Nelle campagne del Meclemburgo
dove l'Afd coltiva le leve neonaziste
DI TONIA MASTROBUONI
GROSS KRAMS
(MECLEMBURGO)
L'estremo nord tedesco da anni accoglie comunità
di suprematisti bianchi che minacciano gli oppositori
E che puntano a vincere le elezioni di domenica
Insieme per la democrazia". I Gnann ci avevano avvertiti: avremmo
riconosciuto subito la loro casa da quella scritta. E dalla grande "croce
disuncinata" di fianco, un simbolo inventato da un pastore della Bassa
Sassonia, Martin Raabe, per distinguersi dai neonazisti. Elisabeth e Dieter
Gnann hanno quattro figli, undici nipoti e due bisnipoti che vivono
lontano da casa. E loro non nascondono di sentirsi sempre più soffocati.
Nel loro villaggio di 180 anime si sta allargando il movimento dei
"colonizzatori völkisch". Sono neonazisti in veste contadina o
fricchettona, lupi mascherati da agnelli che si rifanno ai movimenti
antisemiti e protonazisti della fine dell'800, che si insinuano nelle
comunità con l'aria da buon vicino e propagano il loro credo
nazionalsocialista. Fanno tanti figli perché ragionano in generazioni - il
loro obiettivo è la ricostituzione del Quarto Reich - e cercano di creare
delle comunità sempre più chiuse comprando case, fattorie, terreni e
cacciando chi si ribella. Vogliono insegnare ai loro figli senza
interferenze a odiare chiunque non sia di sangue tedesco, a essere
disciplinati come piccoli soldati e a chiamare la tv "ebreo elettrico" e la
pizza "torta di verdure".
«Stanno comprando casa dopo casa. Ci stanno assediando», sospira
Elisabeth. «Siamo stanchi delle loro pressioni, a volte di notte ho tanta
paura. Ma non vogliamo cedere». Mentre passeggiamo tra le aiuole e i
prati curati del villaggio, mi indica un ingresso adornato da due simboli
delle Waffen-SS, i "Wolfsangel". È la casa di Stefan Richter, per anni
consigliere dei Giovani del partito neonazista Npd, frequentatore della
Hdj, l'organizzazione erede della Gioventù hitleriana. Richter si definisce
nazionalsocialista. Tuttavia, già anni fa cominciò a dire che bisognava
smetterla di usare termini come "camerata" e aveva fondato
un'organizzazione apparentemente innocua, "Abitare bene",
ammettendo però in tv che «i contenuti sono gli stessi». E aveva scritto
su una rivista che bisognava occupare le campagne, soprattutto quelle
del Meclemburgo-Pomerania, una delle regioni più rurali della Germania,
dove tantissime cose accadono lontano dai radar. E dove si vota
domenica. L'Afd è in testa con il 38% ed è diventato il collettore di tutti i
movimenti bruni che si sono diffusi nella regione. Ma ci arriveremo.
Quando si trasferì a Gross Krams, racconta Dieter Gnann, «Richter si
atteggiava da buon vicino, da persona che voleva fare cose buone per la
comunità. Quando cominciammo a capire con chi avevamo a che fare, ci
ribellammo contro la sua presenza qui e fondammo un'associazione per
la difesa della democrazia. Lui, da consigliere comunale, cominciò ad
additarci e insultarci pubblicamente. E, guarda caso, nella notte in cui ci
fu il grande blitz contro la rete Nordkreuz, qui nel villaggio arrivarono
decine di macchine e un sacco di gente entrò e uscì da casa di Richter e
di Böhm».
Ragnar Böhm è un altro "colonizzatore völkisch" che si è trasferito a Gross
Krams della Germania Ovest per creare villaggi-bastione nazisti: il nonno
era un pezzo grosso del Terzo Reich, il padre un terrorista bruno dei
"Werwölfe" degli anni '70.
