle milizie sciite irachene (inquadrate nell’esercito regolare di Baghdad).

La Meloni e Crosetto possono arrampicarsi sugli specchi finché vogliono, come già fecero quando Rutte svelò che 500 aerei Usa erano decollati dalle basi americane in Italia per la guerra nel Golfo. Ma non possono dire che le due task force abbiano qualcosa a che fare con la missione anti-Isis del 2014. Invece hanno molto a che fare con la guerra illegale di Usa e Israele all’Iran, che la Meloni disse di “non condividere né condannare”. E allora perché vi partecipa, con una cobelligeranza tanto occulta quanto evidente? E chi l’ha autorizzata, visto che il Parlamento è all’oscuro di tutto? Lo stesso vale per Crosetto che vuole inviare navi militari nel Mar Rosso per scortare i mercantili italiani nello stretto contro gli Houthi. Ma questi finora hanno garantito il passaggio di tutte le navi, escluse quelle saudite, ma incluse quelle occidentali e persino quelle Usa (infatti Trump sta lasciando solo Bin Salman contro gli Houthi). Perché mai allora i nostri sovranisti della mutua tengono in zona di guerra 700 uomini e vogliono inviarvi financo la Marina militare: per esporre soldati e navi alle rappresaglie sciite? Quando ce ne andremo di lì, sarà sempre troppo tardi. A proposito: com’era quella dell’aggressore e dell’aggredito?