La rete Nordkreuz del blitz del 2017 cui fa riferimento Dieter, invece,
resta una ferita profonda. Era una rete sovversiva neonazi con membri
dalla polizia e dalla Bundeswehr, compresi alti ufficiali, che rubò armi
all'esercito e pianificò un vero e proprio colpo di Stato. I suoi accoliti si
allenavano sempre al poligono di tiro di Güstrow. Ma non ci fu mai un
processo per terrorismo, solo per possesso di armi. «Uno scandalo»,
commenta la viceleader regionale della Linke, Karin Larisch, che abita da
decenni a Güstrow. Quando la chiamiamo, è ancora scossa: qualche
giorno fa hanno sparato alla vetrina del suo negozio. In passato le hanno
scritto "white power" sul muro di casa, le hanno versato dell'acido davanti
alla porta, le hanno fatto esplodere la cassetta della posta. Perché Larisch
è impegnata da sempre contro l'Afd e l'estrema destra. «E le dico molto
chiaramente che i völkischen, i Reichsbürger, i no-vax, i neonazisti, tutti
questi movimenti estremisti hanno trovato un loro sbocco politico
nell'Afd».
Prova ne sia che due affiliati a Nordkreuz, Maik Flemming e Haik Jaeger,
sono politici comunali del partito. E Jan-Philipp Tadsen, candidato Afd al
voto di domenica, è un ex militante dei neonazisti Identitari, come il
collega di partito, Jens-Holger Schneider. E Philip Steinbeck, che da
vent'anni compra case per insediarvi estremisti, non solo fa parte
dell'Afd, ma è un ex neonazista Npd: un anno fa la polizia gli ha trovato
in casa armi, munizioni ed esplosivi. Altri esponenti Afd bollati come
estremisti dai servizi segreti sono Enrico Komning, Nikolaus Kramer ma
anche lo spitzenkandidat alle elezioni, Leif-Erik Holm.
Uno dei più famosi "colonizzatori völkisch" della regione intorno a
Güstrow è Jan Krauter, elettore dell'Afd dichiarato e fabbro. Vive a
Klaber, e attraversando il villaggio per arrivare alla sua casa-laboratorio
in mattoni rossi che ospita anche la stamperia della cognata, Irmgard
Hanke, scorgiamo simboli tipici: un'aquila che mangia un pesce (ossia i
germani che schiacciano il cristianesimo) e rune varie. Anche se lui nega,
Krauter viene attribuito al movimento dei Neo-Artamani, una setta
völkisch che si rifà agli Artamani degli anni '20 di cui fecero parte anche
pezzi grossi del nazismo come Heinrich Himmler e il comandante di
Auschwitz Rudolf Höss. Con noi non vuole parlare. Ma a livello locale è
molto impegnato contro migranti e agricoltura transgenica.
La più grande esperta in Germania dei "völkischen" è la giornalista
Andrea Röpke. È lei a spiegarci il legame sempre più forte tra questi
movimenti e l'Afd: «Alcuni ne fanno direttamente parte. Altri lo
sostengono alle manifestazioni o agli eventi. I giovani völkischen, tra cui i
Neo-Artamani, sono attivi anche in organizzazioni affiliate come gli
Identitari». Perché «l'obiettivo dell'ideologia völkisch è la creazione di
una società omogenea e autoritaria. E la "remigrazione" è la via per
raggiungerla».
Röpke è continuamente minacciata, già nel 2006 fu picchiata a sangue
da neonazisti. Ma continua a fare ricerche essenziali, ad esempio, sui
campi per bambini neonazisti, creati in perfetta continuità con la
Gioventù hitleriana. I ragazzi vengono educati militarmente e
all'ideologia hitleriana. Le organizzazioni cambiano nome ogni tot,
perché vengono vietate. Ma continuano a esistere, anche in
Meclemburgo-Pomerania. «I figli dei völkischen - osserva - frequentano
associazioni giovanili come Sturmvogel, Freibund o Jungadler, di
orientamento nazionalsocialista». E attenzione: «Sono delle vere e
proprie fucine di quadri; questi ragazzi poi militano nella politica di
estrema destra - ed è proprio per questo scopo che vengono addestrati.
L'influente deputato regionale Afd Thore Stein, vanta ad esempio ottimi
contatti in questi ambienti. Ha partecipato a un campo Sturmvogel e la
famiglia di sua moglie era attiva nell'Hdj e nel Freibund». Le reti
estremiste, conclude, «influenzano in modo determinante il percorso
dell'Afd».
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